Prete si sente male durante la messa: è stato avvelenato. Fedeli sotto shock

Don Claudio Albanito, si è sentito male durante il rito della Comunione. Soccorso e portato ospedale, si è ripreso. Nell’ampolla utilizzata per purificare il calice è stata trovata candeggina.

Prete si sente male durante la messa: è stato avvelenato. Fedeli sotto shock

Chi può volere così male un prete tanto da avvelenarlo nel corso della Santa Messa? E, soprattutto, perché? Sono questi gli inquietanti interrogativi che si pone la piccola comunità di Rose, comune in provincia di Cosenza.

Durante la messa

Don Claudio Albanito, parroco del piccolo centro che si affaccia sulla valle del fiume Crati, sostanzialmente a metà tra la Sila e le spiagge del Tirreno, è stato soccorso sabato scorso durante la Messa delle 18, una delle più frequentate tra quelle del fine settimana dedicato a santificare le feste. Secondo quanto ricostruito dallo stesso parroco, durante il rito della Comunione avrebbe avvertito un forte bruciore alla gola ed un senso di soffocamento. Un malessere crescente che, infine, lo avrebbe portato a vomitare. All'interno dell'ampolla utilizzata per purificare il calice, è stata trovata una sostanza, probabilmente candeggina. Proprio quell’ampolla è diventata ben presto un corpo del reato e, quindi, soggetta all’analisi scientifica.

Fedeli sotto shock

I fedeli sono sotto choc. Peraltro, sono stati proprio i partecipanti dal rito della Santa Messa i primi soccorritori di don Claudio Albanito, in attesa dell’arrivo dei sanitari del 118, che hanno condotto il presule presso l’ospedale di Cosenza, che dista una ventina di chilometri da Rose: “Non so cosa pensare - ha detto il parroco - vorrei considerarla una burla, ma ho difficoltà considerata la gravità del gesto. Per ora non ho sporto denuncia, ma solo informato i carabinieri. Non ho idea di chi possa essere stato, nè se si tratti di una svista o di qualcosa di diverso. Sono ancora frastornato”.

E’ proprio questo l’inquietante dubbio: errore? Oppure un pessimo scherzo? O qualcosa di molto più grave, che quindi richiederebbe accurate indagini, per capire cosa possa celarsi dietro un gesto del genere, che avrebbe potuto portare alla morte del prete, per di più nel momento più sacro del suo magistero, la Santa Messa.

"Chi sa, parli"

La gravità della situazione non è sfuggita dall’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Francesco Nolè, che ha seguito personalmente, sin dalle prime ore, gli sviluppi della vicenda e si è primariamente preoccupato dello stato di salute e della serenità del giovane sacerdote: “La Chiesa cosentina, insieme al suo Vescovo - afferma monsignor Nolè - segue con attenzione quanto è accaduto ed esprime al caro fratello don Claudio piena fiducia e fraternità nel lavoro pastorale che svolge. Mentre si richiama tutti alla pacificazione sociale ed ecclesiale e alla serenità delle relazioni nell'ambito della comunità civile e religiosa, l'invito che rivolgiamo è a non cadere nell'allarmismo e nel facile giudizio. Nonostante il sacerdote, ad oggi, non abbia voluto sporgere denuncia, per l'affetto alla comunità di cui è padre, le autorità preposte, ed in particolare i carabinieri della locale stazione, stanno svolgendo d'ufficio le opportune indagini".

Indagini che, evidentemente, cercheranno di concentrarsi sull’eventuale azione consapevole da parte di qualcuno, proprio per colpire il parroco. E, a tal proposito, arriva l’appello dell’Arcivescovo Nolè, che invita "l'autore, o chi è conoscenza del fatto, a collaborare con le forze dell'ordine perché il dubbio di un atto sacrilego non ricada su persone innocenti o su tutta la comunità”.