Il selfie di Sgarbi nudo e provocatorio. Ma perché si ferma alle soglie dell'integrale?

Che cosa c'è in questo micro evento social, in questa foto del divo Vittorio, che scatena la curiosità e fa diventare un'immagine una tendenza Twitter nazionale?

Il corpo nudo. Il corpo maschile nudo. Il corpo di Vittorio Sgarbi nudo, e non è nemmeno la prima volta. Che cosa c'è in questo micro evento social, in questa foto del divo Vittorio, che scatena la curiosità e fa diventare un'immagine addirittura una tendenza Twitter nazionale? Prima di tutto, la rottura di un tabù: Per quanto siamo nel terzo millennio, il corpo maschile, è sempre, misteriosamente, più celato di quello di una donna. E poi si tratta del corpo di una celebrità: maschio più vip è una miscela esplosiva.

Si dirà: ma cosa c'è di nuovo?

Esistono le riviste rosa, le foto dei potenti in ombrellone, le spiagge, i calciatori, i tatuati, i tronisti. È vero: ma non sono mai foto posate. O finto posate. In quelle immagini inflazionate, e standard, non c'è mai la volontarietà, il senso di sfida che questa foto invece contiene. Oppure, in quelle carni esibite, non ce la notorietà, quel senso di stupore un po' bambino che ti fa dire: ma guarda! Anche lui è un uomo come tutti gli altri. Ci fu la meravigliosa foto di Giuliano Ferrara che si tuffava in acqua dalla barca, con la sua splendida mole, come un sublime cetaceo: ma fu un unicum. Se vedi Paolo Mieli in mutandoni che legge i giornali sulla spiaggia di Sabaudia, o Chicco Testa ritratto a Capalbio, non provi la stessa sensazione di emozione di quando comparvero le foto dell'avvocato Agnelli, nudo in mare, con l'orologio al polso e la parte più nobile di se in posa dinamica.

Un'altra foto senza veli di Vittorio Sgarbi

(Un'altra foto senza veli di Vittorio Sgarbi)

E infine c'è un terzo elemento, che strizza l'occhio alla contemporaneità, e fonde tutte queste cose insieme: il selfie.

Anche qui bisognerebbe discutere: è davvero un selfie quello di Sgarbi? Il suo corpo è inquadrato su un divano, e lo svago è chiaramente opera di un'altra mano, che non è la sua. Ma è sicuramente un selfie, in senso non letterale, perché è un'immagine sottoposto al Self control, alla modalità dell'auto racconto, del disvelamento consapevole. Ed è in qualche modo anche il remake di una immagine celebre e dimenticata, la famosa copertina per l'Espresso, in cui Vittorio appariva come mamma lo aveva fatto, splendido quarantenne, con le mani pubblicamente giunte davanti al pube, e un sorriso birichino in camera. Anche lì non si trattava di un nudo non integrale: un nudo con occhiali e mani. Ma adesso, a voler essere pignoli, e volendo trattare davvero l'immagine tra di Vittorio con lo stesso rispetto con cui lui tratterebbe un quadro, bisogna dire qualcosa anche sui paradossi e sui limiti di Sgarbi quando diventa un'opera.

Alle soglie dell'integrale

Vittorio, infatti si ferma sempre li, alle soglie dell'integrale: perché teme la censura, forse? Perché ha un refolo di pudore? Mistero. Sta di fatto che la soluzione trovata dal divo, quella di comprimere la parte più estrema di se tra le gambe fino a farla spartire ha sollevato qualche dubbio, e persino sparute ironie. Non si tratta infatti di esposizioni di sé, ma piuttosto di sottrazione. Al punto che qualcuno ha detto: la parte più sconvolgente della foto è il salotto. Ma può darsi anche, e questa è una lettura più sofisticata, che anche questo dettaglio sia studiato, una sorta di esibizionismo crepuscolare, un gioco di paradosso: L'origine du Monde, il quadro di Courbet che ruppe tabù della rappresentazione genitale, mettendo una vagina al centro della scena, attribuendogli la paternità della storia, era l'esatto contrario di questo scatto. Mostrandosi sul divano, quasi di spalle, nella posizione opposta, e con gli attributi così protetti da sembrare una donna, con grande ironia, Sgarbi sta dicendo: io, uomo umanissimo, finita la mia fase esibizioniste dannunziana, sono o mi sento, in qualche modo, la fin d'un monde.