Raggi in visita alla famiglia rom assediata. "Schifosa, mafiosa, portali a casa tua"

La sindaca, scortata dalla Digos, insiste: "Questa famiglia è la legittima assegnataria dell'alloggio, sono terrorizzati. Non è questa la società che vogliamo". Organizzato un sit in di solidarietà

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TiscaliNews

Insultata e contestata. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, è stata duramente contestata da alcune persone, aizzate dai militanti di Casapound e Frartelli d'Italia, per essersi recata a portare solidarietà alla famiglia rom, composta da 14 persone, a cui è stata assegnata una casa popolare nel quartiere Casal Bruciato. "Buffona", "non sei la nostra sindaca", "portali a casa tua" sono le urla lanciate contro la prima cittadina. Insieme a lei, a quanto riportano le agenzie, erano presenti alcuni vicini di casa, il direttore della Caritas diocesana di Roma, don Benoni Ambarus, e un delegato del vicariato. "Se li porti a casa sua - hanno urlato i contestatori - lei è più 'mafiosa' di Alemanno che aveva fatto quella delibera vergognosa che non ha cancellato". Contestata anche la presente del IV municipio: "Facciano le piazzole attrezzate come in Europa per i nomadi, quali case?".

La solidarietà di Raggi

La sindaca si è recata a casa della famiglia di etnia rom, da ieri assediata dentro la casa di via casa, dopo che alcuni componenti tra cuio una donna con un neonato in braccio, sono stati apostrofati con insulti e minacce. Alla donna, un militante di estrema destra ha urlato "bisogna bruciarvi vivi" e rivolto alla donna "ti stupro". La Digos è al lavoro per identificare i violenti attraverso i filmati girati ieri durante i disordini e valutare eventuali responsabilità. La famiglia è protetta dalle forze dell'ordine, che oggi hanno dovuto scortare anche la sindaca all'ingresso e all'uscita dalla casa. 

"Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio – ha detto la sindaca prima di rientrare in macchina –. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere", ha detto con amarezza.

Il sit in di solidarietà per la famiglia rom

Ma c'è anche chi organizza un presiddio di solidarietà per la famiglia rom assegnataria dell'alloggio, al quale parteciperanno anche Francesca Chiavacci e Simona Sinopoli, presidenti di Arci nazionale e Arci Roma: "La famiglia di Imed e Senada è entrata in una casa popolare perché assegnatari legittimi – hanno dichiarato -, non possono essere gruppi di neofascisti, o chiunque in modo violento, a stabilire chi può o meno entrare in una casa pubblica. La famiglia giustamente non vuole rinunciare alla casa e per questo vanno sostenuti - sostengono le attiviste -. Non è possibile cedere alla violenza di chi vorrebbe stabilire chi e dove assegnare case pubbliche". 

"Siamo spaventati, speriamo di resistere"

E' quanto la famiglia nomade assediata a Casal Bruciato ha detto al direttore della Caritas di Roma don Ambarus che li ha incontrati assieme alla sindaca Virginia Raggi . "Ci hanno detto che speravano iniziasse finalmente una nuova vita per loro dopo 20 anni nei campi. Stanno cercando di capire cosa succederà. Sperano di poter resistere", ha detto Don Ambarus.

 
Tensione Raggi-Di Maio

E' stata accolta con una certa irritazione dal vicepremier l'iniziativa della sindaca di Roma di recarsi a Casal Bruciato per visitare la famiglia di nomadi assegnataria di un appartamento popolare. Prima si aiutano i romani, gli italiani, poi tutti gli altri, è il senso del ragionamento del leader M5S irritato - si apprende ancora - anche per la tempistica con cui la sindaca, in un giorno particolarmente importante per il M5S al governo, ha scelto di mettere in campo la sua iniziativa. Ma il Tweet del M5S di Roma smentisce Di Maio: "Siamo con @virginiaraggi in questa battaglia di civiltà. Quello che sta succedendo a #CasalBruciato è inaccettabile. Ed è vergognoso che dei bambini non possano andare a scuola perché hanno paura di uscire di casa. Tutto questo deve finire. Roma non è razzista".