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[Esclusiva] Rai, dalla Vigilanza stop ai conflitti d'interesse. Ecco il testo che disciplina l'attività degli agenti di spettacolo

Mai più un "caso Fazio" nella tv pubblica. Sarà approvato oggi il testo che mira a evitare commistioni improprie fra gli artisti e i loro agenti, che prende le mosse dall'"atto di indirizzo" a firma Anzaldi

Paola Pintusdi Paola Pintus   
[Esclusiva] Rai, dalla Vigilanza stop ai conflitti d'interesse. Ecco il testo che disciplina l'attività degli agenti di spettacolo

Mai più un "caso Fazio" in Rai: la Commissione parlamentare di Vigilanza per i Servizi Radiotelevisivi ha raggiunto l'accordo all'unanimità sulla votazione di una risoluzione che impegna la Tv pubblica ad adottare "tempestivamente" procedure idonee a "evitare conflitti di interessi nei rapporti con gli artisti e i loro agenti, che possano comportare ingiustificati benefici e sprechi di denaro pubblico". Il documento, che sarà votato oggi in Commissione, contiene dei passaggi rivoluzionari, volti a separare nettamente il ruolo degli agenti di spettacolo da quello degli artisti Rai, superando così il rischio di commistioni improprie. 

"Entro novanta giorni  dall’approvazione della presente risoluzione", si legge nel testo acquisito in anteprima da Tiscali News, dovranno essere adottate  procedure dirette:

-ad escludere che la produzione dei programmi trasmessi dalla Rai sia affidata, anche tramite appalti parziali, a società di produzione controllate e/o collegate ad agenti di spettacolo che rappresentino gli artisti che a qualunque titolo prendano parte ai programmi medesimi;
-ad escludere che sia affidata a società di produzione controllate e/o collegate ad artisti l’esecuzione, anche tramite appalti parziali, di programmi trasmessi dalla Rai, nei quali gli stessi artisti siano a qualunque titolo presenti e che per questo motivo percepiscano un corrispettivo dalla concessionaria;
- a garantire che l’assistenza dell’agente di spettacolo nei rapporti con la Rai sia limitata alla sola fase delle trattative contrattuali e che si esaurisca con la loro conclusione;
-a escludere che in uno stesso programma possano essere contrattualizzati più di tre artisti rappresentati dallo stesso agente o da altra società di cui l’agente sia socio;
-a introdurre nel contratto stipulato con le società di produzione un criterio di compartecipazione ai rischi che commisuri parte del corrispettivo agli obiettivi di share previsti per il programma, in coerenza con la media dello share della rete nella fascia oraria in cui il programma stesso viene collocato;
- a favorire l’individuazione di strumenti idonei a verificare i requisiti di tutelabilità dei format;
- a prevedere una distinta fatturazione, con imputazione ad un’apposita voce di bilancio, per i compensi corrisposti agli agenti;
 

L'adozione della risoluzione prende le mosse dall'Atto di indirizzo presentato dal segretario della Commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, all'indomani del rinnovo del contratto "monstre" con Fabio Fazio, che prevedeva, oltre ad un cachet multi milionario, anche la clausola di affidamento della produzione del programma Che tempo che fa ad una società di produzione costituita ex novo e di cui lo stesso conduttore era socio insieme allo storico agente Beppe Caschetto. L'inedita formula, approvata dal Cda Rai quando addirittura la società (poi denominata "L'Officina") non era ancora stata formalmente costituita, sollevava diversi punti interrogativi, il più rilevante dei quali era quello relativo alla mancata partecipazione a una qualsivolgia gara d'appalto col soggetto pubblico contraente, unito al fatto che l'accordo produzione, così come strutturato, consentiva al conduttore di percepire, insieme agli 11,7 milioni previsti dal suo contratto d'ingaggio, la metà dei profitti derivanti dal contratto di produzione in virtù della sua qualità di socio. Rilievi tutti puntualmente esposti da Anzaldi in un esposto all'Anac di Cantone e alla Corte dei Conti, che sulla vicenda hanno aperto dei fascicoli appositi. 

Ora, con l'approvazione della Risoluzione sul conflitto d'interessi, tutto questo non potrà più succedere.

Nel documento in in votazione in queste ore in Vigilanza, sono previste inoltre altre norme relative specificamente al settore delle produzioni cinematografiche. Si stabilisce di "escludere di norma coproduzioni di film finanziate dalla stessa Rai, anche attraverso Rai Cinema, con società di produzioni cinematografiche di cui siano direttamente o indirettamente titolari agenti di spettacolo rappresentanti di artisti legati alla società concessionaria da rapporti contrattuali in essere per altri programmi trasmessi sui canali della stessa Rai" e di riservare, nell’ambito della produzione cinematografica, "una quota di investimenti ai produttori indipendenti". 

Paola Pintusdi Paola Pintus   

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