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Prete prescritto per pedofilia: il Vescovo lo promuove a Reggio Calabria

Si chiama don Perrello e venne inviato a Bagnara Calabra dopo l'interruzione del procedimento per il reato di violenza sessuale su minori. Il ragazzino coinvolto, che all'epoca aveva 13 anni, dopo aver raccontato tutto si tolse la vita. Il Garante dell'infanzia: "Inaccettabile"

Claudio Cordovadi Claudio Cordova   
Prete prescritto per pedofilia: il Vescovo lo promuove a Reggio Calabria
(Foto d'archivio)

Nel corso della perquisizione che subì alcuni anni fa, don Carmelo Perrello, 53enne prete di Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, fu trovato in possesso di materiale sessualmente molto compromettente. Da quella perquisizione nacque un procedimento penale in cui il presule venne imputato per violenza sessuale sui minori. Per via del troppo tempo trascorso dai fatti incriminati, però, fu dichiarato prescritto. Dopo anni di inabissamento, ora, don Perrello, che aveva già avuto incarichi da parroco, viene promosso dall’Arcivescovo della Diocesi di Reggio Calabria-Bova, Fortunato Morrone, che lo ha voluto, nonostante tutto, a capo di una parrocchia.

La denuncia del giovane rumeno

Tutto nasce dalla denuncia di un giovane rumeno che, nel 2016, racconterà di quanto sarebbe accaduto quasi dieci anni prima. Gli adescamenti a Piazza Garibaldi, lo spazio antistante la stazione ferroviaria di Reggio Calabria, storicamente teatro di prostituzione e di incontri torbidi. Fatti raccontati all’allora pm di Reggio Calabria, Roberto Di Palma, oggi procuratore dei minori. Vicende svelate non senza vergogna e dolore. Sentimenti che, probabilmente, saranno la causa del suicidio del giovane, avvenuto un anno dopo le proprie rivelazioni, nel 2017.

L’adescamento vicino alla stazione ferroviaria

Circa dieci anni prima, tra il 2007 e il 2008, il giovane, che all’epoca ha appena 13 anni, viene avvicinato dal prete, don Carmelo Perrello. Un uomo che, come emergerebbe dalle carte d’indagine, sarebbe stato alla costante ricerca di sesso. Spesso a pagamento. A volte anche con soggetti maggiorenni. Al ragazzino rumeno si presenta con il nome di “Giuseppe”.

Al ragazzo avrebbe fatto dei regali. Scarpe Nike, ma anche somme in contanti, 50 o 100 euro. Un’abitudine che, stando a quanto ricostruito dalla Polizia Postale, don Perrello aveva anche con i maggiorenni. Nelle chat sequestrate nel corso della perquisizione, gli inquirenti scopriranno anche il rapporto con un giovane maggiorenne. Una relazione, fatta di sesso orale e di sesso online, che scoprirà anche la fidanzata del giovane. Il suo racconto, in lacrime, davanti agli inquirenti, dimostrerà tutto il degrado morale di quelle vicende.

Rapporti consumati all’interno dell’autovettura del presule. Il 13enne rumeno, come si evince dal capo d’imputazione per il quale don Perrello sarà dichiarato prescritto nel 2019 dal Gup di Reggio Calabria, Domenico Santoro, avrebbe praticato del sesso orale al prete, in cambio di benefici economici. L’appuntamento era quasi sempre in Piazza Garibaldi, per poi spostarsi in luoghi appartati.

Gli incontri sessuali

Chat erotiche, frequentazioni di prostitute. Don Perrello si salverà dalla condanna, non rinuncerà alla prescrizione e il Gup, non ravvisando gli estremi per un’archiviazione o per una assoluzione, non potrà far altro che contare gli anni, circa tredici, dai fatti avvenuti, e dichiarare l’intervenuta prescrizione per il reato di violenza sessuale su minore di 14 anni.

Dopo la sospensione disposta dall’allora arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini per placare il caos e le polemiche, don Perrello si inabissa per alcuni anni. Torna nella sua Bagnara Calabra, centro della Costa Viola famoso per la pesca del pescespada. Lì si accasa presso la Chiesa del Rosario, che è gestita da un'arciconfraternita. Di questa e delle altre due chiese di Bagnara è parroco don Pietro Sergi con cui, secondo voci non ufficiali, don Perrello avrebbe ricominciato il percorso spirituale.

La nomiona del vescovo di Reggio Calabria

Proprio lì, a Bagnara, in questi giorni, don Perrello celebra e festeggia i 25 anni di sacerdozio, essendo stato ordinato presbitero il 26 giugno del 1999. Proprio presso la Chiesa del Rosario di Bagnara, ha invitato i suoi confratelli per la celebrazione: “Grato al Signore per il dono del Sacerdozio nel 25esimo anniversario della mia ordinazione, vi invito a ringraziare con me il Signore durante la celebrazione eucaristica” recita il volantino.

Ma in questi giorni, don Perrello non avrebbe solo questo da celebrare e festeggiare. Recentemente, lo scorso 24 giugno, l’Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, Fortunato Morrone, lo ha infatti nominato amministratore parrocchiale di S. Maria del Buon Consiglio in Concessa di Reggio Calabria, con decorrenza dall’1 luglio, preferendolo, secondo quanto trapela alla stimata figura di un diacono, impegnato da anni in missioni umanitarie. Quindi quella di pochi giorni fa sarebbe la prima nomina ufficiale.

Sulla vicenda, peraltro, è intervenuto anche il Garante per l’Infanzia della Regione Calabria, Antonio Marziale: “Se il Papa è al corrente di ciò che accade nelle parrocchie, allora sono enormemente deluso. Ma, se il Papa non è informato mi dico deluso da chi dovrebbe informarlo e non lo fa, cioè coloro i quali, titolari di diocesi, fanno le nomine, i vescovi".

Ma il vescovo Morrone, con la sua scelta, avrebbe di fatto preso una posizione ben precisa: “La Diocesi, che ha seguito pedissequamente le indicazioni del Dicastero romano, ha ritenuto opportuno per un intero biennio, sostenere e fare accompagnare il suddetto presbitero da uno specialista psicoterapeuta, esterno rispetto alla realtà ecclesiale, e da due confratelli. A conclusione di tale percorso si è potuto oggettivamente ritenere di potergli affidare l’incarico. Nel corso degli anni, non sono emersi elementi che hanno fatto dubitare dell’idoneità di don Parrello, pertanto, ai sensi del codice di diritto canonico, si è ritenuto di poter ridare fiducia al presbitero e serenità all’intera comunità ecclesiale”.

Claudio Cordovadi Claudio Cordova   
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