[L’inchiesta] Il parco avvelenato della Capitale. “I bambini giocano sopra ad una discarica nociva”

Tutta la zona del parco Centocelle, compresa quella dove centinaia di persone quotidianamente passeggiano, corrono, portano bambini e cani a passeggio è interessata da elevate concentrazioni di metalli pesanti quali:antimonio, arsenico, piombo, tallio, berillio che risultano fino a cinque volte superiori rispetto al limite consentito per legge

[L’inchiesta] Il parco avvelenato della Capitale. “I bambini giocano sopra ad una discarica nociva”

E' il 4 gennaio 2017 quando i pompieri del Comando Provinciale di Roma intervengono in forze per spegnere un rogo partito da un canalone sotterraneo, con esattezza siamo sul lato ovest del parco, tra via di Centocelle e la via Casilina. Trecento metri riempiti negli anni di monnezza di ogni genere, per di più frutto delle "bonifiche" dello sgombero del Casilino 900. Un incendio "covante" (in gergo senza sviluppo di fiamme sulla superficie) che i Vigili del Fuoco tentano di placare con numerosi mezzi sul posto. Nei giorni successivi, la massa di scorie ha continuato a sprigionare fumo. E non solo dal canalone. "L'aria è irrespirabile da giorni, siamo immersi in una nube tossica". Fabrizio è un inquilino delle case Ater di via di Centocelle, il comprensorio tra i civici 3 e 15, e insieme ad altre vittime della "terra dei fuochi" scrive disperato sulla bacheca di Daniele Diaco, presidente Cinque Stelle della commissione Ambiente. In mezzo ai palazzi c'è una voragine di 25 metri di diametro che ha fatto subito da apertura di sfogo alla colonna nera di diossina, appestando le famiglie. Per mesi una nube tossica ha avvolto il parco archeologico di Centocelle. Una piccola "terra dei fuochi" che si autoalimenta nel silenzio delle istituzioni e nella disperazione dei residenti. 

Le analisi e la scoperta shock

E' a questo punto che il Cdca, il centro di documentazione conflitti ambientali, decide con un finanziamento privato, di effettuare delle analisi del suolo nell’aerea del parco di Centocelle.I risultati delle analisi svolte a giugno sono a dir poco inquietanti. Tutta la zona del parco, compresa quella dove centinaia di persone quotidianamente passeggiano, corrono, portano bambini e cani a passeggio è interessata da elevate concentrazioni di metalli pesanti quali:antimonio, arsenico, piombo, tallio, berillio che risultano fino a cinque volte  superiori rispetto al limite consentito per legge. Metalli pesanti che in aree adibite a verde pubblico o residenziale non dovrebbero assolutamente esserci e che invece sarebbero tollerabili in zone industriali. Ed è proprio questo il punto, il bello infatti deve ancora venire. Secondo quanto riportato dalla "carta dell’uso del suolo" del Comune di Roma, la maggior parte dell’area del parco di Centocelle è considerata tra le “aree estrattive, di cantiere, discariche e terreni abbandonati”. Detto in termini semplici per il Comune di Roma il parco di Centocelle è una discarica e questo spiegherebbe l'alta concentrazione di metalli pesanti. Peccato che l’aerea sia invece adibita a parco pubblico e risulta interdetta solo in una zona circoscritta. 

Il parco dei bimbi una discarica di metalli pesanti

La questione potrebbe per il Comune di Roma avere delle conseguenze legali importanti. Il Comitato infatti potrebbe procedere con un esposto alla giunta Capitolina e con i dati scientifici raccolti, informarlo della persistente e grave violazione dei limiti di legge derivata dalla presenza di metalli pesanti nel suolo. Esposto che potrebbe, e ce lo auguriamo, attivare la Pubblica Amministrazione ai fini della bonifica dell’area. Nel frattempo è sconsigliato qualsiasi uso ricreativo del parco. Il contatto con il suolo potrebbe infatti essere tossico.