Il mattone minaccia le spiagge e le campagne della Sardegna: boom di firme contro le betoniere

La petizione lanciata dal Grig ha già raccolto più di 26 mila firme. "Turismo non vuol dire cemento, si pensi piuttosto a trasporti e scuole"

Il mattone minaccia le spiagge e le campagne della Sardegna: boom di firme contro le betoniere
TiscaliNews

Sono già 26 mila le pfirme raccolte dalla petizione per fermare la febbre del mattone da cui sembra affetta la giunta regionale della Sadegna. Dopo le diverse iniziative normative - un dette quali, poi ritirata, emanata nel pieno dell'emergenza Covid 19 - e le proteste in arrivo da più parti ecco che la petizione, indirizzata al ministro per i Beni e Attività culturali e Turismo, al presidente della Regione e al presidente del Consiglio regionale raccoglie consensi significativi. Promotore è il Gruppo d'Intervento Giuridico onlus (GrIG) che denuncia e chiede il mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del Piano paesaggistico regionale.

"Speculazioni private ai danni degli interessi (e delle casse) della collettività - attacca l'associazione ecologista - questo il disegno malcelato di un'amministrazione regionale che non ha una valida proposta che sia in campo ambientale, nella gestione del territorio, in campo turistico, nel settore dei trasporti (dove tuttora non si è risolto il gravissimo problema della continuità territoriale)".

Assalto ai 300 metri dalle coste

E insiste: "Davanti a un'abissale crisi economico-sociale, davanti a drammatiche problematiche come quella dell'abbandono scolastico che sta portando sempre più l'Isola a un futuro ignorante da manodopera dequalificata - prosegue il Grig - davanti a un dissesto idrogeologico foriero di mille calamità innaturali, davanti a un contesto da terzo mondo nel settore dei trasporti, il mondo politico sardo è capace di dare una sola risposta, sempre la stessa da decenni: cemento sulle coste con la pretesa di favorire il turismo".

Si pensi piuttosto a trasporti e scuole

"L’obiettivo - si legge ancora nel comunicato - è quello di far materializzare betoniere e mattoni a due passi dal mare e nelle campagne, da trasformare in periferie a buon mercato. E’ bene che tutti lo sappiano ed è bene che si sappia che anche tali proposte normative esulano dalla competenza statutaria della Regione autonoma della Sardegna. Esulano, però, innanzitutto dalla realtà e dal buon senso".

Per il Grig, "riprendere la speculazione immobiliare lungo le coste è un intento ottuso e autolesionista: si tratta della parte più pregiata del patrimonio ambientale e paesaggistico isolano, il fondamentale richiamo turistico, elemento di grande importanza per un’economia locale sempre più disastrata, grazie soprattutto alla mancanza di efficaci interventi nei settori nevralgici dei trasporti e della politica scolastica".