Rogo nell'Oristanese: fiamme non ancora spente, in azione Canadair

Non è ancora stato domato del tutto il gigantesco rogo scoppiato ormai quasi quattro giorni fa sul Montiferru

di Tiscali News

Non è ancora stato domato del tutto il gigantesco rogo scoppiato ormai quasi quattro giorni fa sul Montiferro, in provincia di Oristano. Ieri sera le fiamme hanno concesso alle squadre a terra di Corpo forestale, Protezione civile, Vigili del fuoco e volontari una lieve tregua non spostandosi, anche grazie alla mancata entrata del temuto maestrale. Operative tutte le forze regionali in attività, 22 mezzi aerei e 7500 uomini a terra.

Le bonifiche

Questa mattina, però, il fuoco ha ripreso vigore in una delle zone iniziali: Santu Lussurgiu, dove sono entrati subito in azione un elicottero della flotta regionale, il Super Puma e due Canadair. In arrivo altri due Canadair dalla Grecia. Contemporaneamente sono iniziate le operazioni di bonifica nell'area del Comune di Scano di Montiferro, dove c'è al lavoro un elicottero della flotta regionale.

Ripristinata la rete telefonica

Bonifiche anche nella zona di Porto Alabe, dove la Tim informa che sono state ripristinati tutti i servizi di telefonia, fissa e mobile, rimasti bloccati a causa di due cavi in fibra ottica danneggiati dall'incendio. I tecnici dell'azienda hanno realizzato un collegamento provvisorio per sostituire circa 2 chilometri di tratta e alcuni pali di sostegno distrutti dalle fiamme. 

Si teme il maestrale

Il nemico numero uno, ora, è il vento, soprattutto il temuto maestrale che con le sue raffiche potrebbe ridare vigore ai focolai. Intanto sono partite le indagini del Corpo forestale per individuare le cause e verificare se dietro gli incendi ci sia la mano dell'uomo.

Le ipotesi sull'origine del rogo

Al momento la Procura di Oristano non ha ricevuto alcuna informativa e nessun fascicolo è stato aperto. Da quanto si apprende, il rogo principale, quello partito da Bonarcado e Santu Lussurgiu che si è poi spostato per chilometri divorando il Montiferru, sarebbe partito per cause accidentali: un'auto ha preso fuoco lungo la Provinciale 15 a Bonarcado e ha innescato un primo rogo. Le fiamme inizialmente sono state spente, ma a causa del vento e delle alte temperature alcune ore dopo hanno ripreso vigore, propagandosi velocemente.

Curcio in Sardegna

In attesa della conta dei danni, oggi in Sardegna è arrivato il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio per un vertice con il presidente della Regione Christian Solinas e l'assessore all'Ambiente con delega alla Protezione civile Gianni Lampis. "Oggi la situazione è migliorata per la parte dell'incendio che ha riguardato l'Oristanese, quindi viviamo una tregua, ma ci attendono giornate complicate perché domani il vento riprenderà", ha detto Curcio dando "atto dell'ottima organizzazione della Regione sarda su un evento complicato che ha visto coinvolti centinaia di uomini da terra e un numero elevato di mezzi aerei integrati con mezzi francesi e greci, secondo il meccanismo previsto dalla Ue". Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non ha voluto far mancare la sua solidarietà alla Sardegna, telefonando al governatore Solinas "per esprimere solidarietà e vicinanza, avere notizie aggiornate e per trasmettere i ringraziamenti a coloro che si sono adoperati per contrastare gli incendi". E se lo stesso Curcio ha sottolineato che "il fatto che nessuno si sia fatto male è già un successo", per il mondo agropastorale è stata una strage, con centinaia di galline, pecore, mucche e cavalli morti tra le fiamme.

Solidarietà e cibo per gli animali

Subito è scattata la macchina della solidarietà, con la consegna del foraggio per l'alimentazione agli animali sopravvissuti nelle aziende dove le scorte sono state distrutte dal fuoco. L'iniziativa è della Coldiretti, impegnata in un'azione di monitoraggio dei danni e di assistenza alle famiglie degli agricoltori colpiti. Decine di camion e trattori hanno già raggiunto il Montiferru, da ogni parte dell'Isola, per consegnare il foraggio, e aiuti sono in arrivo anche dai colleghi allevatori di Sicilia e Lazio.