Salviamo le dune di Chia: l’appello dell’associazione ambientalista contro la privatizzazione della spiaggia sarda

Serve ancora un piccolo sforzo per completare la raccolta fondi che consentirà di sottrarre il sito alle mire degli speculatori privati

Salviamo le dune di Chia: l’appello dell’associazione ambientalista contro la privatizzazione della spiaggia sarda

Le dune  e ginepri di Chia in Sardegna sono un patrimonio di tutti e devono rimanere protette ed accessibili nel rispetto della natura e delle norme che tutelano il paesaggio. Con questo intento l’associazione Gruppo d’Intervento Giuridico a Natale ha lanciato una raccolta fondi che in sole tre settimane ha raccolto oltre 70 mila euro con adesioni da tutta Italia. Non è ancora finita però: mancano ancora  trentamila euro per completare l’acquisto di quattro ettari di dune bianchissime, ed assicurarle per sempre dal rischio di una privatizzazione selvaggia che trasformerebbe uno degli angoli più belli dell’isola in un comprensorio accessibile solo a ricchi sceicchi e alle loro famiglie.

Non è solo un’ipotesi ma un rischio molto concreto, quello che vede attivi gruppi internazionali d’investimento pronti a rastrellare aree di elevato pregio ambientale in diverse parti dell’isola in attesa del prossimo cambio di Giunta in Regione. Si vota il 24 febbraio, e il centro-destra dato per favorito nei pronostici ha già dichiarato di voler fare tabula rasa del Ppr, il Piano paesaggistico regionale che dal 2006 protegge le coste e l’ambiente dell’isola dagli attacchi del cemento e della speculazione. “Sappiamo che i fari della speculazione ad altissimi livelli sono puntati sulla Sardegna, e su Chia in particolare. Per questo abbiamo deciso di promuovere un’azione popolare: per mantenerne intatta la bellezza e per garantirne la fruizione pubblica anche per le prossime generazioni”, spiega Stefano Deliperi, ambientalista del Grig e promotore della campagna “Salviamo insieme la spiaggia e le dune di Chia”, che ha già dato luogo all’iter  dell’acquisto.

E' già stato sottoscritto il contratto preliminare di vendita sottoscritto dal Grig per circa la metà dell’estensione dell’area dunale: 4 ettari su un’estensione complessiva di oltre 9 , intestati a otto privati per cui sarà necessario in seguito affrontare ulteriori spese per la divisione catastale e l’imposta di registro.  “Sarà un iter lungo e costoso, per questo contiamo molto sulla solidarietà di tutti gli italiani”, dice Deliperi.  Finora sono state migliaia le risposte all’appello, con adesioni importanti da parte di comuni cittadini, intellettuali, artisti: fra tutti il musicista Paolo Fresu ed il cantante Piero Pelù, che su twitter ha esortato i suoi fan a regalare ai propri figli un pezzetto di spiaggia per proteggerla da ogni rischio presente e futuro. “E’ ora che ci si renda conto che andare al mare è un diritto per chiunque,non può essere compresso come di fatto sta accadendo fra concessioni e possibilità di chiusura di spazi che consentono di accedere al mare”, prosegue Deliperi del Grig.

Il problema non riguarda solo le splendide dune bianche di Chia: il trend alla privatizzazione, anche di tratti demaniali, riguarda tutto il paese e rischia di subire un’ulteriore accelerazione dopo il varo della Manovra 2019: “L’ultima legge di Bilancio prevede all’articolo 1 la proroga per 15 anni delle concessioni demaniali marittime in violazione della normativa comunitaria –la cosiddetta direttiva Bolkestein- di fatto sospendendo la demolizione di opere abusive ed ampliando la possibilità di concessioni in assenza di adeguamento dei canoni”, spiega l’ambientalista. “Per capirci, lo Stato incasserebbe – secondo l’Agenzia del Demanio – solo 103 milioni annui dai canoni demaniali e vi sarebbe un’evasione del 50%.

Il canone per la parte non ricoperta da strutture ammonterebbe alla folle cifra di euro 1,27 annue”. Canoni irrisori, insomma, con cui le strutture alberghiere ed i grandi concessionari si ritroveranno a fruire praticamente gratis della agiblilità esclusiva di spiagge e comprensori paesistici di altissimo pregio, il cui accesso rimarrà inibito ai comuni mortali: “Succede già in luoghi prestigiosi della Costa Smeralda come Cala di Volpe, ed in altri angoli di costa come a Capo Ceraso, Tuerredda, Torregrande. Succederebbe anche a Chia se non riuscissimo a completare l’acquisto delle dune”.

Ecco perché Deliperi rinnova l’appello a donare: “Si può eseguire un versamento sul conto corrente postale n. 22639090 intestato a “associazione Gruppo d’Intervento Giuridico“ (causale “dune e spiaggia di Chia”) oppure con un bonifico bancario con il codice IBAN IT39 G076 0104 8000 0002 2639 090 (per i versamenti dall’Estero il codice BIC/SWIFT è BPPIITRRXXX. A chi contribuirà con almeno 30,00 euro sarà inviato un simbolico attestato di benemerenza e la tessera associativa”.