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Il dissalatore che salverà Milano, la pianura Padana e il Nord Italia dalla siccità

La carenza d’acqua sta mettendo in ginocchio quasi tutto il Settentrione. Per il sindaco di Genova Marco Bucci il problema si può risolvere usando l’acqua del mare, ecco come

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Secca del Po
Fiume Po in secca a Cremona (Foto Ansa)

Premessa maggiore: tutto il Nord Italia è alle prese con una drammatica siccità, gli invasi non sono mai stati così a secco e questo ha ricadute su molti aspetti della nostra vita: dalla disponibilità stessa di acqua potabile alla carenza di acqua per irrigare i campi ai problemi di alimentazione delle centrali idroelettriche che, da sempre, sono le fonti rinnovabili prima ancora che esistesse la parola “rinnovabili” e che, soprattutto in questo momento, sono importantissime per l’alimentazione energetica del nostro Paese.

La siccità al Nord

Premessa minore: a Genova c’è il mare più vicino alla Lombardia, alla Pianura Padana e a Milano, cioè i territori che più soffrono di siccità e che più hanno bisogno d’acqua. A scrivere il sillogismo aristotelico fra queste due premesse è il sindaco di Genova Marco Bucci che prova a fare due più due e ha pensato a quello che sembra l’uovo di Colombo: l’acqua del mare è sostanzialmente infinita e quindi, se si usa l’acqua del mare per tutti gli usi di cui sopra, il problema è risolto. E, visto che tutto questo avviene a Genova, proprio parlare di Colombo pare particolarmente appropriato. Fra l’altro, come vedremo, in questa storia anche l’America c’entra un po’, almeno come esempio.

Il dissalatore non è un'utopia

Però ci sono alcuni problemi e Bucci ha pensato alle soluzioni per risolverli. Il primo è il Problema, con la maiuscola, e cioè che l’acqua del mare è salata. E, a questo punto, occorre dissalarla come da tanti anni accade in altri Paesi, da Dubai con tutti quelli del Golfo Persico, per l’appunto agli Stati Uniti sulle due coste, a Los Angeles per la California e a Miami per la Florida. Insomma, il dissalatore non è un’utopia, ma qualcosa che funziona - e bene - in tante parti del mondo, con due possibili tecnologie: o togliendo l’acqua dai sali, cioè con la distillazione, o togliendo i sali dall’acqua e qui il processo è quello di osmosi inversa.

L'impianto immaginato fa Marco Bucci

In più, a rendere tutto ancora più semplice c’è il fatto che nell’impianto immaginato da Marco Bucci sulle aree genovesi di Cornigliano per trattare 90 milioni di metri cubi d’acqua, solo 45 di questi, la metà, deriverebbero da acqua del mare e quindi salata, mentre l’altra metà originerebbe dagli impianti di depurazione delle acque e quindi sarebbero miscelati, con un’acqua meno difficile tecnicamente da gestire, pur essendo la tecnologia assolutamente “sicura” e provata in tutto il mondo, quindi – di fatto – immediatamente pronta per tutti gli usi.

Il trasporto dell'acqua

E a questo punto, come in una corsa ad ostacoli, c’è un altro problema. E cioè che una volta dissalata l’acqua va portata in pianura Padana. Ma anche in questo caso Bucci ha immaginato una possibile soluzione: dalla zona che sarebbe stata individuata per costruire l’impianto - una delle aree dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Cornigliano che oggi hanno molti spazi liberi - parte una pipeline, cioè un oleodotto che un tempo trasportava petrolio. E poi quindi questo è un altro vantaggio assoluto, è tutto lì, già pronto, semplicemente da adattare.

Il costi dell'enegia e dell'impianti

Andiamo avanti con le obiezioni: si tratta di un impianto energivoro, con un forte assorbimento di energia che, in questo momento, non è la condizione migliore del mondo. Ma, anche in questo caso, a obiezione corrisponde già risposta da parte dei progettisti che hanno elaborato questo progetto: dagli scarti delle lavorazioni del dissalatore, infatti, è previsto un recupero di energia con una sorta di autoproduzione. Andiamo avanti a fare gli avvocati del diavolo - e in questo caso il diavolo è la siccità - con un’ulteriore obiezione: i costi di questa opera. E, anche in questo caso, c’è già la risposta pronta: Marco Bucci ha quantificato il tutto in 400 milioni di euro, che non sono bruscolini, ma nemmeno una cifra impossibile.
Ulteriore obiezione e ulteriore risposta: il Comune di Genova, da solo, non potrebbe probabilmente sostenere questa spesa senza andare a intaccare i servizi ai cittadini, con il vicesindaco Pietro Piciocchi che è un giudice severo ma giusto di tutto questo. Ma Bucci è già stato a Roma a fare il giro delle sette chiese - leggasi ministeri - per spiegare bene l’importanza strategica per tutto il Nord Italia e per Milano di tutto questo.

Il finanziamento

Anzi, a ragionare un po’ egoisticamente, Genova e la Liguria sono già messe abbastanza bene con l’acqua e quindi il liquido prezioso che esce dal dissalatore sarebbe più destinato all’esterno della provincia e della regione. Quindi, siamo nel caso di scuola, di definizione da dizionario dei sinonimi, di “opera di interesse nazionale” e una delle possibili fonti di finanziamento potrebbe arrivare dalla scrittura aggiornata del PNRR e anche dai fondi FSC, visto che è già pronto il progetto esecutivo.E dai ministri, in particolare dal titolare dell’Agricoltura e Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, sembrerebbe arrivato un interesse positivo su un progetto tanto semplice quanto geniale che interessa tutta l’Italia settentrionale.

I tempi di realizzazione

Ulteriore obiezione: i tempi. Ma anche in questo caso Bucci ci mette la faccia, forte del miracolo fatto in tandem con il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sul nuovo Ponte di Genova, costruito e consegnato in due soli anni, roba da record del mondo, che finora si era vista solo in Cina e in Giappone. E qui Bucci, a cui i cronoprogrammi piacciono moltissimo, dopo aver parlato di due anni, alza ulteriormente l’asticella e spiega: “In quattro mesi si può fare, non richiede tempi particolari”. E i quattro mesi sono sostanzialmente quelli che ci porterebbero alla grande siccità prevista per questa estate, con un’urgenza assoluta, quella dell’oro blu, l’acqua: “Vi cito una frase: senza l'oro giallo si  può vivere, senza l'oro nero c'è freddo, si va a piedi ma si può vivere; senza l'oro blu dopo quattro giorni si muore".

Il ruolo di Genova

Del resto, a Genova è nata “Sapore di sale” di Gino Paoli e in qualche modo c’è anche un ruolo decisivo di Genova in “Sapore di mare”, il film di Vanzina che ha segnato la nostra gioventù, con Gianni Ansaldi che interpretava Gianni, il protagonista fidanzato con Selvaggia-Isabella Ferrari, che la lascia perché si invaghisce di Adriana, una splendida Virna Lisi coetanea dei suoi genitori. Insomma, siamo alla rivoluzione copernicana: col dissalatore, sapore di mare non sarà più sapore di sale.

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
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