Salvini barracello ad honorem, le metamorfosi di un ministro che in Sardegna indossa la divisa della polizia più antica d'Europa

Il leader della Lega ha colto l’occasione per lanciare al popolo il suo grido di battaglia, “prima i sardi”, e per indossare una divisa molto cara all’Isola

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Indossa tutto quello che trova con stellette e senza, purché assomigli a una uniforme. E’ ormai una sua prerogativa. Salvini ha un impellente bisogno di infilarsi dentro le divise, forse per far incavolare Saviano. Che questa volta però non lo considera nemmeno di striscio, forse perché la divisa che il ministro dell’Interno ha indossato in Sardegna non ha sul bavero le stellette. E del resto mica è sempre festa, probabilmente il giornalista di Repubblica ha capito che Salvini polemizza con lui per farsi propaganda. Sia concessa una valutazione: un tempo i nostri rappresentanti venivano eletti per risolvere i problemi, ora invece sembra che una volta al potere siano lì per cavalcare il malessere della società in chiave elettorale. Detto questo, che può essere senz’altro contestato, il leader della Lega, un tempo considerato, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud come una iattura, ha trovato anche in Sardegna una claque calda e accogliente. I tempi cambiano. Inutile dire che anche nell’Isola che ha dato i natali ad Emilio Lussu, Salvini ha colto l’occasione per lanciare il suo grido di battaglia, “prima i sardi”: è gratis e c’è sempre chi ci crede. Nulla di nuovo dal fronte sardo. Piuttosto, potrebbe essere interessante conoscere la storia della giacca che il barracello ad honorem ha indossato.

La polizia più antica d'Europa

Le mostrine dei barracelli della Regione Sardegna

Esistono diverse ipotesi sull’etimologia della parola ‘barracello’ ma, quella più accreditata, si riferisce allo spagnolo barrachel, che indicava una guardia armata di nomina politica, generalmente campestre. Non è certa neanche la data di nascita anche se il consiglio della città regia di Sassari istituisce la sua Compagnia il 25 giugno del 1597. Se ne ritrova poi menzione all’interno di alcuni documenti del 1650 redatti dal giurista sardo Pietro Quesada Pilo. Per molti altri studiosi i barracelli sarebbero molto più "vecchi" ma, come diceva Giovanni Battista Tuveri, voce storica della Sardegna: "Al barracellato si suole attribuire un’antichità che forse non ha. Quel che è antichissimo in Sardegna è il principio, che niuno sia in facoltà di lasciare incustodite le sue proprietà, e che i danneggiati debbano essere indennizzati.”

Quali i loro compiti?

Il compito dei Barracelli era proprio quello di aiutare i singoli privati a tutelare i propri beni, una sorta di compagnia di assicurazione, armata, del tempo. Si trattava soprattutto della difesa di proprietà situate in territori lontani dal centro città, luoghi isolati, di campagna, più difficili da mettere in sicurezza. Le compagnie dovevano prevenire furti e danneggiamenti e i proprietari, in cambio, corrispondevano un salario proporzionato al valore del bene protetto. In caso di insuccesso erano i Barracelli a dover risarcire i propri datori di lavoro con risorse che provenivano soprattutto dalle multe, “tenture”, con cui veniva sanzionato chi praticava illeciti come il pascolo abusivo. Le compagnie barracellari erano composte dai cittadini locali in “buona salute” e, in origine, si crede fossero obbligatorie.

Gli alti e i bassi

Ai Barracelli fecero affidamento anche i Savoia. Un editto del 23 maggio 1799 confermava la loro presenza accanto ai corpi istituzionali “senza alcuna variazione nella forma”. Nel 1819 vennero aboliti e sostituiti con i “cacciatori reali di Sardegna” ma furono reintegrati 8 anni dopo. Nel 1853, con un altro editto, l’arruolamento divenne nuovamente volontario e ogni centro abitato poté decidere se tenere in vita il proprio organismo o smantellarlo. Il governo ne regolamentò ufficialmente i compiti con il Regio Decreto del 14 luglio 1898. In tempi più recenti, nel 1969, la regione Sardegna decise di stanziare dei fondi per garantire la sopravvivenza delle compagnie utilissime, ad esempio, d’estate per combattere gli incendi.

La composizione

Le compagnie erano solitamente formate da un capitano, da uno o più ufficiali, da graduati eletti dai barracelli, e da un numero di barracelli proporzionale al valore dei beni da assicurare e all'estensione del comune. Il Capitano, oggi, viene nominato dal Consiglio Comunale ed è responsabile verso il Sindaco “del corretto svolgimento del servizio, della disciplina e dell’impiego tecnico e operativo dei barracelli”.  Negli ultimi anni, del resto, non sono certo mancate proposte per un rinnovamento. Soprattutto per quanto riguarda la loro formazione. Attualmente sono presenti in Sardegna circa 150 compagnie per un totale di oltre 5mila volontari che svolgono funzioni di polizia locale urbana e locale ma, in caso di esplicita richiesta, si affiancano alle altre forme di polizia per eventi straordinari. Sono in prima linea, inoltre, nel preservare e difendere il patrimonio naturale, artistico e storico del territorio dove operano e c’è una legge specifica della Regione Sardegna (1988) che ne stabilisce i compiti.