[Il ritratto] "Pago per non aver problemi": prestiti e case da sogno ai politici, Scarpellini in un'Italia senza vergogna

Centinaia di milioni di euro di affitti pagati dalla pubblica amministrazione all'imprenditore. Soldi nostri. Scambi di favori. Quanto rivelato dall'immobiliarista prima della sua scomparsa riporta a uno scenario pre Tangentopoli. Ma in cui nessuno ha più imbarazzo nel venire beccato con le mani nel sacco

Sergio Scarpellini
Sergio Scarpellini
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Case per tutti, palazzi principeschi, stanze reali, prezzi contenuti. Che tanto paga lo Stato, cioè i contribuenti, cioè tutti noi. Aveva appena aperto il vaso di Pandora, Sergio Scarpellini, e di quella fitta rete di favori immobiliar-politici si è portato via con sé dettagli che non sapremo mai. Quel che si è saputo, specie dopo il suo arresto, è che il suo credo era "pago per non avere problemi". Pagare tangenti a politici e persone legate a politici di vario livello. E procurare appartamenti a costi anche troppo accessibili, considerata l'ubicazione e il valore di mercato degli immobili. Scarpellini è morto ad 81 anni, travolto da problemi di salute già noti e che avevano portato allo stralcio della sua posizione nell'inchiesta dei pm di Roma per cui, lo scorso 8 novembre, è stata chiesta la condanna a 4 anni e 6 mesi di Raffaele Marra, ex capo del personale della giunta Raggi. La famiglia ha chiesto che per via del lutto "gli organi d’informazione concedano al loro congiunto quel riserbo e quel rispetto della verità che gli sono stati negati da vivo".

Quel che c'è nelle carte

Ciò che torna in questo nostro ritratto di Sergio Scarpellini, è niente di più che quel che era già noto per via delle inchieste che lo vedevano coinvolto. E della stessa disarmante chiarezza con cui lui stesso aveva ammesso gli scambi di favori con i politici. L'arresto che aveva condiviso con Marra (l'uomo che ha messo sotto pressione e imbarazzo la sindaca Raggi fino alla sentenza di assoluzione per la prima cittadina di Roma) riguardava i 376 mila euro che Marra avrebbe ricevuto dal costruttore Sergio Scarpellini nel 2013 per l'acquisto di un appartamento a Roma nella zona di Prati Fiscali poi intestato alla moglie. Secondo gli inquirenti il gruppo Scarpellini avrebbe stipulato nel corso degli anni convenzioni urbanistiche milionarie facilitate da provedimenti amministrativi da parte del Comune di Roma e della Regione Lazio, ambienti in cui Marra aveva posizioni di rilievo dal 2009 al 2013. A sua volta Marra acquistò dal Gruppo Scarpellini un appartamento a Roma con uno sconto di quattrocentomila euro: pagò 700mila euro anziché un milione e cento. Sui 376 mila euro dati da Scarpellini a Marra, l'immobiliarista si è sempre difeso dicendo che si trattava di un semplice prestito. Ma questa è solo la classica punta dell'iceberg.

Un sistema di favori

Fu lo stesso Scarpellini a fornire agli inquirenti una prima, lunga lista di favori fatti e ricevuti. L'ennesima storia all'italiana di scorciatoie che fanno comodo a tutti. "Ho concesso questi appartamenti - diceva in un interrogatorio del 22 dicembre del 2016 - perché sono un imprenditore e ho sempre pensato che ove io avessi fatto una cortesia, avrei potuto ricevere analoghe cortesie in cambio ove ne avessi avuto bisogno". Non solo Marra. Non solo case, bellissime case, affittate e procurate a prezzi da sogno. I carabinieri che perquisirono la sede della società di Scarpellini trovarono una lettera del 2012 in cui il primo presidente emerito della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, già implicato nella vicenda P3 e condannato per abuso d'ufficio, confermava: "Dichiaro di dovere 50mila euro all' amico Sergio Scarpellini, che pagherò in contanti". La lista di favori al vaglio degli inquirenti si allunga a comprendere il sindaco di Ponzano Romano, Enzo De Santis - in carcere dal 18 settembre scorso per corruzione - l'ex esponente di Ala Denis Verdini, l'ex vicepresidente della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti - oggetto di indagini per  finanziamento illecito, l'ex presidente dell' assemblea capitolina in quota Pd, Mirko Coratti, accusato di corruzione per avere ricevuto gratis un appartamento a piazza Cavour. E ancora: l'ex deputato Pd Umberto Marroni, l'ex assessore del Campidoglio Umberto Croppi, l'ex parlamentare Mario Baccini, l'ex presidente della Camera, Irene Pivetti, il primo cittadino di Fiumicino, Esterino Montino, Ugo Sodano, già assessore all'Urbanistica del Municipio Roma VI. O erano soldi, o case a canone ultra-leggero e in comodato d'uso gratuito. Tutte posizioni da approfondire.

La terza Repubblica che scopre l'andazzo pre Tangentopoli

Mentre è stato calcolato che, solo per avere edifici in affitto per proprio uso, in 18 anni la Camera dei deputati abbia pagato 719 milioni di euro (soldi pubblici) a Scarpellini, una cifra monstre. Gli unici a protestare per questo andazzo furono a lungo i Radicali. L'arrivo al potere dei Cinque Stelle cambiò la scena, per Scarpellini fare affari divenne meno facile. Una parte delle sue sostanze, calcolata in 700 milioni, finì nel fondo Trophy ma servì soprattutto a risolvere contenziosi col Fisco e ad appianare esposizioni bancarie. Guardi Roma e l'intreccio di cortesie multimilionarie che si agitava attorno a Scarpellini, e ti accorgi che il così fan tutti che ha segnato la prima e la second Repubblica non è mai sparito, e che prospera nella terza, in una Roma e in un Paese tutto che somiglia a quello pre Tangentopoli. Ma con molta meno vergogna di essere beccati con le mani nel sacco.