[La polemica] Quel gesto miserabile dei turisti la notte del terremoto di Ischia: 400 mila euro di conti non pagati

Perché al pari degli sciacalli che razzolano nelle case distrutte dal terremoto approfittano di una condizione necessità per il loro tornaconto. Miserabili perché, mentre si discute dell'abuso, e mentre si parla delle vittime degli abusi, elevano l'abuso a metodo, e si fanno maestri della truffa

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Miserabili: di loro ci racconta l'associazione albergatori ischitani. Persone che dietro la facciata dell'emergenza hanno scelto la via della fuga e della truffa. Un gruppo spregiudicato di mascalzoni che hanno fatto armi e bagagli con l'alibi della paura, e con l'idea - malcelata - di approfittare della tragedia per rimpinguare il portafoglio. Le cronache del giorno dopo ci avevano raccontato dei diecimila turisti in vacanza ad Ischia durante il terremoto, che la mattina dopo il sisma, avevano fatto un precipitoso ritorno le loro case. Per paura, avevamo detto comprensivi, anche se stupiti. Se ne erano andati interrompendo la vacanza, facendo danno anche a se stessi: o meno così ci era parso. Ma oggi la notizia è che questi cuori di leone, se ne sono andati lasciando 400.000 euro di conti non saldati nei loro alberghi e nei Resort in cui risiedevano: non è un caso isolato dunque, non una sbadataggine, ma un sistematico e seriale atteggiamento collettivo, quasi un silenzioso movimento di massa. Non hanno concordato una linea comune, non si sono riuniti per decidere, in tanti hanno pensato la stessa cosa: che fortuna che ci sono le macerie, così non si accorgeranno che me ne vado alla chetichella, senza pagare il conto. Miserabili dunque per almeno due motivi: perché al pari degli sciacalli che razzolano nelle case distrutte dal terremoto approfittano di una condizione necessità per il loro tornaconto. Miserabili perché, mentre si discute dell'abuso, e mentre si parla delle vittime degli abusi, elevano l'abuso a metodo, e si fanno maestri della truffa. Uno che se ne va senza pagare da un'isola che vive di turismo, messa in ginocchio da una catastrofe naturale, per me, è paragonabile a una persona che trovandosi nei pressi di un luogo dove si è verificato un incidente d'auto, con una vittima a terra, e ferita, le si avvicina - sì - non per prestarle soccorso, però, ma con il proposito di rubarle il portafogli. Miserabili: torneranno a casa, contando i soldi risparmiati, e la sfortuna li inseguirà: perché quello che la vita regala - prima o poi, fatalmente - la vita toglie.