Rapina a Pisa, sparati otto colpi. Indagato per omicidio il gioielliere. Il rapinatore era stato scarcerato da poco

Rapina a Pisa, sparati otto colpi. Indagato per omicidio il gioielliere. Il rapinatore era stato scarcerato da poco
di Redazione Tiscali

 

Pisa, 14 giu. - (AdnKronos) - "Sarebbero stati sparati in totale otto colpi, due da parte dei rapinatori e sei dal gioielliere, due dei quali andati a segno e uno mortale". Lo ha detto il procuratore capo di Pisa, Alessandro Crini, parlando con i giornalisti delle indagini sulla rapina nella gioielleria Ferretti di via Battelli a Pisa, dove un rapinatore è stato ucciso dall'orefice con un'arma legalmente detenuta. Nel negozio i carabinieri del nucleo della scientifica hanno rinvenuto sul pavimento otto bossoli di pistola.

Gioielliere indagato

L'arma usata dai rapinatori non è stata ritrovata, forse portata via dal complice che si è dato alla fuga a piedi. E il gioielliere Daniele Ferretti è stato iscritto nel registro degli indagati, con l'ipotesi di omicidio, come atto dovuto dalla Procura di Pisa nell'ambito delle "necessarie attività di garanzia" nell'inchiesta aperta per la tentata rapina. Il procuratore capo e il sostituto Paola Pizzo, titolare dell'indagine, hanno proceduto all'iscrizione anche in vista dell'autopsia sul cadavere del rapinatore, non ancora identificato. Questo permetterà a Ferretti di partecipare tramite un avvocato difensore e un consulente tecnico agli accertamenti autoptici disposti dal magistrato sulla salma.

Atto dovuto

La Procura, ha spiegato il procuratore Crini, "ha fatto un'attenta valutazione" della vicenda e l'iscrizione del gioielliere nel registro degli indagati è "un atto dovuto per avere il massimo delle garanzie possibili", anche "nella prospettiva dell'applicazione" delle nome in vigore sulla legittima difesa. Sulla base delle risultanze investigative, la Procura procederà poi alla valutazione della sussistenza dei presupposti per l'applicazione della "scriminante" della legittima difesa. Se verrà riconosciuta, scagionerà completamente il gioielliere.

Il rapinatore scarcerato da poco

Il rapinatore ucciso si chiamava Simone Bernardi, aveva 43 anni (non 44 come scritto in precedenza): era originario della provincia di Latina e risultava domiciliato a Pisa. L'uomo, secondo quanto appreso, era stato scarcerato nel marzo scorso dalla casa circondariale Don Bosco di Pisa. Da quanto appreso, prima di uscire dal carcere aveva svolto un progetto di reinserimento sociale. L'uomo aveva appena finito di scontare una pena per reati specifici ed era l'unico del commando di tre entrato in azione ad avere agito con il volto travisato, probabilmente, ritengono gli investigatori, proprio per il fatto di essere già conosciuto alle forze dell'ordine e di temere di essere una faccia facilmente riconoscibile in città. 

Il sindaco: siamo con il gioielliere

"Gli accertamenti dell'autorità giudiziaria e dei carabinieri confermano che Daniele Ferretti ha agito per difesa. Questa ricostruzione rispecchia il giudizio molto diffuso in città sul gioielliere e sulla sua famiglia: persone per bene". Lo afferma in una nota il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, commentando la vicenda del rapinatore ucciso dal gioielliere ieri sera durante un tentativo di rapina. "C'è un commerciante - prosegue il primo cittadino - che ha visto la sua attività e la sua persona più volte insidiate da rapine e ferimenti. La sua autodifesa legittima non toglie nulla al dramma che ha vissuto, al pari di quelli vissuti in casi analoghi da altre persone minacciate, in altre città. In tanti casi avvenuti in passato e di recente. A lui si deve rispetto. Le richieste di sempre maggiore tutela e sicurezza, di una giustizia pronta e certa, sono giustificate. Ma queste istanze e la vicinanza a chi ha vissuto un dramma non devono scadere in strumentalizzazioni. Ognuno, invece, deve fare il suo, per le responsabilità che porta, con rigore e coerenza"