Ruby ter, Barbara Guerra accusa: "Berlusconi mi ha chiamato dopo mie parole in Aula. I toni non erano amichevoli"

Sorcinelli: "Ho il diritto di difendermi e di chiarire situazioni in cui sono stata coinvolta". Intanto l'avvocato Federico Cecconi, non ha escluso che l'ex premier possa essere presente in Aula

TiscaliNews

"Il giorno dopo la mia presenza in tribunale ho ricevuto una telefonata da Arcore, da Berlusconi, io ho negato l’invito dicendo se voleva di contattare i miei legali". Così Barbara Guerra, ex protagonista delle serate nella villa di Silvio Berlusconi e imputata nel processo milanese Ruby ter. Lo scorso 6 ottobre, la giovane aveva parlato al termine dell’udienza dicendosi pronta a dire tutto sul ‘bunga bunga’.

"E' durata 10 minuti questa conversazione, poi magari quando ci sarà l’udienza con i magistrati farò presente anche di questa telefonata", aggiunge a margine dell’udienza odierna. "I toni non erano molto amichevoli. Non ho più rapporti con lui. Quindi sentirmi chiamare dopo 24 ore dopo mesi che non ti sento è un po’ strano. Non voglio aggiungere altro", aggiunge Barbara Guerra che rimarca: "Io sono qui per la mia difesa. Sono innocente. Non ho corrotto e non ho preso soldi. Anzi sono solo una vittima di questo processo".

"Siamo due persone perbene, di buona famiglia e invece ci siamo trovate sui giornali come due criminali, due poco di buono. Abbiamo lasciato correre sperando nel buon senso delle persone che venivano qua a testimoniare e sono qua come donna per riprendere la mia dignità che per 10 anni è stata calpestata". Lo afferma Alessandra Sorcinelli, una delle ragazze presenti alle serate di Arcore. Parole pronunciate fuori dall’aula dove è presente anche Barbara Guerra, altra ragazza coinvolta nel cosiddetto ‘bunga bunga’, entrambe sono pronte a dire in aula - quando saranno chiamate a testimoniare - cosa accadeva ad Arcore.

"Io ho il diritto di difendermi e di chiarire situazioni in cui sono stata coinvolta per gente che aveva la responsabilità su quanto accaduto. Io onestamente non posso risponderne: io sono piccola rispetto a un uomo così potente. Onestamente ho anche un po’ di paura. Berlusconi ha chiamato anche ma non risposto. Non ho voluto rispondere sapendo che era lui", conclude Alessandra Sorcinelli.

Intanto il legale di Berlusconi, l'avvocato Federico Cecconi, non ha escluso che l'ex premier possa essere presente in Aula: "E' una valutazione che certamente dovremo svolgere più avanti, certamente tenendo conto delle sue condizioni salute, ma è un'opzione certamente praticabile". Cecconi è tornato a parlare anche della lettera inviata nelle scorse settimane da Berlusconi ai giudici della settima penale nella quale, in sostanza, rinunciava ad essere sottoposto ad una perizia medico legale, disposta dai giudici dopo l'ennesimo legittimo impedimento per motivi di salute, perché contestava in particolare gli accertamenti psichiatrici.

"La sua dichiarazione per come è stata recepita nella lettera inoltrata al Tribunale è molto chiara - ha chiarito l'avvocato - questo non vuol dire che non ci sia la massima forma di rispetto per il Tribunale che finora ha dato dimostrazione per ora di una obiettività nell'analisi delle risultanze processuali, fermo restando che abbiamo tutta una serie di aspetti processuali che dobbiamo andare a trattare".

Oggi, nel processo a carico di Berlusconi e altri 28 imputati, tra cui la stessa Karima El Mahroug, viene sentito l'ultimo teste dell'accusa, un investigatore di polizia giudiziaria che sta ripercorrendo passo passo l'attività d'indagine svolta. Indagine che ha portato il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio a contestare che il Cavaliere avrebbe corrotto con milioni di euro in totale le ospiti delle serate di Arcore affinché negassero il "bunga-bunga" sentite come testi nei processi sul caso Ruby. Dopo l'ultima deposizione nelle prossime udienze ci saranno gli esami degli imputati. Se Berlusconi, come chiarito dal legale, sta valutando se rendere esame, fuori dall'aula con dichiarazioni pubbliche già tre giovani (Guerra, Sorcinelli e Polanco) si sono dette pronte a "raccontare la verità".