"Presidente, questa Italia fa fuggire i migliori": il discorso dello studente che lascia Draghi stupito

Tommaso Sacconi, Mario Draghi
Tommaso Sacconi, Mario Draghi
TiscaliNews

Comincia il nuovo anno accademico e alla Scuola superiore di Pisa si parte con un ospite di rilievo: il presidente della Bce, l'uomo che ha tenuto a galla i conti dell'Eurozona e dato non poco ossigeno ai conti italiani negli ultimi anni. Mario Draghi è seduto in attesa di ricevere la sua laurea honoris causa e di tenere la lectio magistralis, prima di lui parla l'occhialuto Tommaso Sacconi. Quarto anno di Scienze politiche, 21enne di Roma, rappresentante degli studenti. Che non si fa intimorire e anzi, si rivolge a Draghi in modo molti diretto: "Faccio parte di una generazione smarrita, che vive nell’angoscia per il futuro. Una risposta molto comune è la fuga. Molti dei migliori studenti inizieranno la carriera in un altro Paese".

Le migliori menti che non trovano spazio

Nel suo discorso rivolto a Mari Draghi, Sacconi non nega di considerare la oggi contestatissima Europa una risorsa: capace di accogliere in senso ampio chi ha progetti, qualità, ambizioni. Il che accade ai tanti cervelli italiani in fuga. Ma ricorda anche che la mobilità forzata non ha niente di positivo. E' una sconfitta per il nostro Paese. Arriva a dargli manforte il rettore pisano, Pierdomenico Peralta. Che ricorda che il governo ha tagliato del 17% i fondi all'Università, mentre invece la Germania (verso cui si spostano i nostri talenti dello studio e della ricerca) li ha aumentati del 40% nonostante i tempi di crisi.

La risposta di Draghi

Colpito dalle parole di Sacconi e del rettore, che definisce "molto belle", Mario Draghi risponde in modo appassionato: ricordando i tanti errori di politica economica commessi dall'Italia. E tornando indietro nel tempo: "Fra il ’73 e l’85, i disavanzi pubblici furono in media del 4%, in Italia del 9%, la disoccupazione salì dal 2,6% al 9,2%, in Italia dal 5,9% all’8,2%, il Pil scese dal 5% al 2%". Inutili le svalutazioni: "La lira, dal ’79 al ’92, fu svalutata 7 volte sul marco eppure l’occupazione ristagnò, l’inflazione toccò il 223% rispetto al 126 dell’area euro". La moneta unica, oggi tanto vituperata, secondo Draghi stabilizza le economie e aiuta a far fronte ai momenti di crisi. Ma la vera crescita, il benessere, l'occupazione non possono scaturire dalla Manovra licenziata dal governo giallo-verde, che Draghi boccia dal punto di vista tecnico. I benefici vengono da "riforme strutturali", che riportano alla mente un termine che non piace a molti e forse nemmeno allo studente Sacconi e al rettore: austerity