Pescatori e pastori diventano gestori di b&b: nuove economie che trasformano (senza ritorno) i piccoli borghi

Località costiere ma anche piccoli centri rurali che si trasformano velocemente in luoghi turistici dimenticando se stessi. Il problema del nero, facilitato dai mediatori on line

Escursionisti davanti a un tradizionale ovile in Sardegna
Escursionisti davanti a un tradizionale ovile in Sardegna

Un borgo un tempo di pescatori che oggi si trasforma in meta turistica con duemila tra appartamenti e case che ogni estate vengono affittati a viaggiatori di tutta Europa. Dal Nord soprattutto, ma anche dalla Francia e dalla Spagna e dall'Est del continente. Perché a Trinità d'Agultu, nella parte più profonda e bella della Gallura nel Nord Sardegna, i pescatori non escono più alle prime luci dell'alba per incrociare su mari ancora generosi di pesce. Quello del pescatore è diventato un mestiere che solo in pochi oggi vogliono fare. Meglio sistemarsi la casa del nonno, magari dividendola in piccoli appartamentini, o investire in nuove lottizzazioni create per rispondere alla pressante domanda turistica stagionale. La barca, ormeggiata nel porticciolo dell'Isola Rossa, a pochi chilometri di distanza, al limite può servire per fare pesca-turismo o escursioni lungo la costa con pranzo a bordo.

Così l'economia del paesino del Nord Sardegna citato da Nicola Pinna su La Stampa - ma il destino è comune a molte altre zone d'Italia - si trasforma in "una città Airbnb". Oggi le reti da pesca servono al massimo per dare un tocco di fascino da cartolina all'appartamento che per tre mesi all'anno ospita turisti il più delle volte distratti e inconsapevoli dei grandi stravolgimenti sociali in atto, con un acceleratore microeconomico che rischia di snaturare per sempre vasti territori. 

Gli affitti brevi che cambiano la connotazione dei luoghi come delle persone: i pescatori che si trasformano in affittuari e ristoratori d'alto mare o, nelle zone più interne, i pastori di Baunei e Dorgali (nel cuore del Supramonte) che si riscoprono guide escursionistiche o gestori di rifugi montani pronti a regalare (si pensi al "pranzo col pastore") la loro immagine più iconografica. Il volto più evidente di una cultura millenaria in svendita, come accade in Sardegna, ma parimenti in altre regioni a forte vocazione turistica come la Toscana, la Costiera amalfitana, le Cinque Terre, o ancora la Puglia e la Sicilia. Un viaggio senza ritorno, dal quale non si salvano neanche i centri storici delle città che espellono gli abitanti, lì da generazioni, per lasciare il posto a piccole strutture turistiche. 

Pescaturismo

Il ruolo dei mediatori on line

Un sistema facilitato dai mediatori turistici on line, Airbnb e Booking per citarmne alcuni, che da soli cannibalizzano grosse fette di mercato. E allora il pullulare di appartamenti e camere, spesso affittati in nero, trasforma i luoghi e sottrae una consistente porzione di tasse al fisco. Le norme in realtà ci sarebbero. Come sancisce il Dl 50/2017, inserito nella manovra correttiva del 2017 firmata da Gentiloni, ai redditi da contratti di locazione breve, stipulati a partire dal 1° giugno 2017, può applicarsi la cedolare secca del 21 per cento. "Locazioni brevi" sono quelle che hanno una durata inferiore ai 30 giorni e che possono avere finalità turistiche.

Sistema che ben si adatta a quello che è il turismo diffuso che oggi, come visto, troviamo nei borghi sia di mare che di montagna. La realtà però è che a farla da padrona è il nero, a cui molti proprietari di "case vacanze" si affidano. E i grossi mediatori non fanno niente per evitarlo, rifiutando di applicare la norma che prevede che siano loro stessi a assumere il ruolo di sostituti d'imposta e versare la percentuale dovuta all'Erario. Il contact centre di Airbnb, infatti, su sollecitazione di un utente ha spiegato - Tiscali News ha potuto visionare lo scambio di messaggi - che "al momento è impossibile applicare la legge a fronte di molteplici problemi tecnici che l’Agenzia delle Entrate sta cercando di risolvere tramite numerose linee guida e circolari che continuano ad essere pubblicate".

La situazione per il provider rimane cioè "molto confusa", ragion per cui è stato presentato un ricorso al Tar contro la normativa, con la quale si chiede "ai tribunali amministrativi di sospendere l’efficacia della norma mentre lavoriamo con le istituzioni per meglio comprendere come la legge debba essere applicata, come possa essere modificata per il meglio, e come possa avere conseguenze sulla community Airbnb. Siamo fermamente convinti - continua il mediatore online nella conversazione con l'utente - di dover assicurare che gli host non debbano essere discriminati per aver scelto di pubblicare un annuncio sulla piattaforma invece che utilizzare mezzi offline e meno trasparenti per la condivisione della propria casa".

Norma sugli affitti brevi inapplicata

Fatto sta che la norma resta nella sostanza inapplicata e che fare controlli sugli affitti in nero è molto difficile, anche perché - come spiega La Stampa - "sia Booking, sia Airbnb si sono rifiutate di consegnare i dati" citando norme varie sulla privacy e la concorrenza. Quello che chiedono i provider è invece che si cambi la normativa sul sostituto d'imposta a fronte di una maggiore collaborazione. E alla fine l'accordo si dovrà trovare, dato che l'aumento di pernottamenti, in particolare tramite Airbnb, è cresciuto secondo l'Istat del 31,2 per cento tra il 2016 e il 2017. Un mercato evidentemente in forte crescita che non può rimanere sommerso.