Una 20enne rom picchiata in treno. La giornalista la difende ma viene minacciata

Il fatto è accaduto a Roma, sulla metropolitana. Il fatto scritto su un post facebook, poi cancellato per via degli insulti e delle minacce

Una 20enne rom picchiata in treno. La giornalista la difende ma viene minacciata
TiscaliNews

Un presunto tentativo di furto da parte di una ragazza di etnia rom e un uomo grande e grosso che urla e la picchia. Una donna interviene per difendere la giovane che ha a fianco la figlia piccola in lacrime per cercare di far calmare l'aggressore che gira i tacchi e va via mentre la ragazza di 20 anni resta nelle mani dei vigilantes. Quando la donna torna sul treno a attenderla c'è però un'accoglienza fatta di derisione e insulti, qualcuno addirittura la minaccia. "Avevo tante persone intorno ma nessuno mi ha difesa".

Il racconto è dalla coprotagonista della storia, la giornalista Giorgia Rombolà che, sulla sua pagina Facebook racconta con rammarico quella territbile serata nella fermata San Giovanni, linea A della metropolitana. Un giorno di paura lo definisce, anche per aver poi dovuto rimuovere il post a causa delle "becere accuse e odiose parole" che le sono state scaricate addosso.

La notizia è riportata dal Corriere della sera che ha potuto visionare il post della giornalista di 39 anni. Il racconto richiama gli attimi in cui lei sente il pianto diperato di una bambina e le urrla di un uomo grande e grosso contro una giovane che, secondo lui, avrebbe tentato un furto. Si sporge dal tremno che ha le porte aperte e vede che due vigilantes portano via la ragazza, mente l'uomo la colpisce al capo. "La donna poteva avere 20 anni, forse meno, la bambina 3 o 4 e piangeva disperata. Da mamma di tre figlie ho pensato subito a lei, alla piccola, che poteva restare da sola sul vagone mentre il treno partiva". 

Il racconto drammatico

E scrive: "Ne nasce un parapiglia, la bambina cade a terra, sbatte sul vagone. Ci sono già i vigilantes a immobilizzare la giovane (e non in modo tenero), ma a quest’uomo alto mezzo metro più di lei non basta. Vuole punirla. La picchia violentemente, anche in testa. Cerca di strapparla ai vigilantes tirandola per i capelli. La strattona fina a sbatterla contro il muro, due, tre, quattro volte». È a questo punto che Giorgia si fa coraggio, scende dal vagone e prova a fermare l’uomo: «Non può picchiarla, è stato il mio pensiero — racconta ora, ancora incredula — ho urlato “Basta! Stai calmo!” e mentre lo dicevo mi sono resa conto che ho rischiato anche io".

La seconda aggressione da parte dei passeggeri

L'uomo quindi si allontana, nessuna evidenza di furto che probabilmente non c'è stato. Giorgia rientra sul treno. "Non mio aspettavo solidarietà, ma neanche di essere affrontata dagli altri passeggeri", racconta nel post ripreso dal Corriere. "Un tizio mi insulta dandomi anche della p..., dice che l’uomo ha fatto bene, che così quella s... impara. Due donne (tra cui una straniera) dicono che così bisogna fare, che evidentemente a me non hanno mai rubato nulla". Inizialmente la giornalista risponde, poi viene afforntata con aggressività da un passeggero inferocito. "Era a cinque centimetri da me e urlava. Nessuno mi ha difesa, ma soprattutto tanti hanno fatto finta di niente. Questa indifferenza mi ha scioccata".

Non è finita. "Due ragazzi ridono e fanno battute terribili, altri dicono frasi come 'bisogna bruciarli tutti', mi urlano anche dai vagoni vicini, 'comunista di m..., radical chic, perché non vai a guadagnarti i soldi buonista del c...'". Quando scende alla sua fermata, l’uomo che aveva minacciato anche di seguirla per fortuna cambia strada. "A quel punto mi sono accorta di avere paura e sono scoppiata a piangere".