Coronavirus, arrivati a Sassari i medici con le stellette: in prima linea per aiutare i colleghi

Accanto alla sanità del territorio scende in campo l'Esercito. Le gravi difficoltà riscontrare nelle strutture ospedaliere, in particolare a Sassari, Olbia e Tempio, hanno imposto un impegno straordinario. In trincea anche il personale sanitario della Brigata Sassari

Coronavirus, arrivati a Sassari i medici con le stellette: in prima linea per aiutare i colleghi

Il coronavirus ha attaccato duramente Sassari che ora per difendersi potrà fare affidamento anche ad un task force di medici militari. “Inizierà oggi la collaborazione del team medico della Difesa con i dirigenti della ASL ed il personale sanitario di Sassari. In giornata, infatti, due medici del Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare Celio e un medico del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Cagliari incontreranno a Sassari il direttore del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Cagliari, Colonello Ciancia, il personale sanitario della Brigata Sassari e alcuni dirigenti del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della ASL di Sassari per iniziare la collaborazione e supportate le richieste emerse lunedì scorso, nel corso dell’incontro tra il Comandante di Sanità e Veterinaria dell’Esercito, Generale medico Battistini e il Prefetto di Sassari, D’Alessandro”, ha reso noto il Sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi.

“In particolare, il team sanitario militare inizierà un’attività di campionamento per la ricerca del nuovo coronavirus in strutture residenziali assistite, indicate dalla ASL sassarese, già interessate da focolai di epidemia. I campioni saranno analizzati presso il laboratorio del Dipartimento scientifico del Policlinico Militare Celio. I kit diagnostici messi a disposizione sono circa 200.  Questo campionamento è prioritario per alleggerire l’attività del laboratorio dell’ospedale di Sassari e contribuirà ad arginare il diffondersi del virus nella provincia. La Sanita Militare e la Regione Sardegna sono in costante contatto per condividere e definire ulteriori concorsi urgenti” – ha concluso Calvisi.

La città della sarda si sente sotto assedio, ma non si lascia travolgere dal panico. Tuttavia, la magistratura vuol capirci chiaro: perché Sassari è nell’Isola la città più colpita dalla pandemia? Per dare una risposta a questo quesito, sono due i fascicoli aperti dalla Procura del capoluogo sardo: sta indagando per omicidio colposo e epidemia colposa a seguito della diffusione del Covid-19 e delle morti nell'ospedale di Sassari. Come ha riportato il quotidiano La Nuova Sardegna, i vertici dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari hanno deciso di affidare all'avvocato Nicola Satta la propria tutela legale. Al momento nessuno è iscritto sul registro degli indagati, ma si tratta di una scelta preventiva. Le indagini sono partite dopo i numerosi casi di positività registrati in ospedale e dopo che il reparto di Cardiologia si è trasformato nell'epicentro della diffusione nell'isola. Gli inquirenti stanno acquisendo materiale utile per capire se tutte le procedure siano state rispettate e se fossero stati predisposti correttamente piani e percorsi di emergenza adeguati.

Il primo fascicolo è relativo alla morte del primo paziente contagiato in Cardiologia, dove era ricoverato da due settimane e poi deceduto nel reparto di malattie infettive il 15 marzo scorso. Il secondo si riferisce alla situazione che si è registrata nel reparto Dialisi, dove i familiari dei pazienti hanno denunciato di essere stati abbandonati, affidando le loro testimonianze - come ha ricordato La Nuova Sardegna - anche a video e audio che sono stati acquisiti dagli investigatori. Perché il sistema ospedaliero di Sassari si è rivelato così vulnerabile? Come è possibile che la maggior parte dei positivi al Covid-19 siano operatori, pazienti o persone transitate al Santissima Annunziata? Cosa è successo in Cardiologia? Supportato dagli uomini della polizia giudiziaria, dai carabinieri del Nas e dallo Spresal, il sostituto procuratore di Sassari, Paolo Piras, esperto di reati in campo sanitario, si muove con prudenza. Non bisogna intralciare gli operatori impegnati nell'emergenza, ma le indagini si sono rese necessarie dopo i numerosi casi di positività registrati in ospedale.

Intanto Sassari è al centro anche di un altro caso. Erasmus finito per i sedici studenti spagnoli, ragazze e ragazzi da 21 a 26 anni, scoperti giorni fa a Sassari a far festa sul tetto di un palazzo. Il decreto di interruzione immediata della loro esperienza è stato firmato dal rettore dell’Università di Sassari, Massimo Carpinelli, e notificato agli interessati e alle loro università di appartenenza. Provenienti dagli atenei di Cordoba, Granada, Alcalà de Henares, Barcellona, Burgos, Saragozza, Castilla La Mancha, Cantabria, Valencia e Leòn, i sedici studenti spagnoli erano a Sassari per i programmi Erasmus ed Erasmus+ di mobilità studentesca a fini di studio e tirocinio.

È iniziata la suddivisione tra Aziende sanitarie della Sardegna dei dispositivi di protezione individuale da parte della protezione civile regionale. Si tratta di pezzi in giacenza e acquisiti direttamente dalla Regione. Il governatore Christian Solinas in videoconferenza con i giornalisti, ha fatto sapere che sono state distribuite 92mila mascherine (6000 al Brotzu, 40mila all'Ats, seimila all'AoU di Cagliari, 26mila all'AoU di Sassari, 14mila all'Areus).