Coronavirus: il presidente Xi Jinping sapeva dal 7 gennaio. Altri 70 casi sulla Diamond

Il bilancio in Cina: oltre 1.600 i morti. Task force del ministero della Salute italiano al lavoro

Coronavirus: il presidente Xi Jinping sapeva dal 7 gennaio. Altri 70 casi sulla Diamond
TiscaliNews

Il presidente Xi Jinping era a conoscenza dal 7 gennaio dell'emergenza del coronavirus, a dispetto di un primo intervento ufficiale di 13 giorni dopo, del 20 gennaio. Intanto la Cina inasprisce le restrizioni per combattere l'epidemia nell'Hubei, provincia focolaio. A sessanta milioni di persone è stato chiesto di non uscire da casa (salvo emergenze) e l'uso di auto private è stato vietato a tempo indeterminato. Solo una persona per ogni famiglia potrà uscire, ogni tre giorni, per fare la spesa mentre negli edifici sarà aperto un ingresso, sorvegliato per garantire che solo i residenti entrino o escano. Tutti gli esercizi commerciali restano chiusi, ad eccezione di farmacie, hotel, alimentari e servizi medici.

I numeri del contagio. Sale a 1.670 morti in Cina il bilancio delle vittime. Taiwan ha annunciato oggi la prima vittima provocata dal nuovo coronavirus: si tratta, riporta il Global Times, di un uomo di 61 anni che soffriva anche di diabete ed epatiti B. Le persone decedute fuori dalla Cina sono finora cinque: oltre a Taiwan, in Francia, Hong Kong, Filippine e Giappone. I casi di contagio confermati sono 69.266

Task force del ministero della Salute al lavoro 

In Italia tanto anche questa mattina si è riunita la task force sul Covid-19 del ministero della Salute, alla presenza del ministro, Roberto Speranza, fornendo un nuovo bilancio aggiornato: sono oltre 1 milione e 200mila i passeggeri a cui è stata controllata la temperatura dall'inizio dello screening per il coronavirus negli aeroporti; oltre 54mila i passeggeri e 20mila i membri degli equipaggi controllati dalle navi e oltre 3300 i medici, infermieri e volontari impegnati nei controlli. Il tavolo ha esaminato i numeri riferiti dalla Protezione Civile dei controlli finora effettuati nei porti e negli aeroporti italiani.

La situazione sulla Diamond Princess 

Altre 70 persone, per un totale di 355, risultano positive al coronavirus sulla nave da crociera Diamond Princess ferma in quarantena in Giappone. Lo rende noto oggi il ministero della Sanità nipponico. "Finora abbiamo condotto test su 1.219 persone: 355 sono risultate positive, tra cui 73 senza sintomi", ha detto il ministro Katsunobu Kato sull'emittente pubblica Nhk. La Diamond Princess è in quarantena dal 5 febbraio nel porto di Yokohama, vicino a Tokyo. "Sulla base dell'elevato numero di casi di COVID-19 identificati a bordo, il Dipartimento della sanità ha valutato che i passeggeri e i membri dell'equipaggio sono ad alto rischio d'esposizione", ha detto l'ambasciata americana in una lettera ai passeggeri.

Un volo per i 35 italiani bloccati in Giappone 

"Dopo aver riportato Niccolò dalla sua famiglia, ci siamo messi subito al lavoro per i 35 italiani bloccati sulla nave da crociera Diamond Princess, in Giappone. Oggi posso dirvi che partirà un volo anche per loro, lo abbiamo deciso ieri insieme al commissario straordinario, Angelo Borrelli, e al Ministro della Salute, Roberto Speranza. Questa è l'Italia che non lascia mai soli i suoi connazionali. Siamo italiani, nessuno deve restare indietro, lo Stato c'è e non mancherà" ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio confermando l'operazione di rimpatrio dei nostri connazionali. 

E' risultato negativo anche al secondo test sul coronavirus Niccolò, lo studente di Grado 17enne, bloccato per due volte in Cina, tornato ieri in Italia e ricoverato allo Spallanzani di Roma in isolamento. Lo comunica la direzione sanitaria dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani.