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La donna che ha rivoluzionato le ferrovie regionali in Italia e che ora prova una nuova follia

In un ambiente quasi totalmente maschile, Sabrina De Filippis ha compiuto un’impresa impossibile. E ora punta al trasporto merci

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
La donna che ha rivoluzionato le ferrovie regionali in Italia e che ora prova una nuova follia
Sabrina De Filippis

Occorre partire da una frase di Giulio Andreotti, maestro di aforismi come nessun altro: “In Italia esistono due tipi di pazzi: i matti veri e quelli che sperano di risanare le Ferrovie dello Stato”.

Ecco, la protagonista di questa storia, che ovviamente Tiscalinews, come sempre, racconta prima di tutti, è una matta al quadrato, una folle elevata a potenza: Sabrina De Filippis, la donna che ha rivoluzionato il trasporto regionale in Italia, che è già una prima follia, e che ora ha iniziato a rivoluzionare anche il trasporto merci.

Perché se c’è un ambiente che normalmente – soprattutto a livello di vertici, non fra il personale viaggiante e in biglietteria, ma questa è un’altra storia – è totalmente maschile è quello ferroviario.

E funziona così fin dai tempi delle Regie Ferrovie. Anzi, funzionava. Perché poi è arrivata Sabrina.

Insomma, qui siamo di fronte a una follia programmatica. Certamente aiutata dall’intuizione di qualche anno fa di Mauro Moretti che, da sindacalista Cgil dei Trasporti, trovando l’azienda sull’orlo del fallimento tecnico tagliò tutto il personale eccedente, cambiò il concetto stesso di stazione – trasformando quelle grandi in centri commerciali con un grande lavoro di Massimo Caputi, attuale numero uno di Federterme, e lasciando impresenziate quelle piccoline essendo cambiato completamente il mondo del trasporto rispetto al modello che c’era – e anche di viaggio.

Insomma, Moretti scorporò il trasporto pubblico regionale, in perdita quasi per definizione, perché è giusto che sia così trattandosi di trasporto pubblico spesso per pendolari e studenti, dall’Alta Velocità che invece è qualcosa che sta sul mercato e che, su alcune tratte, su tutte Milano-Roma, ha soppiantato quasi completamente l’aereo perché più comodo e veloce, arrivando in centro città.

Insomma, a Sabrina De Filippis è capitata l’impresa impossibile: quella di gestire il trasporto regionale. E, trattandosi di impresa impossibile, ovviamente è toccata a una donna, categoria di supereroi per definizione.

Ma la cosa ancor più incredibile e che c’è pure riuscita, trasformando i treni regionali in un altro mondo, tanto da essere ribattezzati anche con un nuovo marchio: “Il Regionale”.

Sabrina è anche una splendida donna e viene da Latina, la città di Elena Santarelli, Ilaria Spada, Debora Salvalaggio, Manuela Arcuri, Francesca Dellera e tante altre attrici ed evidentemente l’aria pontina evidentemente fa bene ad attrici e a show girl. Ma pure alle manager.

E, quando Trenitalia sposò il giro d’Italia scegliendo come testimonial fra gli altri proprio Elena Santarelli e Luca Argentero, la supermanager De Filippis ci confidò ridendo: “E pensate che a me sarebbe piaciuto fare l’attrice. E mi piacerebbe ancora, magari per un giorno solo, magari senza battute, ma l’attrice…”.

E anche da questa battuta, dalla simpatia contagiosa, dal sorriso con cui affronta ogni problema, che è un’arma impropria, contundente, che si capisce che siamo di fronte a una manager anomala.

Che, ad esempio, come prima cosa viaggia sui treni regionali e quindi è una sorta di orario in carne ed ossa, peraltro splendide entrambe. Elena Santarelli: “Io ogni domenica prendo il regionale per andare a mangiare le lasagne della mamma”. Sabrina De Filippis: “Il 7,36 da Termini che arriva alle 8,16 è un’ottima soluzione. Ma pure l’8,36 o il 9,36 se vuoi dormire un po’ di più”.

