Nuove ordinanze di Speranza: quali Regioni cambiano colore. Iss: "Sardegna, Puglia e Calabria ad alto rischio"

L'anticipazione del nuovo report dell'Istituto Superiore di Sanità mostra un'Italia con 16 regioni sotto l'Rt 1. Cinque a rischio, tre ad alto rischio. Ecco perché

Monitoraggio di dati sanitari
Monitoraggio di dati sanitari

Sedici Regioni con valori di Rt (incide di trasmessibilità del Covid-19) sotto l'1, con un valore medio di 0,91. L'Italia tira mezzo sospiro di sollievo ma non può permettersi di rilassarsi nella lotta alla pandemia. L'altra faccia della medaglia, come emerge dall'ultima anticipazione dell'esito del monitoraggio nazionale da parte dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) sono le cinque Regioni ancora a rischio: si tratta di Calabria ( Rt ad 1.06), Lazio (1.04), Molise (1.38), Veneto (1.13) e Toscana (1.01). Non è tutto: presi in considerazione i fattori di rischio che riguardano ogni territorio regionale italiano, incluse le provincie autonome, tre regioni in particolare vengono considerate dall'Iss "ad alto rischio". E sono Sardegna, Puglia e Calabria. Per le quali l'Istituto invita a varare ulteriori misure restrittive. Questo "focus" viene fatto senza ignorare che 18 regioni italiane hanno ricoveri in strutture mediche e terapie intensive ancora oltre la soglia critica

Le tre nuove ordinanze

Come conseguenza, il ministro della Salute, Roberto Speranza, rinnova a partire dal 6 dicembre le misure restrittive vigenti per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte. E' la prima delle tre nuove ordinanze in arrivo. La seconda dispone che Campania, Toscana, Valle D'Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano passino da area rossa ad area arancione. La terza fa passare da area arancione a gialla Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia. Le ordinanze saranno in vigore da domenica. Nonostante la criticità sottolineata dall'Iss, per ora non ci sono passaggi di colore, dal punto di vista sanitario, che riguardino la Sardegna. La Calabria è considerata ad alto rischio perché "non valutabile", il che fa pensare a forti difficoltà nel presidio sanitario e nella tracciatura del virus a livello locale. 

Come si decide

L'ultima proiezione dei dati a cui lavora l'Iss lascia dunque l'amaro in bocca, anche perché arriva ad ore dal varo del nuovo Dpcm che prevede restrizioni proprio nel periodo delle feste comandate dell'ultima settimana di dicembre. Detto che i dati analizzati dall'Istituto Superiore di Sanità coprono il periodo che va dall'11 al 24 novembre, dunque bisognerà vedere che è accaduto dopo quella data, è importante capire come le regioni vengono poste in zona "gialla", "arancione" o "rossa". Gli indicatori che vengono presi in considerazione, e che restituiscono il "colore" finale della regione esaminata, in base anche all'indice Rt, sono 21. Eccoli in dettaglio.

Capacità di monitoraggio

E' una delle tre voci principali (le altre sono la capacità di accertamento diagnostico, di indagine e gestione dei contatti legati alla positività da Covid-19, e i risultati relativi a quanto è stabile la trasmissione e quanto tengono i servizi sanitari rispetto alla casistica accertata) e tiene a sua volta conto di questi sotto-indicatori: numero di casi sintomatici noti  al sistema di sorveglianza nel corso del mese, numero di casi noti con ospedalizzazione nel corso del mese, numero di casi noti con trasferimento in terapia intensiva nel corso del mese, numero di casi notificati di cui è noto il domicilio, numero di liste di controllo somministrate in residenze sociosanitarie, e numero di queste strutture che rispondono alla lista di controllo o checklist. A parte queste ultime due voci, le altre indicate vedono il numero dei nuovi casi, dei ricoveri e della loro gravità viene rapportato al totale dei casi.

Capacità di accertamento diagnostico

Questo indicatore tiene conto di: percentuale di tamponi positivi, il tempo che intercorre fra l'inizio dei sintomi e il periodo di isolamento. Il numero e il tipo di figure professionali impegnate nel tracciamento dei contatti a livello terrirtoriale, numero e tipologia di persone che si occupano di inviare i dati ai laboratori di riferimento, con speciale attenzione per chi è in isolamento o quarantena, infine numero di casi di infezione confermati in ogni regione. 

Stabilità e tenuta dei servizi sanitari

Il terzo dei tre indicatori principali che portano a dichiarare il "colore" della regione osservata e a indicare le misure necessarie per il contenimento del contagio tiene conto di: numero di casi riferiti alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni, indice Rt, numero di casi riferiti ogni settimana alla sorveglianza sanitaria, numero di casi per data di diagnosi degli stessi, numero di nuovi focolai di infezione che abbiano elementi di novità rispetto a quelli già noti, numero di casi di infezione confermata da Covid-19, numero di accessi nei Pronto soccorso che riportino sintomi riconducibili al Sars-Cov-2, numero di posti disponibii in terapia intensiva per chi abbia contratto il Covid-19 e sia in gravi condizioni, numero (o tasso) di letti occupati nelle strutture mediche esaminate. 

Silvio Brusaferro, attuale presidente dell'Iss