Coronavirus, a Roma 12 sanitari positivi anche dopo la seconda dose del vaccino Pfizer

Ne dà notizia il Messaggero che spiega: "Dai report delle Asl romane, viene fuori che 12 tra medici e infermieri sono risultati positivi al virus nonostante avessero già assunto la seconda iniezione del siero Pfizer"

Vaccino (foto ansa)
Vaccino (foto ansa)
TiscaliNews

A Roma, 12 sanitari sono risultati positivi al tampone, anche dopo la seconda dose del vaccino anti-Covid. Ne dà notizia il Messaggero che spiega: “Dai report delle Asl romane, viene fuori che 12 tra medici e infermieri sono stati trovati, per caso, con l’infezione in corpo, nonostante avessero completato il percorso vaccinale, con la prima e la seconda iniezione del siero Pfizer”.

Scoperti durante i controlli di routine

Tutti i sanitari erano asintomatici. Sono stati scoperti durante controlli di routine, legati ad alcuni cluster nei reparti . Questo dimostrerebbe il fatto che anche i vaccinati potrebbero essere portatori del virus, ma occhio agli allarmismi: il vaccino sicuramente protegge dalla malattia ma non per forza dall’infezione. Al momento inoltre ancora non possibile stabilire se i vaccinati contagiati possono trasmettere a loro volta il virus. Nel dubbio, devono proseguire ad osservare tutte le limitazioni anti Covid vigenti. “Per le malattie infettive classiche c’è la possibilità che una persona vaccinata contragga la stessa patologia per cui ha ricevuto il vaccino – spiega l’infettivologo Luigi Toma - ed è molto probabile che questa persona non abbia sintomi. Quanto però possa essere contagiosa è un aspetto estremamente variabile. Cambia a seconda del tipo di paziente e del ceppo virale dal quale viene infettato”.

12 sanitari positivi

All’Asl Roma 1 è capitato all’infermiere di una casa di cura di Monte Mario: positivo dopo il vaccino. All’Asl Roma 3 è stato contagiato un operatore sanitario di un ospedale al Torrino, anche lui vaccinato. Due casi all’Asl Roma 4, sempre infermieri: uno in servizio all’Aurelia Hospital, un altro al San Camillo. Il territorio con più episodi segnalati - rivela ancora il Messaggero - è quello dell’Asl Roma 5, che copre una larga fetta di provincia nel quadrante Est della Capitale, da Tivoli a Guidonia, da Monterotondo a Colleferro. Qui sono stati annotati dal Sisp (il Servizio di Igiene e Sanità pubblica) 8 casi tra medici e infermieri.