E tutto questo si abbina anche a iniziative come le guide rosse Giunti per raccontare tutto ciò che si può fare a portata di stazione, ad esempio quando uno ha la macchina per mesi dal meccanico martoriata dalla grandine, che la gestione De Filippis ha trasformato nell’ennesimo gioiellino del trasporto regionale di Trenitalia. Con un’unica eccezione: la Lombardia di Trenord, che incredibilmente è come se fosse una Repubblica autonoma. Ma con il mondo all’incontrario, dove la Lombardia funziona peggio del resto d’Italia.

Così, allo stesso modo fra le medagliette di Sabrina ci sono le tariffe a 29 euro per tre giorni o a 49 per cinque per viaggiare sui regionali di tutta Italia (Lombardia di Trenord esclusa, of course, ma non ad esempio TPER emiliano-romagnola), offerta amatissima dai giovani, perché è una specie di Interail, ma nazionale.

Mica finita, perché tutto questo, nella gestione targata De Filippis si è abbinato alla rivoluzione del materiale rotabile, cioè proprio le carrozze e anche in questo caso, persino nei particolari, dall’eleganza degli interni, alla comodità delle prese elettriche, agli spazi per le biciclette il tocco femminile si è sentito moltissimo. E Trenitalia, presentandola, ha scritto: “Soltanto nell’ultimo anno, sotto la sua guida, il trasporto regionale ha visto crescere del 40 per cento il numero di viaggiatori e arrivare al 92 per cento la soddisfazione dei passeggeri. Nel contempo, ha proseguito nel rinnovo della flotta dei treni regionali che, da giugno 2021 a gennaio 2023, ha visto l’arrivo di 128 nuovi convogli tra i quali sette Blues, treni di ultimissima generazione a triplice alimentazione”.

Certo, poi, nessuno è perfetto. Nemmeno questa Wonder Woman, wonder in ogni senso.

Anche perché il trasporto regionale era e in qualche caso è ancora l’immagine assoluta e perfetta dello stato del trasporto su rotaia nel nostro Paese, in alcune zone. Ad esempio, conosco benissimo quello della Sicilia, perché mi ha aiutato a scrivere uno dei brani più divertenti e drammatici dei “Mille del Ponte”, uno spettacolo teatrale che è una metafora dell’Italia nel bene e nel male. E quindi Messina-Palermo 192 chilometri, tre ore e dieci minuti. E sempre da Messina per Siracusa due ore e tre quarti; per Agrigento sei ore; per Enna treno fino a Catania, bus fino a Dittaino e treno Dittaino a Enna. In tutti i casi dizione ufficiale sull’orario: “Comprende il percorso a piedi Messina Marittima-Messina Centrale”, tempo stimato cinque minuti a piedi. Anche in questo caso, tutto certificato su carta intestata e orario ufficiale.

Ma passando dalla Sicilia alla Sardegna non è che la situazione cambi moltissimo: fra Olbia e Sassari in linea d’aria ci sono 82 chilometri, il treno ne percorre circa un centinaio, ma per farlo ci impiega un’ora e 45 minuti, due negli orari peggiori. Ma in quattro viaggi su otto quotidiani, bisogna cambiare treno alla stazione di Chilivani.

Insomma, per camminare sulle acque nemmeno Sabrina De Filippis è ancora attrezzata. Ma ora prova una nuova follia.

E anche stavolta partiamo da Mauro Moretti che nel 2010 spiegò: «Il settore delle merci nelle Ferrovie dello Stato era identico a quello del 1905 come se i camion non fossero mai esistiti. Si continuava a mantenere tutto anche tutto quello che non era utilizzato mai, o quasi mai, che, naturalmente, doveva essere gestito, mantenuto e costava un botto di soldi. La ricchezza prodotta era equivalente a zero».

Ecco, il primo atto di Sabrina De Filippis a Mercitalia è stato l’acquisto in Italia di un’azienda che fa trasporto su gomma e lo stesso con un colosso tedesco in Germania: “Così saremo completamente intermodali”. Solo una donna poteva farlo. Una matta, una matta erasmiana.

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
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