[Il commento] Renzi, l'inglese "shish" e il nuovo ruolo di conferenziere internazionale

Quattro anni fa i memorabili strafalcioni dell'ex premier diventarono un tormentone Web e social. Ora è tutto cambiato, pare. Nei panni di speaker internazionale

Matteo Renzi durante una conferenza
Matteo Renzi durante una conferenza
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Nessuno lo ha dimenticato. Era quattro anni fa e il discorso di Matteo Renzi, in inglisc, divenne un meme (pronuncia: mim). Cioè uno di quei tormentoni satirici che invadono Rete e social in pochissimo tempo. ll tormentone era Shish. Cioè un "she" (lei, riferito alla madre di Renzi) pronunciato in modo tragicomico dall'ex presidente del Consiglio alla presenza di una platea internazionale. Di quel discorso esiste una versione videoclip, con tutti gli strafalcioni dell'ex premier montati a ritmo di musica. Lui stesso ne rise qualche tempo dopo di fronte a una riunione del Pd (e pure di questo c'è traccia video online), dicendo ai colleghi di partito: "Che chiediate a me lezioni di inglese, ragazzi...anche no: SHISH!". E giù risate. Auguriamoci che sia migliorato, ora che è entrato nella squadra dell'agenzia di conferenzieri internazionali Celebrity Speakers Associates. Mica poco, considerando che quel team conta, tra gli altri, su nomi come il premio Nobel per l'Economia, Joseph Stiglitz, i miti dello sport Niki Lauda, Franz Beckenbauer e Boris Becker, la scrittrice Isabel Allende, l'imprenditore miliardario Richard Branson e Francis Fukuyama, tra i più influenti politologi del mondo.

Eri nella stanza dei bottoni, ergo puoi spiegare il mondo

Certo è innegabile l'attrazione del pubblico per i personaggi che sono stati in posti di comando. Leader politici, grandi esperti geoeconomici, consulenti ad alti livelli. Chiusa l'esperienza di governo, l'ex premier britannico Tony Blair (uno dei tre che decisero di scatenare la Seconda guerra del Golfo e diffusero lo storytelling delle armi proibite di Saddam, che poi si rivelò una balla) è uno degli speaker più ricercati e pagati del mondo: arriva a prendere fino a 300 mila euro per conferenza, e ne svolge fino a cinque al mese). L'anno scorso fece scalpore, uno scalpore tutto italiano, la notizia che per assistere alla conferenza a Milano del premio Nobel ed ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l'uomo più potente del mondo, si arrivasse a spendere fino a 850 euro a persona. Il fatto è che se sei stato nella stanza dei bottoni, quella che muove a vari livelli i destini del pianeta, allora puoi raccontarlo a chi mai arriverebbe fino a lì. E dunque acquisti un valore aggiunto formidabile. Nell'agone dei conferenzieri internazionali ora entra Matteo Renzi. Con un cachet che va dai 20 mila euro in su, a seconda dei contesti e dei tipi di intervento. 

Un'altra vita per dimenticare la disfatta del referendum costituzionale

La seconda vita del senatore Renzi, dopo la disfatta del referendum per la riforma costituzionale, bocciata a larga maggioranza dagli italiani alle urne, ritrova il sorriso e l'entusiasmo. Finiti, pare, i tempi del silenzio sdegnoso, dell'evitare di entrare nell'arena politica dopo il voto per fare una fiera opposizione alla Lega e del no secco all'ipotesi di tornare a governare alleandosi con il M5S dopo le Politiche. Fatto che ha spalancato la strada all'attuale governo giallo-verde. Mentre le assemblee di quel che resta del Pd, a tutti i livelli, sono simili ad una eterna riunione di condominio in cui si litiga tutti contro tutti, Renzi comincia la sua seconda vita. Di recente era in Cina per una serie di conferenze, ed è in trattative per vendere il suo documentario su Firenze a Mediaset. Rappresentato dal potente manager (e marito di Paola Perego) Lucio Presta, che mirava a far comprare al Biscione la produzione a 4 milioni di euro. Ma pare che si stia per "chiudere" attorno alla cifra di 1,2 milioni di euro. Renzi avrebbe potuto prendere circa 500 mila euro a puntata, dovrà accontentarsi di 150. Mica male, però. E tutti zitti. Anzi: shish!