La scarpetta di Saalburg, ecco cosa indossavano le donne dell’Impero Romano 2.000 anni fa

Gli archeologi hanno ritrovato un reperto in pelle prodigiosamente preservata, risalente al 90 d.C. E’ stata rinvenuta in Germania, dove secoli fa sorgeva un importante forte romano

La scarpetta di Saalburg (Germania)
La scarpetta di Saalburg (Germania)
di Redazione Tiscali

C’è chi nasce con la camicia, ma nessuno con le scarpe ai piedi. Eppure, per tutti gli occidentali le scarpe sono una parte dell’abbigliamento di cui non si può fare a meno. Tutto è cominciato molti secoli fa, lo dimostrano una lunga serie di scoperte archeologiche. Quindi non può stupire che anche nell’antica Roma le scarpe fossero diventate uno status symbol. Da che cosa indossava ai piedi una persona si poteva infatti capire quali fossero le sue reali condizioni economiche.

Moderna e bellissima

Davvero interessante da questo punto di vista, una calzatura che probabilmente era stata indossata da una abbiente di allora. Gli archeologi hanno ritrovato una scarpetta in pelle prodigiosamente preservata, risalente al 90 d.C. Il disegno della scarpa, davvero elegante, è stata rinvenuta nell'area archeologica di Saalburg (Germania), dove secoli fa sorgeva un forte romano. Nei pressi del forte, è ancora è visibile (ma nel corso dei secoli sia stato modificato) si creò una comunità di circa 2000 persone. L'area è nota per l'abbondanza di reperti archeologici che ha fatto riaffiorare nel tempo, tutti riuniti nel Museo di Saalburg.

Le scarpe romane

Le scarpe romane derivano da quelle greche. Le calzature principali furono i pedῖlon, una primitiva forma di sandali, con un plantare di cuoio, tale calzatura si evolse nei sandάlia, più resistenti, e colorati per le donne. Seguirono le krhpίς, scarpe aperte maschili, da cui derivarono gli ἐndromίς, la cui allacciatura giungeva sino al ginocchio, tipiche della tenuta militare. Le ἐmbάdeς, probabilmente di provenienza babilonese o tracia, furono fra i primi modelli di scarpe chiuse, sia maschili che femminili, prodotte in numerose varianti, basse o alte e in vari colori. La scarpa femminile da cerimonia era il diάbaqron, con applicazioni in metalli preziosi e non. Le costosissime baucides erano invece le calzature delle etere, molto rialzate per cui aumentavano l'altezza. C'erano poi i coturni, gli altissimi stivaletti indossati dagli attori tragici.

I centri di produzione

I principali centri di produzione di calzature si trovavano in Sicilia, nel Mar Nero, la Cirenaica e l'Asia minore, in cui i calzolai si occupavano tanto della conciatura delle pelli quanto della fabbricazione delle scarpe. La colorazione, avveniva con le stesse tecniche utilizzate per i tessuti, attraverso l’applicazione.  Nel caso della scarpetta di Saalburg, considerata la qualità dei dettagli ricavati dalla lavorazione della pelle, si pensa che sia stata indossata di una donna di un ceto sociale elevato. La scarpetta di Saalburg non rappresenta una scoperta eccezionale in sé, ma per lo stato di conservazione con cui essa ci è giunta.