[Il retroscena] De Siervo, il manager che dà consigli a Renzi e punta al vertice della Lega Calcio

Amico personale dell’ex segretario Pd, nel 2016 era ad un passo dal diventare presidente della Lega Calcio, sostenuto dal “Giglio magico”, da Moratti e Della Valle, ma non riuscì nell’impresa. Dopo due anni in una società dove si occupa di diritti tv, potrebbe essere nominato a metà novembre amministratore delegato della sigla. Sarebbe l’autore di alcuni slogan pronunciati in tv dal Rottamatore

Luigi De Siervo
Luigi De Siervo
TiscaliNews

Spente le luci della Leopolda, aperto il percorso che porterà verso il congresso Pd, Matteo Renzi sembra di nuovo in difficoltà. Non ha un candidato, rischia di perdere un pezzo dei suoi parlamentari e non è nemmeno detto che il partito del quale è stato segretario riesca a rimanere unito. Eppure, nonostante ciò, l’ex Rottamatore sta per raggiungere un obiettivo per così dire “anticiclico”. Sono infatti circolati molti nomi, ma il vero candidato alla guida operativa della Lega Calcio della Serie A è Luigi De Siervo. Nato a Firenze nel 1969, è sposato e ha tre figli. Dopo la laurea in Giurisprudenza con lode presso l’Università degli Studi di Firenze, consegue l’abilitazione forense, ma il suo percorso professionale segue altre strade; per ben 17 anni è stato uno degli uomini più - potenti - e stimati della Rai. Nonostante sia operativo da molto prima degli altri due, è stato considerato per diversi anni contiguo al “cerchio magico” dell’ex premier e del suo braccio destro, Luca Lotti, che è stato tra l’altro ministro dello Sport nel governo di Paolo Gentiloni.

All'assalto del calcio che conta

Oggi il manager conta di fare il salto da amministratore delegato di Infront Italia ad amministratore delegato della “Confindustria del calcio”, andando a sedersi sulla poltrona che attualmente è occupata da Marco Brunelli. Il manager gode di ottime relazioni coi diversi club calcistici dal momento che con loro  ha trattato a lungo, nelle vesti di direttore commerciale della Rai, e ancora dopo, dal 2014, come amministratore delegato di Rai Com. L’appoggio di Massimo Moratti, ai tempi patron dell’Inter e di Andrea Della Valle, proprietario della Fiorentina, lo avevano fatto entrare nel toto-nomi per la presidenza della Lega Calcio due anni fa. Potrebbe andargli meglio oggi in questa nuova veste: diventerà amministratore delegato? La sua designazione potrebbe già avvenire nel corso dell’Assemblea prevista per il prossimo 13 novembre, convocata per completare la governance della Lega. Almeno negli auspici del presidente Gaetano Miccichè, intenzionato a dare un minimo di stabilità a una realtà che, nel corso della sua storia - iniziata piuttosto di recente, nel 2010, dopo la separazione “consensuale” della Lega B - è sempre vissuta di soluzioni provvisorie e di equilibri instabili, al punto da dover essere commissariata in più occasioni.

Le trame interne alla Lega

La scelta di De Siervo, però, non sembra destinata a passare in modo indolore. La Lega è un crocevia in cui si incontrano interessi diversi: quelli sportivi, quelli economici e quelli politici. E’ lì che vengono assegnati i diritti televisivi che attualmente rappresentano la maggior parte delle entrate delle Società.  Quando uscì il suo nome i Cinquestelle accusarono l’allora premier di avere in mente un “Nazareno delle tv”, perché il manager sarebbe rispettato anche in casa Mediaset, l’azienda della famiglia di Silvio Berlusconi. Il fratello Giovanni lavora alla Protezione civile dai tempi di Guido Bertolaso, la sorella Lucia è dipendente del Comune di Firenze e lavora oggi fianco a fianco col sindaco Dario Nardella. Sconfitto dal bando della compravendita dei diritti della serie A di Calcio, De Siervo, molto vicino a Marco Bogarelli, l’ex dominus del calcio italiano, e agli sconfitti spagnoli di Mediapro nel bando dei diritti calcistici, punta in alto.  Il manager fiorentino già nel 2015 sembrava destinato ad una poltrona di grande rilievo. Sembrava destinato a diventare vice direttore generale della Rai quando  Antonio Campo Dall'Orto, ex amministratore delegato di Mtv e vicinissimo all’allora leader Pd, era  diventato direttore generale.

Stop e ripartenza

Le cose poi non sono andate come avrebbero dovuto e De Siervo decise di lasciare Viale Mazzini per andare a lavorare nell’azienda che era consulente della Lega Calcio nella partita della diritti tv, che lo ha chiamato proprio quando aveva bisogno di un rilancio d’immagine. “Lavorerò a Milano”, disse. Oggi rischia di dover cambiare nuovamente città, di rientrare nella Capitale. Anche in questo periodo lontano dai Palazzi sembra non siano mancati i consigli che puntualmente da all’ex premier su “come si sta in tv”. Sarebbe lui l’autore di alcuni - felici - slogan pronunciati in tv dal Rottamatore.