Pensioni, tutto quello che non sapete sulla busta arancione. Le battute sul web

Il problema è che l'Inps ha 23 milioni di clienti: e coloro che la busta arancione non la riceveranno perché sono esclusi dall'operazione? Sono cittadini di serie B?

Una delle buste arancione inviate da Boeri
Una delle buste arancione inviate da Boeri

Ne partono 150 mila a settimana. Le prime saranno nelle vostre cassette delle lettere tra oggi e domani. In un anno ne arriveranno nove milioni. La busta arancione - bellezza! - non è un pesce d'aprile, ma una profezia, uno strumento che cambierà le nostre vite. Non è uno scherzo, ma una profezia sulle nostre pensioni.

L'ironia del Web

Ovvio che, di fronte ad una lettera evento, l'ironia del web si sia già scatenata, in una cosa alla battuta: "Io sono nato negli anni 70 e nella busta arancione ci troverò dei proiettili @fmemtis". Oppure: "Ho ricevuto la busta arancione dall'inps...vi ho trovato l'antrace...così potranno garantire la pensione ai superstiti... @ilvemtocaldodel". Paradossi? Sarcasmo? Dovete sapere che la busta arancione è una idea che i dirigenti dell'Inps hanno copiato da una esperienza di successo: quella della previdenza svedese. In linea di principio il ragionamento che muove la busta è: in un tempo di grande disordine, poter dire alle persone quanto si possono, o devono aspettare di pensione, nel futuro, è un atto di civiltà. Ma soprattutto: è importante dire alle persone quando potranno andare in pensione, dopo l'effetto combinato di ben tre riforme "La busta arancione mi ha detto 'Io e te dobbiamo parlare' @trenchap".

Fattori variabili

Ovviamente c'è un però grande come una casa. La busta arriva a tutti coloro che hanno almeno un anno di contribuzione Inps, anche ai giovanissimi. E per questo motivo contiene una stima che è legata a dei fattori variabili. Ad esempio se converrai quel lavoro, e se i tuoi contributi resteranno costanti. Di nuovo il sarcasmo del web ci diverte e ci fa riflettere: "Se arriva la busta arancione ci abbino una cravatta azzurra ... #sapevatelo @chiijnOO". Oppure: "Ho ricevuto la #BustaArancione dall'#Inps, dentro c'era direttamente il cappio @mr-Myro".

Una verità sgradevole

Così per completare il quadro bisogna aggiungere due informazioni importanti; l'idea della busta nasce come un gesto di trasparenza, cosa di cui bisogna rendere merito al presidente dell'Inps Tito Boeri. Ma avrà anche l'effetto di un bisturi che incide sulla nostra carne. Per la prima volta, infatti, quantificherà una cifra per tutti noi sgradevole, mettendo nero su bianco una verità che gli addetti ai lavori conoscono da anni: quella che i prossimi pensionati prenderanno molto meno dei loro padri. Mediamente più del trenta per cento in meno.

"Ricordati che devi morire"

Ecco perché, quando penso agli effetti di questa titanica campagna di informazione che costa 9 milioni di euro solo per la spedizione, mi viene in mente quella famosa scena di "Non ci resta che piangere" in cui il monaco grida a Massimo Troisi:
-"Ricordati che devi morire!".
- "Eh?"
Ricordati che devi morire!".
E lui risponde: "Grazie... Mo me lo segno!".

I cittadini di serie B

Il problema è che l'Inps ha 23 milioni di clienti: subito dopo il suo arrivo, questa lettera porrà il problema di tutti coloro che la busta arancione non la riceveranno perché sono esclusi dall'operazione. Non ricevere quella lettera, in qualche modo, metterà nero su bianco che molti di loro sono cittadini di serie B. Oppure che hanno storie previdenziali complesse e più difficili da ricostruire. Che vengono da casse contributive diverse. Anche qui il sarcasmo della rete ha un punto di verità: "Se mi arriva #bustaarancione io non la apro. #sapevatelo @aleraccagni". O meglio ancora, sublime: "Ma almeno il postino grida "questa è Sparta" mentre spinge la busta #Inps giù per la buca? @aleYair".

Effetti collaterali

Come tutte le prescrizioni, infatti, anche la busta arancione ha degli effetti collaterali: da un lato dirà agli italiani che gli serve una pensione integrativa (anche qui le battutacce si sprecano: "Apri la busta arancione e cominci a lavorare in nero con assicurazione privata @camionforever").

Dall'altro, ci costringerà a prendere atto che la previsione della busta si basa su un fattore ottimistico. Ovvero che le cifre della busta arancione - come trovate scritto in fondo, in una nota minuscola - si pagano solo a patto che il nostro Prodotto interno lordo arrivi all'1,5%. Se non sarà così, infatti, le rendite si abbasseranno. Peccato che negli ultimi sette anni tutti i calcoli del Pil siano stati rivisti sempre al ribasso, navigando per esempio, in questi mesi, intorno allo 0.3%. Vedremo pensionati incollati alle prime del Sole24ore a compulsare le stime del Pil? Vivremo nell'incubo? L'obiettivo vero della busta è spaventarci? "Mi è arrivata la #bustaarancione di #Boeri. Dentro c'è scritto ciaone". E ancora, sublime: "Capisci che ti stanno portando la busta arancione dell'INPS quando vedi arrivare il postino in mimetica e con l'elmetto. @arsenaleKappa".

"Ci possiamo fidare?"

Ecco perché mi viene da pensare che l'Italia non è la Svezia (se non altro per l'importo delle pensioni che ci aspettano) e che, quello che altrove viene considerato un servizio, qui da noi può scatenare una rivoluzione. La vera domanda da farsi, dopotutto è semplice. Ci possiamo fidare di un esperto meteo che ci dice: "Tranquilli fra vent'anni ci sarà il sole"?. Ci affideremmo a questa previsione per decidere le nostre vite? Questa non è una battuta. È la risposta da cui dipende il nostro futuro.