[Il ritratto] Da sindaco eroe internazionale dell'accoglienza dei migranti a truffatore arrestato: il dilemma Lucano

Solo due anni fa la Prefettura visitava Riace e scriveva una relazione perplessa. Cominciavano le indagini. Nel frattempo quelle riserve crollavano e Riace diventava un modello virtuoso imitato all'estero. Ma ora ecco l'inchiesta e i domiciliari

Mimmo Lucano tra i migranti integrati a Riace. A destra, il ministro Salvini
Mimmo Lucano tra i migranti integrati a Riace. A destra, il ministro Salvini
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Bronzi. Conosciuti in tutto il mondo. E migranti, integrati con un sistema da molti indicati come virtuoso e da altri attaccato come promiscuo e ambiguo. La fama di Riace, 1.726 abitanti, provincia di Reggio Calabria, oscilla fra questi due poli. Un tessuto sociale che sfida la criminalità organizzata e punta sull'accoglienza degli stranieri. Per la precisione: oltre seimila persone provenienti da oltre 20 Paesi diversi. Il centro storico di Riace, spopolato, è stato messo a disposizione degli immigrati, ospitati in appartamenti indipendenti e messi in grado di cominciare a lavorare, come parte attiva della comunità. Al centro di questo modello c'è Mimmo Lucano, definito dalla rivista Fortune tra le 50 persone più influenti del mondo. E sempre visto con riserva dal neo ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini. Fino al suo arresto, ai domiciliari, per istigazione all'immigrazione clandestina. Addirittura con l'organizzazione di "nozze di convenienza" fra cittadini di Riace e donne immigrate. Forse per accelerare l'iter burocratico di concessione della cittadinanza italiana? Lo diranno le indagini. Ma siamo comunque arrivati a un bivio. 

Come funziona quel modello che non piace alla Lega

Il modello di accoglienza di Riace ha compiuto 20 anni: era infatti il 1998 quando l'associazione Città Futura accolse duecento migranti kurdi e li alloggiò nelle case vuote del centro storico del paese. I rifugiati crebbero velocemente fino a 400, a questi si aggiunse l'accoglienza di tutti quelli che avevano diritto di asilo. Coinvolti in laboratori di artigianato legati alle tradizioni locali. A far da tramite in questo sistema di accoglienza diffusa, sono 70 mediatori culturali dello Sprar, il Sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati. 

Da modello mondiale ad accusato di frode

Mimmo Lucano è da oggi un arrestato, uno che favorisce l'immigrazione irregolare e che affida in modo fraudolento il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. Il ministro Salvini twitta: "Accidenti, chissà cosa diranno Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l'Italia di immigrati! #Riace". La Procura di Locri motiva l'arresto domiciliare come esito di approfondite indagini in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell'Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l'accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico. Protesta tutto il mondo degli attivisti sul fronte dei diritti umani, protesta lo scrittore Roberto Saviano, dichiaratamente anti-Salvini (da lui definito "ministro della Malavita") che a Riace era stato ospite di Mimmo Lucano, e che da sempre ne difende l'operato contro il caporalato, la gestione illegae dell'economia locale e lo strapotere dei boss della Locride. Protesta Piero Pelù, che era andato a visitare Riace, definendo Lucano "il sindaco più rock and roll che ci sia" e il modello di integrazione e ospitalità "qualcosa che bisognerebbe diffondere in tutto il mondo". Protesta l'attore Beppe Fiorello: "Qualcuno si porterà sulla coscienza la vita di un uomo straordinario". Protestano esponenti della sinistra come Valeria Fedeli, Monica Cirinnà, Gianni Pittella, che se rispettano il lavoro della magistratura, intanto confermano piena solidarietà al primo cittadino. 

Le prime riserve, due anni fa

Dunque Lucano dà fastidio a troppi e va in qualche modo fermato? Oppure sotto la patina scintillante dell'accoglienza ideale, della perfetta società multietnica con i migranti che arrivano, trovano casa, rispettano le regole, lavorano e producono per una comunità già spopolata, si annidano la truffa e altre pratiche al di fuori dalle leggi dello Stato italiano? Tutti dettagli che dovranno essere messi in luce. Ma già due anni fa, le prime ispezioni della Prefettura, evidenziavano "anomalie nel funzionamento del sistema", come ha confermato Andrea Daqua, legale del sindaco Mimmo Lucano. E come consequenza di quei rilievi, il ministero dell'Interno aveva bloccato i fondi per le borse lavoro e le altri iniziative pro-immigrati. Cominciavano le indagini sul primo cittadino, per truffa e concussione. Nel frattempo, le successive ispezioni, deponevano le perplessità. E descrivevano un modello di integrazione invidiabile, con l'insieme di culture intente a dimorare pacificamente nello stesso piccolo borgo ripopolato, l'artigiano curdo che produce e vende gli oggetti in legno, il cuoco sahariano che fa la pizza, le donne africane che lavorano i tessuti, le vecchie case umili, semplici, ma pulite e tenute in ordine. Un piccolo borgo che digradava verso il mare, tornava a vivere, uno spicchio di quella società ideale che molti vorrebbero e la cui realizzazione sembra sempre più spesso impossibile. Poco dopo arrivava il riconoscimento internazionale del lavoro di Lucano: un modello studiato a Cambridge, Oxford, Bruxelles. Finito agli arresti domiciliari. Nello sbigottimento di molti. E con il sospetto e i dubbi di molti altri.