Il Covid-19 avanza e le mascherine scarseggiano? Ecco come "sanitizzarle" e riutilizzarle fino a tre volte

Sono diventate un bene di lusso introvabile: un documento dei farmacisti militari spiega come riutilizzarle nella massima sicurezza

Il Covid-19 avanza e le mascherine scarseggiano? Ecco come 'sanitizzarle' e riutilizzarle fino a tre volte

Da quando è scattata l'emergenza Covid-19, girando per le strade, non è raro incontrare persone che si recano al market o in farmacia con sul viso la mascherina sanitaria per proteggere naso e bocca dal pericoloso virus. Fatto salvo l'indispensabile uso da parte di medici e infermieri all'interno delle strutture sanitarie, se l'intento dei cittadini è quello di proteggersi dal contagio, è bene sapere che non è dimostrato affatto che l'utilizzo di questa protezione salvi dal passaggio del virus da persona a persona: le mascherine non sono infatti adatte a filtrare l'aria. Se quindi gli esperti raccomandano di usarle solo se si è ammalati o se si sta a stretto contatto con persone colpite da patologie particolari, è anche bene sapere che ormai la protezione è diventata un "bene di lusso" di difficile reperibilità e con prezzi stellari. Come fare dunque nei casi in cui non si abbiano a disposizione mascherine a sufficienza, ricordando che esse vanno usate una volta sola e quindi gettate via?

In aiuto di coloro per cui è consigliato l'uso - e ripetiamo che non ci stiamo riferendo a medici e infermieri - e ne hanno a disposizione un numero limitato, arriva lo Stabilimento chimico farmaceutico militare dell'Agenzia Industrie Difesa, che spiega come in alcuni casi sia possibile "la sanitizzazione delle mascherine monouso di protezione individuale".

Il riferimento è quindi esclusivamente ai casi in cui è "basso il rischio e applicabile il reimpiego" delle particolari protezioni. E' importante però ribadire, scrivono gli esperti militari in un documento di cui Tiscali News è venuta in possesso, che la sanitizzazione è "sconsigliata per tutto il personale che si trova ad operare con persone infette (o in ambienti ad alto rischio di contagio) in quanto non vi sono, al momento, dati sufficienti per poterne convalidare l'efficacia". 

Sanitizzazione e riutilizzo della mascherina

Se quindi di esse non si può fare a meno e se se ne dispone in quantità limitata si può provare a igienizzarle purché lo si faccia nella maniera giusta. Per capirci: non va bene metterle in lavatrice o lavarle con acqua e sapone, ma è necessario utilizzare prodotti appositi e procedimenti precisi che garantiscano il riutilizzo in totale sicurezza. Il documento dà istruzioni precise. 

Il materiale giusto per igienizzare la mascherina è una "soluzione idroalcolica al 70% (Alcool al 70%) in erogatore spray ecologico o altro dispenser idoneo a permettere una spruzzatura della soluzione". La raccomandazione ulteriore è ricordare che la parte esteriore della mascherina, ma anche le mani o i guanti, possono essere contaminati dal virus: ecco perché bisogna fare attenzione a "come si manipola la mascherina per stare lontani dal rischio di infettare o reinfettarsi". Muoversi insomma con cautela per evitare contaminazioni.

Primo passo: lavaggio delle mani

La prima fase consiste nel lavaggio accurato delle mani come da figura qui di seguito:

A questo punto sarà necessario togliersi dal viso la mascherina, utilizzando gli elastici e facendo attenzione a non toccarla nella parte interna. Quindi bisogna lavarsi nuovamente le mani come indicato nelle istruzioni riportate sopra, indossare un nuovo paio di guanti monouso o "sanitizzare le mani" con soluzione alcolica al 75-85%. Va bene anche un altro disinfettante idoneo, spiega il documento.

L'uso delle sostanze idroalcoliche

Torniamo quindi alla mascherina che nel frattempo sarà stata adagiata, con la parte esterna verso l'alto, su una superficie che precedentemente sarà stata sanitizzata con la stessa soluzione usata per le mani. A questo punto si può prendere la soluzione idroalcolica al 70 per cento e spruzzarla su tutta la mascherina, elastici compresi, in maniera uniforme "senza eccedere nella bagnatura". Di seguito girare la mascherina e ripetere il procedimento

A conclusione dell'operazione, il dispositivo va lasciato asciugare: per completare l'evaporazione dell'alcool servono circa 30 minuti. Ma tutto dipende dall'ambiente nel quale si agisce che, importante, deve essere un ambiente protetto. E' chiaro che se la mascherina ha ancora odore di alcol sarà necessario prolungare l'asciugatura, sempre utilizzando la superficie preventivamente sanitizzata. Nel caso in cui non la si debba usare subito invece, la mascherina dovrà essere conservata in una busta di plastica fino al nuovo uso. 

Le raccomandazioni

Il documento si chiude con alcune avvertenze: la mascherina "rigenerata" non si può riutilizzare se presenta evidenti alterazioni e inoltre non la si dovrà mai toccare nel suo interno onde evitare il rischio di contaminazione. Infine, bisogna ricordare che non si la si dovrà mai appoggiare su superfici non sanitizzate, a meno che non sia ben protetta dalla busta di plastica. 

Quali mascherine utilizzare? Guarda il video