Lo studio israeliano: gli adolescenti se vaccinati sono protetti al 93% dal Covid

Questi risultati convalidano e completano quelli del trial clinico di fase III del vaccino Pfizer che però era stato eseguito prima che la variante delta divenisse dominante e comunque su un gruppo ben più piccolo

Vaccinazione
Vaccinazione (Foto Ansa)
TiscaliNews

I giovani completamente vaccinati con le due dosi di Pfizer hanno il 93% in meno di rischio di sviluppare il Covid-19 con sintomi rispetto ai coetanei non vaccinati, e un rischio di infezione ridotto del 90%. E’ questo il risultato di uno studio su dati clinici di un'ampia popolazione di adolescenti di 12-18 anni (studio real life). Dalla ricerca è inoltre emerso che il vaccino anti-Covid Pfizer si è dimostrato efficace per questa fascia di età, anche contro la variante Delta.

Lo studio israeliano

I risultati del lavoro sono stati pubblicati su The New England Journal of Medicine e vanno a completare i dati sulle vaccinazioni su adolescenti precedentemente ottenuti in una sperimentazione clinica di fase III. Il lavoro è stato condotto in Israele presso il Clalit Research Institute, in collaborazione con la Harvard University di Boston ed è stato possibile solo perché in Israele si è svolta una campagna vaccinale senza pari, con una capacità enorme di raccogliere e rendere disponibili per l'analisi una vasta mole di dati. Sono stati analizzati i dati clinici relativi a 94.354 adolescenti di 12-18 anni vaccinati, confrontati con altrettanti coetanei non vaccinati.

I dati dopo la prima dose e la variante Delta

Condotto tra giugno e settembre, un periodo coincidente con la quarta ondata di Covid in Israele, quando la variante delta era già dominante nel paese, il lavoro ha anche mostrato che nel periodo immediatamente precedente la seconda dose (14-20 giorni dopo la prima dose), l'efficacia del vaccino era inferiore ma comunque buona - dopo la prima dose il rischio di COVID-19 sintomatico si riduce del 57% e il rischio di infezione del 59%. Non ci sono dati a sufficienza per stabilire quanto si reduce il rischio di malattia grave, ricovero e morte nei giovani vaccinati, perché comunque questa tipologia di eventi è di per sé rara negli adolescenti.

I risultati trial clinico di fase III di Pfizer

Questi risultati convalidano e completano quelli del trial clinico di fase III del vaccino Pfizer /BioNTech BNT162B2 che però era stato eseguito prima che la variante delta divenisse dominante e comunque su un gruppo ben più piccolo, 1.983 adolescenti di 12-15 anni. "L'esteso coinvolgimento a livello nazionale degli adolescenti nella campagna vaccinale condotta in Israele sin da subito durante l'ondata dominata dalla variante delta, ha fornito una opportunità unica di accedere a un enorme set di dati sull'efficacia del vaccino sugli adolescenti in uno scenario 'real-world' (di vita reale)" - afferma il coordinatore del lavoro Ran Balicer, direttore del Clalit Research Institute.

Vaccino fortemente efficace

"Questi risultati mostrano in maniera convincente che una settimana dopo la seconda dose di vaccino, questo risulta fortemente efficace negli adolescenti contro il Covid-19 con sintomi e nel prevenire l'infezione stessa. Questi dati dovrebbero facilitare la scelta informata individuale e secondo noi convincere i giovani a vaccinarsi, specie nei paesi in cui il virus è al momento molto diffuso", conclude.