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Sicurezza stradale, rapporto Dekra sui giovani alla guida

di Askanews   
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Roma, 12 dic. (askanews) - La sicurezza stradale è un valore da preservare e trasmettere a chi è giovane e neopatentato. E la sostanziale diminuzione degli incidenti nel nostro Paese non autorizza ad abbassare l'attenzione. Perché gli incidenti, in auto o moto, restano la principale causa di morte per i giovani in età compresa tra cinque ed i 29 anni.Il rapporto sulla sicurezza stradale 2022 realizzato da Dekra ricorda come, secondo l'ultima stima preliminare Istat relativa al periodo gennaio-giugno 2022, rispetto allo stesso periodo del 2021, i dati indichino che si sono verificati 81.437 incidenti stradali con lesioni a persone (+24,7%), le vittime sono state 1.450 (+15,3%) e i feriti 108.996 (+25,7%).Nell'Unione Europea gli incidenti stradali nella fascia d'età 18-24 anni causano nel 64% dei casi la morte del guidatore o del passeggero al suo fianco, rispetto al 44% nella popolazione complessiva."Quest'anno il rapporto - ha spiegato Toni Purcaro, presidente di Dekra Italia - è centrato sulla sicurezza dei giovani alla guida, un fenomeno molto rilevante, in quanto nel 2021 ci sono stati 175mila morti.

Bisogna far sì che questo numero possa drasticamente diminuire e la vision zero possa divenire realtà"."Un primo elemento fa riferimento al comportamento, che è la principale causa di incidenti. Pensate che prendere degli oggetti mentre si guida aumenta di sette volte il rischio di avere incidenti. Il 41 per cento in più per chi è molto attento, invece, alla guida, e non si fa distrarre. Rispetto alla scelta dei veicoli per i nuovi patentati, per le auto di seconda mano, bisogna fare molta attenzione alla manutenzione ed alla revisione perché si tratta di elementi fondamentali e poi esperienza e prudenza".Nuove prospettive arrivano tuttavia dai veicoli di nuova generazione, che sono connessi e digitali e quindi risultano essere maggiormente sostenibili. A volte, però, anch'essi sono usati senza un'adeguata consapevolezza e formazione rispetto ai rischi, anche fisici, derivanti da un impiego non completamente informato di tali mezzi."La prevenzione è fondamentale, la punizione è un elemento repressivo. Bisogna sensibilizzare all'utilizzo dei veicoli nel modo giusto anche perché oggi abbiamo a disposizione veicoli con nuove tecnologie, ma è fondamentale spiegare a cosa servono e come si usano a bordo".Dal Rapporto Dekra emerge l'importanza di supportare il processo di maturità dei teenager alla guida rendendoli consapevoli dei rischi nel loro vivere quotidiano."Ragioniamo sul mezzo bicchiere pieno - ha aggiunto il presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo - sul fatto, è vero che il problema esiste ed è una questione importante c'è da dire che la tendenza nel tempo, soprattutto in riferimento alle vittime, ed ai feriti, nella classe d'età dai 18 ai 29, si vede che c'è stata una forte riduzione delle mortalità che delle conseguenze degli incidenti. Vuol dire che qualcosa sta avvenendo in positivo e dobbiamo incoraggiare e proseguire in questa direzione".Presente all'evento anche il ministro delle infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini. "Se uno si mette consapevolmente alla guida, drogato o ubriaco, e provoca incidenti con morti e feriti - ha detto Salvini - la sospensione della patente per uno o due anni non è sufficiente. Ci sono diverse associazioni che riuniscono le vittime dei pirati della strada che chiedono la revoca a vita ed io penso che se qualcuno si mette alla guida imbottito di cocaina od ubriaco marcio è una bomba, un potenziale assassino e quindi se non la revoca a vita almeno la sospensione per dieci anni dei diritto di guidare penso che sia sacrosanto".

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