Il nonno di Eitan indagato per sequestro di persona. Israele frena: non è di nostra competenza

Nell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Mario Venditti, si scava anche su presunte complicità di altre persone nel blitz che ha portato al presunto rapimento

Il nonno di Eitan indagato per sequestro di persona. Israele frena: non è di nostra competenza
TiscaliNews

E' indagato per sequestro di persona aggravato Smhuel Peleg, il nonno materno che ha rapito il piccolo Eitan. Peleg, ex militare due giorni fa ha portato il piccolo di 6 anni in Israele dopo una visita concessa dalla famiglia paterna e dopo averlo prelevato nella casa della zia Aya Biran, tutrice legale, Nell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Mario Venditti, si scava anche su presunte complicità di altre persone nel blitz che ha portato al presunto rapimento. L'uomo sarebbe arrivato in Israele col bambino su un volo privato probabilmente partito da Lugano in Svizzera.

"Ha agito di impulso"

Gli avvocati di Shmuel Peleg, Sara Carsaniga, Paolo Polizzi e Paolo Sevesi "ridimensionano il fatto". Peleg, si legge in una nota, "ha portato Eitan in Israele dopo aver tentato invano per mesi di poter portare la voce della famiglia materna nel procedimento civile di nomina del tutore". "Dopo essere stato estromesso dagli atti e dalle udienze e preoccupato dalle condizioni di salute del nipotino, ha agito d'impulso", aggiungono. Gli avvocati si dicono "fiduciosi che, una volta ripristinata la correttezza del contradditorio nei vari procedimenti civili, e ottenute rassicurazioni dai medici israeliani, potrà tornare a discutersi del suo affidamento nelle sedi opportune". 

Legale zia: "Attiviamo convenzione Aja"

La convenzione dell'Aja del 1980 prevede di assicurare il rientro del minore presso l'affidatario e il Paese di residenza nei casi di sottrazione internazionale. La famiglia paterna di Eitan fa valere il provvedimento del Tribunale di Pavia che aveva confermato nei mesi scorsi la nomina di Aya come tutrice legale del bambino. Giudice che aveva anche disposto la riconsegna del passaporto israeliano del piccolo che era in possesso del nonno Shmuel Peleg. Lo stesso Tribunale aveva ordinato l'11 agosto il divieto di espatrio del bambino che sarebbe potuto avvenire solo con l'accompagnamento o l'autorizzazione della tutrice.

"Coinvolta anche la nonna materna"

 La nonna materna di Eitan, Etty "era in Italia ed è parte del rapimento". Lo ha detto in un'intervista alla radio israeliana 103 Fm Or Nirko marito di Aya Biran affidataria in Italia del piccolo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. "Sostiene di essere rientrata in volo in Israele il giorno prima, questo a quanto pare per non essere esposta alla accusa di complicità", ha aggiunto. "Abbandonerò la lotta legale solo dopo che i rapitori - ha proseguito - saranno finiti in carcere. L'unica cosa che ci interessa è il bene del bambino". Or Nirko - che ha parlato alla radio subito dopo Etty Peleg, intervistata dalla stessa emittente - ha poi aggiunto di "non credere che Eitan arrivi a comprendere di essere stato stato rapito. Mi immagino che la famiglia materna lo abbia persuaso che lui è tornato in una vacanza e che non sappia del reato compiuto a suo danno. Potete immaginarvi come ci sentiamo", ha concluso.

"Ignorati gli ordini del giudice"

Eitan è "cittadino italiano, Pavia è la sua casa dove è cresciuto, noi lo aspettiamo a casa, siamo molto preoccupati per la sua salute", ha detto la zia Aya. Ieri - ha detto la zia, c'è stata una "mossa gravissima, un'altra tragedia per Eitan", messa in atto dalla famiglia materna e "voglio anche portare a conoscenza" delle autorità israeliane "che il nonno materno è stato condannato per maltrattamenti in famiglia nei confronti della sua ex moglie, la nonna materna, e tutti i suoi appelli sono stati respinti in 3 gradi di giudizio". Lo ha detto ai cronisti davanti alla sua casa la zia paterna del piccolo Eitan con a fianco i suoi legali, tra cui l'avvocato Armando Simbari. "L'ordine della giudice - ha detto - le mie richieste e le richieste ai legali della famiglia Peleg sono stati ignorati". 

L'intervista della zia materna 

"Parlo solo per chiarire che abbiamo agito per il bene di Eitan" ha detto in una intervista alla Radio israeliana 103 Gali Peleg zia materna del piccolo. "Eitan - ha aggiunto - ha urlato di emozione quando ci ha visto ed ha detto 'finalmente sono in Israele' ". "Non ha cessato di emozionarsi - ha proseguito - e di dire che noi siamo la sua vera famiglia. Ha detto di sentirsi fra le nuvole. Finalmente gli è tornato il colore sul viso".

La decisione del Tribunale

Dopo la tragedia del 23 maggio scorso, in cui persero la vita i genitori, il fratellino e i bisnonni di Eitan Biran, 6 anni (in tutto morirono 14 passeggeri della funivia precipitata) il piccolo è stato affidato dal Tribunale di Torino alla zia paterna, Aya Biran, che vive in provincia di Pavia con il marito, Or Nirko, e due figlie che frequentano le stesse scuole di Eitan.

Di Maio: "Interverremo"

Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, "Stiamo accertando l'accaduto per poi intervenire", ha commentato a margine di una manifestazione elettorale M5s a Sulmona, in Abruzzo. "Che ci si faccia scappare, con un sequestro, un bimbo che ha sofferto e che ha perso i genitori è veramente assurdo. È evidente che in Italia ci sia un problema di sicurezza e di controllo" a dirlo ad Assisi, è stato Matteo Salvini, rispondendo a una domanda sulla vicenda.

Autorità israeliane frenano

Smentiscono la versione, secondo la quale il ministero degli Esteri e quello della Giustizia avevano espresso il parere legale che il bambino venisse riportato in Italia e restituito al tutore legale. Lo riporta il Jerusalem Post, riferendo che entrambi i ministeri negano la circostanza. Un portavoce del ministero degli Esteri ha invece riferito al Jerusalem Post che, pur essendo le autorità israeliane informate della vicenda, il caso non riveste aspetti diplomatici o politici e quindi non rientra tra le loro competenze.