[L'inchiesta] "Berlusconi diede 5 milioni per il silenzio di Ruby": l'ultima confessione dell'avvocato suicida

Egidio Verzini ha confermato la sua versione 24 ore prima dell'eutanasia in Svizzera. Nel 2011 difese la giovane marocchina nel processo contro l'ex premier. Nuove indagini, l'ira di Ghedini che annuncia querela

Karima El Mahroug detta Ruby, Silvio Berlusconi, Egidio Verzini
Karima El Mahroug detta Ruby, Silvio Berlusconi, Egidio Verzini
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Per il caso di Ruby Rubacuori, l'allora diciasettenne marocchina Karima El Mahroug, Silvio Berlusconi ha già subito due processi. Da cui è uscito, dopo le condanne in primo grado, assolto dall'accusa di prostituzione minorile e di concussione, perché i fatti non sussistono o non costituiscono reato. E' ancora in corso il processo Ruby Ter, nel quale l'ex premier e fondatore di Mediaset deve rispondere dell'accusa di aver pagato sette testimoni (le cui posizioni sono state stralciate e rinviate ad altre Procure) perché testimoniassero a suo favore: corruzione giudiziaria, insomma. La prossima udienza è fissata il 7 maggio ma nel mentre sono le ultime parole di Egidio Verzini, avvocato che difese Ruby per qualche mese nel 2011, a spingere gli inquirenti a nuove indagini. Solo ai primi di gennaio si è saputo che quanto dichiarato all'Ansa da Verzini lo scorso 4 dicembre precedeva di 24 ore la sua eutanasia. L'atto è arrivato in Italia lo scorso mese per volontà del legale. Che ha confermato quanto aveva già rivelato a L'Espresso quattro anni fa. Il pagamento di 5 milioni di euro a favore di Ruby da parte di Silvio Berlusconi.

Il giro di denaro

Secondo la dichiarazione di Verzini, Berlusconi avrebbe effettuato un "pagamento di 5 milioni di euro eseguito tramite la banca Commercial Bank di Antigua su un conto presso una banca in Messico". Di questi, due milioni sarebbero stati dati a Luigi Risso, allora compagno della El Mahroug che oggi ha 26 anni, i restanti tre sarebbero andati direttamente a Ruby attraverso il Messico e Dubai. A detta di Verzini, regista dell'intera operazione sarebbe stato Niccolò Ghedini, allora avvocato di Silvio Berlusconi.

"Bunga bunga: non barzelletta ma rituale"

Ghedini ha annunciato querela ("ma non contro gli eredi" perché il caso di Verzini sarebbe "una tragedia umana") e ha chiesto alla Bank Of Antigua di produrre qualsiasi documento che possa dimostrare i bonifici a favore di Ruby e compagno di cui ha parlato Verzini: "Mi rispondono che da nessun conto  sono partiti versamenti del genere". E ha detto che porterà a processo anche i tabulati telefonici che dimostrerebbero l'assenza di contatti fra lui e il collega scomparso in Svizzera. Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio vogliono riscontri di quanto dichiarato dal legale di Ruby, perché potrebbe provare la effettiva corruzione di testimoni da parte di Berlusconi. Hanno sentito per due ore anche l'ultima compagna dell'avvocato scomparso nella clinica Dignitas, la stessa della morte di Dj Fabo. Avevano già elementi in merito, mancava l'origine di quel flusso di denaro, data anche la difficoltà di avere collaborazione dagli istituti di Dubai e Antigua. Per questo le parole di Verzini hanno un peso importante. Nel 2011 fu Ruby a sostenere la versione secondo cui le feste"bunga bunga" non erano cene eleganti con barzellette, ma un rituale sessuale con giovani donne che Berlusconi avrebbe appreso da Gheddafi. Quella testimonianza contribuì alla condanna in primo grado dell'ex premier, poi assolto.