Gimbe, terapie intensive oltre il 20% in sei regioni: ecco chi rischia l'arancione a fine mese

Intanto per il centro Europeo con la Sardegna che cambia colore tutta l'Italia passa in rosso scuro. Non c'è nessun Paese indicato con un rischio minore (giallo o verde). 

Gimbe, terapie intensive oltre il 20% in sei regioni: ecco chi rischia l'arancione a fine mese
Mappa Ue
TiscaliNews

L'enorme quantità di nuovi casi "incontrando una popolazione suscettibile troppo numerosa, sta progressivamente saturando gli ospedali, di conseguenza, molte regioni si avviano verso la zona arancione entro fine mese".
Così il presidente della Fondazione Gimbe, Cartabellotta facendo il punto sui posti letto ancora disponibili che, in caso di occupazione da parte di pazienti Covid, porterebbe ciascuna Regione in zona arancione al netto di un eventuale incremento dei posti. Calabria e Piemonte sono a 0 posti disponibili in intensive e in area medica, Liguria 0 area medica e 1 posto in intensiva, Sicilia 0 in area medica e 4 intensive.

Impennata di casi

Nella settimana dal 5 all'11 gennaio si rileva un aumento del 49% dei nuovi casi di Covid, che sono stati un milione e 207.689 rispetto agli 810.535 della settimana precedente. Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe che parla di "misure insufficienti a frenare i contagi". Secondo i dati Agenas, intanto, resta stabile al 18% la percentuale di terapie intensive occupate da pazienti Covid, ma cala in 8 Regioni.  "Nell'ultima settimana - dichiara Nino Cartabellotta, presidente Gimbe - si è registrata un'ulteriore impennata di nuovi casi che hanno superato quota 1,2 milioni, con un incremento che sfiora il 50% rispetto alla settimana precedente e una media giornaliera che aumenta da 128.801 del 5 gennaio a 172.559 l'11 gennaio (+34%)".

I dati

Gimbe elabora i dati forniti dalle regioni all'Agenas all'11 gennaio scorso. Gimbe spiega che "l'enorme quantità di nuovi casi in continua crescita sta progressivamente saturando gli ospedali sia perché 'incontra' una popolazione suscettibile troppo numerosa (2,2 milioni di 0-4 anni non vaccinabili, 8,6 milioni di non vaccinati e oltre 15 milioni in attesa della terza dose) sia, in misura minore, per i fenomeni di 'escape' immunitario della variante Omicron".

Posti letto e terapie intensive

In particolare nello scenario regionale,  contenuto nel monitoraggio indipendente Gimbe, relativo al numero di posti letto disponibili per pazienti Covid prima di raggiungere le soglie del 20% per le intensive e il 30% per l'area medica per il passaggio in zona arancione (RPT. relativo al numero di posti letto disponibili per pazienti Covid prima di raggiungere le soglie del 20% per le intensive e il 30% per l'area medica per il passaggio in zona arancione), emerge che la Valle d'Aosta ha zero posti letto in area medica e 1 in terapia intensiva, avvicinandosi alla fascia arancione; se si considerano le aree mediche, con zero posti la Lombardia è in arancione ma conserva ancora 50 posti nelle terapie intensive; la Pa di Trento ha all'attivo 33 posti in area medica mentre ha zero posti disponibili in terapia intensiva e quindi si affaccia alla zona arancione; il Friuli Venezia Giulia ha in arancione le terapie intensive perchè ha zero posti, mentre ha 30 posti in area medica; le Marche sono in arancione per la disponibilità di posti in terapia intensiva ma hanno 49 posti in area medica; il Lazio si presenta con zero posti per le terapie intensive ma 343 per i posti in reparto; il Veneto zero posti in terapia intensiva ma 296 posti disponibili in area medica; la Toscana zero posti in intensiva ma 402 disponibili in area medica. L'Umbria ha all'attivo 1 posto in area medica e 3 in terapia intensiva.

Mappa Ue: Italia rosso scuro 

Si tratta del colore del massimo rischio epidemiologico per il Covid-19: è l'indicazione della mappa aggiornata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Passa dunque in rosso scuro anche la Sardegna ancora in rosso la scorsa settimana. Per l'agenzia Ue, poi, è in rosso scuro tutta l'Europa Occidentale e Meridionale, con Scandinavia, Stati Baltici e gran parte dell'Europa Centro-Orientale. In rosso solo la Romania, parte dell'Ungheria e vasta parte della Polonia. Non c'è nessun Paese indicato con un rischio minore (giallo o verde).