Pensione 2022, come si può lasciare il lavoro prima dei 67 anni: chi ne ha diritto e quanto si prende

Cosa succede in campo pensionistico dopo l’accantonamento di Quota 100. La pensione di vecchia, di anzianità e le possibilità di anticipo. Da Quota 102 ad Opzione donna ed Ape social. Alcune proposte per una maggior flessibilità

Pensione nel 2022 (Ansa)
Pensione nel 2022 (Ansa)

Quali sono nel 2022 le modalità per accedere alla pensione? Che differenza c’è tra pensione di vecchiaia e pensione anticipata? E una volta lasciato il lavoro a quanto ammonterà il trattamento pensionistico? Vediamo di fare sintesi della situazione esistente anche con l'aiuto della tabella pubblicata di recente dal Corriere della Sera.

Bisogna chiarire subito che sulla riforma del sistema previdenziale c’è ancora molto da discutere e il governo dovrà probabilmente sedersi di nuovo davanti ai sindacati per riprendere il discorso sospeso. Comunque, allo stato dell'arte, lo scorso dicembre è stata adottata una riforma parziale che ha mandato in soffitta Quota 100 sostituendola con Quota 102. In sostanza un mero aggravio della normativa esistente. E’ stata introdotta infatti la possibilità di accedere alla pensione anticipata con 64 anni di età e 38 di contributi, mentre prima (con Quota 100) si poteva andare con 62 anni di età e 38 di contributi.

Anzianità

Il criterio per la  pensione di anzianità resterà a sua volta invariato (se non interverranno ovviamente novità ispirate a criteri di maggior flessibilità come chiedono i sindacati) per il 2022 e così sarà fino al 2026. Si potrà sempre andare in pensione - dunque - con 42 anni e 10 mesi di contributi (se uomini) e 41 anni e 10 mesi (se donne).

Vecchiaia

La pensione di vecchia sarà ancorata al criterio dei 67 anni anche nel 2022 e fino al 2024, essendo stati congelati gli aumenti legati alle speranze di vita. Questo sia per gli uomini che per le donne.

Resta aperto il discorso pensioni (Ansa)

Opzione donna

A proposito di donne, anche nel 2022 le lavoratrici dipendenti potranno accedere al pensionamento con 35 anni di contributi e 58 anni di età, mentre quelle autonome dovranno aver compiuto i 59 anni. Viene confermata la finestra di 12 mesi e di 18 per le autonome. Da tener sempre presente tuttavia che l'utilizzo di Opzione donna richiede il pagamento di un prezzo: la rendita viene calcolata completamente, infatti, col metodo contributivo, come ribadito dalla Riforma Fornero, cosa che comporta il decurtamento dell’assegno pensionistico. Quanto si può perdere? La pensione – in linea di massima – diventa più bassa secondo gli esperti del 25-35% rispetto a quanto avverrebbe senza l’anticipazione dell’uscita. 

Quota 102

Ed eccoci a Quota 102. Come si diceva, le regole sono le stesse di Quota 100, ma con un aggravio per quanto riguarda i requisiti di base richiesti. In pratica si è semplicemente peggiorata la situazione preesistente. Fino al 2021 si poteva uscire con 62 anni di età e 38 di contributi, nel 2022 si potrà anticipare il pensionamento ma solo se si hanno 64 anni di età e 38 anni di contributi (Quota 102 appunto). Per il resto poco cambia. Resta, per esempio, il divieto di cumulo con l’attività di lavoro (fa eccezione l’eventuale reddito da lavoro autonomo occasionale sotto i 5.000 euro annui lordi).

Tabella riassuntiva (da Corriere della Sera)

Rimane anche l’Ape social

L’Ape social è stata prorogata fino al 31 dicembre 2022. Di conseguenza certe categorie di lavoratori, come disoccupati, invalidi, coloro che assistono familiari con disabilità e gli addetti a lavori gravosi, potranno ancora accedere alla pensione a partire dai 63 anni con 36 anni di contribuzione (30 se disoccupati, disabili o caregiver).

Da tener presente che la platea è stata allargata da ultimo ad altre categorie, ovvero a insegnanti di scuola primaria e pre-primaria, tecnici della salute, magazzinieri, professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali,  estetisti, professioni qualificate nei servizi personali, artigiani, operai specializzati, agricoltori,  conduttori d’impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali, operatori d’impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli. Il trattamento massimo è di 1.500 euro lordi fino al conseguimento dei normali requisiti di pensionamento.

Le ipotesi di ulteriore flessibilità

Ci sono però allo studio delle ipotesi di ulteriore flessibilità in uscita. Tra queste una proposta dal Presidente dell’Inps Pasquale Tridico, basata sulla possibilità di anticipare la pensione prendendo fino ai 67 anni solo la quota contributiva, e un’altra, risalente a gennaio e messa in campo da Michele Reitano della Commissione tecnica istituita dal ministero del Lavoro, che prevede la possibilità di lasciare prima il lavoro, ma con un taglio del 3% della quota retributiva dell’assegno per ogni anno di anticipo rispetto alla vecchiaia (67 anni).

Nella relazione inerente, si legge - spiega il Sole24ore - che "ciò offrirebbe un’opportunità in più a tutti i lavoratori”. Questo indipendentemente dalla carriera e senza aggravi per le casse pubbliche. In sostanza gli interessati potrebbero scegliere di andare prima in pensione ma pagando un costo preciso, e - in tal modo - non ci sarebbero oneri particolarmente gravosi per i conti dello stato.