"Scambio cattedra": il dramma dei prof trasferiti dal Sud al Nord nei messaggi alla ricerca di un'alternativa

C'è anche un apposito gruppo su Facebook e gli appelli sono continui. Dopo la Buona Scuola in tanti si preparano a veder sconvolte le proprie vite

Una manifestazione di insegnati
Una manifestazione di insegnati
di I. D.   -   Facebook: I. Dessì

Essere catapultati all’improvviso a centinaia di chilometri da casa può significare avere la vita sconvolta. Soprattutto se si hanno figli piccoli o problemi famigliari significativi. I professori italiani sono disperati e ricorrono a qualsiasi tentativo pur di trovare una alternativa. Perfino al baratto delle cattedre.

Cerco scambio cattedra

“Sono di Napoli e sono stata assegnata all’ambito 12 della Toscana (Livorno)… cerco scambio cattedra”, scrive una docente. “Gradirei scambiare Lombardia 0020 posto primaria con Campania… grazie”, incalza un’altra. Alcuni messaggi vengono ripresi dai giornali e diventano un caso. Ma gli appelli sono tanti e continui. C’è tutto un mondo di forzati dell’insegnamento in subbuglio. Tante vite che tentano di trovare un equilibrio, dopo la Legge 107 sulla Buona Scuola che – come ricorda La Stampa - introduce la chiamata diretta, gli ambiti e “tutta la rivoluzione che ha permesso a una parte dei precari di ottenere la cattedra ma ad un prezzo che non tutti sono disposti a pagare”.

Il gruppo Fb

I malcapitati professori possono però effettuare lo scambio con i colleghi. Anche se è consentito solo per un anno “tra due docenti abilitati e titolari del medesimo insegnamento”. Inevitabile nascesse quindi anche un apposito gruppo Facebook. Potenza dei social e della esasperazione. “Cerco Scambio Cattedra Docenti”, si chiama. E a centinaia i precari lo hanno già eletto a ultimo baluardo per scongiurare un trasferimento “in capo al mondo”. Mentre la protesta degli insegnanti meridionali dilagava da Palermo a Napoli, da Bari a Potenza e in tanti centri secondari, una miriade di aspiranti docenti in partenza si affidava alla Rete per scansare la prospettiva di uno sradicamento dal proprio ambito familiare e territoriale.

Quanti sono?

Ma quanti sono quelli costretti a preparare le valigie? Esattamente nessuno lo sa, fa notare il quotidiano. Il ministero dell’Istruzione ha cercato di dare un quadro della situazione. La Giannini – parlando a Rainews 24 – ha detto che circa “200mila insegnanti rientrano nel piano straordinario della mobilità”. Ma chi deve spostarsi di molti chilometri, specialmente dal Sud verso il Centronord, “rientra in una percentuale inferiore al dieci per cento”.

Dunque – a detta della ministra – non più di 20mila persone, per lo più “neoassunti, entrati con la Buona Scuola”. Ma le parole della titolare del dicastero dell’Istruzione sembrano in contrasto con la situazione descritta dai sindacati di categoria e con quanto emerge dai post sulla pagina di Facebook cui si accennava.

Il parere dei sindacati

Per Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, “il dato in possesso della ministra è sottostimato”. Un pensiero condiviso - sempre su La Stampa - da Antonio Antonazzo, rappresentante dei precari Gilda, per il quale “alla fine saranno 30mila”.

Ma i problemi sono anche altri. “Si viene assegnati ad un’area e non ad una scuola specifica”, fa notare Pantaleo. “E poi c’è il problema che gli organici sono sfalsati: al Nord ci sono più cattedre vuote che al Sud dove il tempo pieno non esiste e ci sono meno alunni per la minore presenza di stranieri”. Questo dislivello tra Nord e Sud ha provocato l’anno scorso il trasferimento di 7mila docenti. Ma quest’anno la stima è tre volte tanto.