Vigile del Fuoco al Roma Gay Pride, una petizione per salvarlo dal licenziamento

Prosegue la mobilitazione a sostegno di Costantino Saporito, il pompiere che ha sfilato in "divisa" al pride della Capitale: una commissione disciplinare potrebbe decidere il suo allontanamento

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Secondo l’amministrazione, lo scorso giugno avrebbe esposto “al pubblico ludibrio il corpo di vigili del fuoco” sfilando in divisa durante il Gay Pride di Roma. Un’accusa che potrebbe costare cara al sindacalista Costantino Saporito, che per questa coraggiosa scelta sta ora rischiando di perdere il lavoro. Per evitare che accada, su All Out è stata lanciata una raccolta firme, perché, si legge, “crediamo che la libertà di manifestare non si possa processare”.  I fatti contestati sono avvenuti due mesi fa. Dopo poche settimane il sindacalista ha ricevuto una lettera ufficiale con cui lo si accusava di aver leso la dignità dei vigili. La firma e la petizione, si legge sempre su All Out, “servono anche per dire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco che nessuno dovrebbe essere licenziato perché partecipa alla lotta per l’eguaglianza”.

La battaglia di Saporito

Accompagnano la battaglia di Saporito, che si è sempre dichiarato etero sessuale, oltre all’Unione sindacale di base (Usb), i circoli Roma Pride, Mario Mieli e il Circolo di Cultura Omosessuale. Le contestazioni di addebito, ampiamente annunciate, sono state allargate ad altri colleghi, anche loro accusati di aver partecipato al Gay Pride e ad altre manifestazioni in difesa dei diritti. “Così, mentre l’Italia brucia – aveva scritto Saporito su Agenparl - c’è chi si diletta a perdere tempo prezioso per stilare rapporti e contestazioni in linguaggio borbonico”. Alla “S.V. Costantino Saporito” viene contestato di aver partecipato alla “manifestazione denominata Gay Pride …”. La confutazione sottolinea che il reato addebitato a Saporito e ai suoi colleghi è l’aver esposto “l’uniforme d’istituto al pubblico ludibrio: perché tale è evidentemente considerato l’esprimere pubblicamente le proprie opinioni facendosi riconoscere come vigile”.  In sostanza, ha detto a tiscali.it, “si contesta quel che in altri paesi, sempre indicati come fari di democrazia e partecipazione, è consolidato da tanto tempo”. E cita come esempio la partecipazioni ai Pride dei bobbies o dei soldati di Sua Maestà.

Le ragioni del Dipartimento

Bruno Frattesi, capo del dipartimento dei vigili di Roma, si assume il compito di spegnere l’incendio appiccato dal rappresentante dell’Usb: “Saporito non rischia il licenziamento”, ha detto a tiscali.it, “tuttalpiù la commissione disciplina potrebbe comminargli un’ammenda”. Frattesi ha anche rifiutato “il tentativo di far credere all’opinione pubblica che il corpo dei vigili è omofobo: E’ una falsità: abbiamo concesso a un collega gay di Bari di sposarsi con in divisa”. La contestazione – ha anche sottolineato il capo dipartimento romano - riguarda, in realtà, solo la mancata richiesta di autorizzazione all’uso dell’uniforme al Pride o in altre manifestazioni”. Secondo le norme di servizio, spiega ancora il dirigente, “può essere utilizzata solo quando il vigile è operativo o quando l’amministrazione ne dà il consenso”. “Strano” - replica questa volta Saporito - “nessuno ci mai detto una cosa simile”.

La solidarietà di gay.it

Saporito incassa anche la solidarietà di gay.it. Che ha constatato "una situazione diametralmente opposta a quanto vediamo di anno in anno in altri Pride, dove agenti di polizia e vigili del fuoco in divisa, prendono ufficialmente parte al corteo LGBT". D'accordo con gay.it anche Luca Comellini del Pdm, "siamo di fronte a una libertà d’azione dei rappresentanti sindacali, ritengo quindi opportuno che il procedimento disciplinare avviato nei confronti del Coordinatore Nazionale dell'USB, Costantino Saporito, debba essere immediatamente annullato".