Cosa si nasconde dietro la truffa del finto Sms che arriva dal Cup: ecco cosa non bisogna fare
I messaggi, che sembrano provenire dagli uffici CUP o da altre strutture sanitarie regionali, invitano a richiamare numeri sospetti o a cliccare su link per ricevere presunte “comunicazioni urgenti”.
In queste settimane si sta diffondendo una nuova truffa via sms che sfrutta il nome del sistema sanitario lombardo per ingannare i cittadini. I messaggi, che sembrano provenire dagli uffici CUP o da altre strutture sanitarie regionali, invitano a richiamare numeri sospetti o a cliccare su link per ricevere presunte “comunicazioni urgenti”. La Regione Lombardia ma anche altre Regioni italiane hanno diffuso una nota ufficiale all’inizio di novembre per avvertire i cittadini: non fidatevi mai di messaggi che chiedono informazioni personali o invitano a contattare numeri sconosciuti.
Lo schema della truffa: finto CUP e paura come leva psicologica
Non è la prima volta che accade. Già la scorsa estate la Regione aveva segnalato una campagna di sms fraudolenti in cui i truffatori si fingevano ASL lombarde. Ora il copione si ripete, con pochi ritocchi: stavolta il messaggio sembra provenire dagli uffici CUP (Centro Unico di Prenotazione), ma il contenuto resta invariato. Il testo invita a richiamare un numero a pagamento, come 89342270, per ricevere una comunicazione urgente riguardante la salute del destinatario. Un modo per giocare sulla paura e spingere le persone a compiere un gesto impulsivo che può costare caro.
Phishing: la tecnica dietro la truffa
Gli esperti parlano di phishing, una delle tecniche più comuni nelle truffe online. I cybercriminali si fingono enti affidabili – come la Regione, l’ASL o pagoPA – per rubare dati personali, password o informazioni bancarie. Proprio in queste settimane circolano anche messaggi falsi di multe pagoPA, che seguono lo stesso schema: un tono urgente, un link sospetto e la promessa di una risoluzione immediata.
Come riconoscere gli sms falsi
Nella sua comunicazione ufficiale, Regione Lombardia spiega come riconoscere gli indizi di una truffa. Tra i campanelli d’allarme più evidenti:
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Errori e imprecisioni nel testo, come la vecchia dicitura “ASL” (sostituita da anni da ATS – Agenzia di Tutela della Salute);
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L’uso scorretto di sigle, ad esempio “CUP Centro Unico Primario”, che è inventata (la sigla corretta è Centro Unico di Prenotazione);
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L’invito a chiamare numeri con prefisso 893, tipici dei servizi a pagamento, mai utilizzati da enti pubblici.
Spesso, presi dall’ansia per un possibile problema sanitario, non si notano questi dettagli: ma sono proprio gli errori e le incongruenze i segnali che aiutano a smascherare il tentativo di truffa.
Cosa fare se si riceve un messaggio sospetto
La Regione invita a non rispondere e non cliccare su link o numeri presenti nel messaggio.
In particolare:
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Non richiamare numeri con prefisso 893, perché possono generare addebiti elevati;
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Non fornire mai dati personali, password, PIN o codici di autenticazione;
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Segnalare subito l’SMS alla Polizia Postale.
Per qualsiasi dubbio su visite o prestazioni sanitarie, è consigliato rivolgersi solo ai canali ufficiali: il Portale Prenotasalute, i siti istituzionali di ASST, ATS o IRCCS, e i numeri regionali certificati.
La raccomandazione finale
«Questi messaggi non provengono dal Sistema Socio-Sanitario Regionale», ribadisce la Regione Lombardia.
L’obiettivo dei truffatori è sempre lo stesso: rubare fiducia, tempo e denaro. La migliore difesa resta la prudenza digitale — e un semplice gesto: non rispondere.


















