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Cassazione contro il saluto romano: "E' apologia di fascismo, applicare la Legge Scelba"

La Corte suprema ha disposto un processo d'appello bis per otto militanti di estrema destra. "Si applichi l'articolo 5" e individuano nel gesto un "rituale evocativo della gestualità propria del disciolto partito fascista"

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Cassazione contro il saluto romano: 'E' apologia di fascismo, applicare la Legge Scelba'
La commemorazione di Acca Laurentia (Ansa)

Per il saluto romano va contestata la legge Scelba sull'apologia del fascismo e in particolare l'articolo 5: è questa la decisione delle sezioni unite della Cassazione, chiamate a sciogliere il nodo interpretativo del reato, che hanno disposto un processo di appello bis per otto militanti di estrema destra che avevano compiuto il saluto nel corso di una commemorazione a Milano nel 2016.

Nelle informazioni provvisorie la Suprema Corte afferma che "la 'chiamata del presente' o 'saluto romano' è un rituale evocativo della gestualità propria del disciolto partito fascista, integra il delitto previsto dall'articolo 5 della Scelba, ove, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso, sia idonea a integrare il concreto pericolo di riorganizzazione del disciolto partito fascista". 

I giudici, inoltre, ritengono che "a determinate condizioni può configurarsi" anche la violazione della 'legge Mancino' che vieta "manifestazioni esteriori proprie o usuali di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. I due delitti possono concorrere sia materialmente che formalmente in presenza dei presupposti di legge".

In mattinata il Pg aveva detto che "il saluto fascista rientra nel perimetro punitivo della 'legge Mancino' quando realizza un pericolo concreto per l'ordine pubblico". Pietro Gaeta, avvocato generale, nel corso del suo intervento davanti alle sezioni riunite della Cassazione, aveva esortato i giudici a dare un'interpretazione univoca, visti i fatti di Acca Laurentia citati dal Pg nella sua requisitoria. La Suprema Corte è chiamata ad esprimersi sulla questione dopo che la prima sezione penale aveva trasmesso nel settembre scorso gli atti relativi a una sentenza della Corte d'Appello di Milano che aveva condannato alcuni esponenti di un movimento di estrema destra che aveva fatto il saluto fascista durante una commemorazione. Per quelle condanne il Pg e avvocato di Stato chiede la conferma.

L'avvocato di Stato aveva spiegato che "Acca Larentia con 5 mila persone è una cosa diversa di quattro nostalgici che si vedono davanti ad una lapide di un cimitero di provincia ed uno di loro alza il braccio - ha affermato Gaeta - Bisogna distinguere la finalità commemorativa con il potenziale pericolo per l'ordine pubblico". Poi ha esortato la corte a prendere una decisione anche perché "non possiamo avere sentenze a macchia di leopardo in cui lo stesso gruppo viene assolto da un tribunale e condannato da un altro".

Cosa dice l'articolo 5 della Legge Scelba

Ecco cosa dice l'articolo 5 della Legge Scelba. "Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da duecentomila a cinquecentomila lire. Il giudice, nel pronunciare la condanna, può disporre la privazione dei diritti previsti nell'articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni". E' quanto prevede l'articolo 5 della legge 20 giugno 1952, n. 645, citato dalla Cassazione in relazione al saluto romano, al Legge Scelba, appunto.

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