Pronto l'elenco dei siti per il deposito delle scorie nucleari, decreto a giorni. Basilicata e Sardegna in allarme

Il ministro Calenda ha confermato che la scelta è stata "tecnica non politica". Pittella furioso: "Pronti a un'altra Scanzano"

Pronto l'elenco dei siti per il deposito delle scorie nucleari, decreto a giorni. Basilicata e Sardegna in allarme
di An. L.

Ormai è questione di giorni: dopo anni di attesa, di fughe di notizie, di conferme e smentite, di passi avanti e, sulla scia delle polemiche, passi indietro, l'elenco dei siti idonei a ospitare il sito unico nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari sta per essere pubblicato. La conferma arriva dal ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda che ha assicurato che al termine di un iter che coinvolge anche Sogin, Ispra e ministero dell'Ambiente l'elenco verrà pubblicato con decreto. "Il documento ci sta arrivando - ha risposto ai cronisti a margine del Rapporto del Gse -. Ha fatto delle correzioni l'Ispra e le ha rimandate al ministero dell'Ambiente che ora deve rimandarla a noi. Appena lo farà, faremo il decreto ministeriale Ambiente-Sviluppo. Conto di farlo tra questa e la prossima settimana". 

In "zona Cesarini" insomma. Perché sarà il decreto dell'ultimo minuto di questo governo guidato da Gentiloni, che a seguito dell'insediamento delle Camere, decadrà proprio venerdì 23 marzo, domani. Il premier dovrebbe recarsi al Colle già nel fine settimana o ai primi della prossima. Evidentemente, subito dopo aver emanato il decreto legge che dispone dello stoccaggio di tonnellate di scorie radioattive, eredità del passato nucleare dell'Italia, ma anche di recenti produzioni di laboratori e ospedali, che nessuno vuole in casa propria. Ecco perché fino alla emanazione del decreto, silenzio tombale.

Il lavoro preliminare dell'Ispra e della Sogin

L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha trasmesso ai Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico il suo parere su di un aggiornamento della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per localizzare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (Cnapi), ricostruisce un'agenzia di stampa. La Carta è stata predisposta dalla Sogin, la società incaricata della dismissione degli impianti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi.

La Sogin, ha spiegato l'Ispra sul suo sito il 5 marzo scorso, ha fatto alcune modifiche alla sua proposta di Cnapi del 2015, a causa di aggiornamenti ai database usati per l'elaborazione. Queste modifiche hanno reso necessario un nuovo controllo da parte dell'Ispra. L'Istituto, dopo aver verificato e validato i risultati cartografici, ha trasmesso ai ministeri la nuova bozza della mappa delle aree idonee per il deposito di scorie nucleari, "senza formulare rilievi". La relazione dell'Ispra è top secret, così come la proposta di mappa dei siti idonei, fino alla pubblicazione. Questa avverrà dopo il rilascio del "nulla osta" da parte dei due Ministeri.

Pittella: pronti a una nuova "Scanzano"

Intanto i territori che negli anni si sono visti indicare in maniera ufficiale (o ufficiosa) come luoghi adatti a ospitare il sito di scorie nucleari si stanno già mobilitando. Il presidente della Basilicata nel cui territorio si trova Scanzano Ionico - che nel 2003 era stato individuato come luogo idoneo, salvo fare dietrofront a seguito di decise proteste durate tre settimane - ha già annunciato di essere pronto a scavare nuove trincee. "Comunico sin d'ora la netta e non negoziabile contrarietà della Regione qualora dovesse essere la Basilicata individuata tra i possibili siti, come già avvenuto in passato. Saremo pronti in quel caso ad una seconda 'Scanzano'", ha assicurato Marcello Pittella (Pd).

La Sardegna sul piede di guerra

Ma al "decreto per la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee al deposito nucleare di superficie" sono pronti a fare guerra anche i sardi. Gli attivisti del comitato Nonucle/Noscorie esprimono la loro preoccupazione per la non "della Sardegna dai siti possibili, nonostante la netta ed esplicita indisponibilità dimostrata da tutto il popolo sardo". "Sappia il ministro e il governo, ormai scaduto e bocciato dal voto - continuano gli attivisti -, che in nessun caso i sardi rinunceranno alla tutela della volontà già espressa dal popolo isolano".

Negli anni, in Sardegna, sono state numerose le manifestazioni di popolo ma anche gli atti amministrativi emanati contro l'ipotesi di un sito nucleare. Ad alimentare i sospetti nell'Isola ha contribuito la risposta data via Twitter dal ministro Calenda al giornalista Guido Garau che gli chiedeva se questo territorio rientrasse nell'elenco dei siti idonei. La risposta del ministro uscente è stata: "Di Sardegna non ho parlato. Non conosco le località incluse nella mappa. La valutazione è stata tecnica e non politica”.