La svolta epocale di Francesco con i giovani mai vista nella storia della Chiesa

Il Papa: "Abbiamo bisogno di voi, pietre vive di una Chiesa dal volto giovane, ma non truccato: non ringiovanito artificialmente, ma ravvivato da dentro. Dovete rischiare per non diventare vecchi"

La svolta epocale di Francesco con i giovani mai vista nella storia della Chiesa

Non si era mai visto nulla di simile nella storia della Chiesa nel rapporto con i ragazzi e i giovani. Francesco apre un altro fronte dove la Chiesa non solo è invitata a chiedere perdono per il passato, ma a condividere la responsabilità del Vangelo anche con i giovani chiamati ad essere attivi coprotagonisti.

Siate sinceri e aperti

E lo fa in modo saggio ma determinato: chiede ai giovani di esprimersi con franchezza e faccia tosta, senza vergogna di fronte ai cardinali perché la Chiesa ha bisogno di “osare sentieri nuovi”, di correre rischi per il Vangelo e per farlo in modo appropriato ha bisogno di ascoltare i giovani. Incontrando 300 giovani provenienti da 130 Paesi, credenti e non credenti, maschi e femmine, cattolici e non, seminaristi e laici, Francesco in vista del sinodo dei vescovi del prossimo ottobre che tratterà del tema giovani, ha parlato chiaro, senza peli sulla lingua.

Abbiamo bisogno di fiducia nel futuro

“Abbiamo bisogno di riappropriarci dell’entusiasmo della fede e del gusto della ricerca. Abbiamo bisogno di ritrovare nel Signore la forza di risollevarci dai fallimenti, di andare avanti, di rafforzare la fiducia nel futuro. E abbiamo bisogno di osare sentieri nuovi. Non spaventatevi: osare sentieri nuovi, anche se ciò comporta dei rischi. Un uomo, una donna che non rischia, non matura. Un’istituzione che fa scelte per non rischiare  rimane bambina, non cresce.

Rischiate altrimenti diventate vecchi

Rischiate, accompagnati dalla prudenza, dal consiglio, ma andate avanti. Senza rischiare sapete cosa succede a un giovane? Invecchia! Va in pensione a 20 anni. Un giovane invecchia e anche la Chiesa invecchia. Lo dico con dolore. Quante volte io trovo comunità cristiane, anche di giovani, ma vecchie. Sono invecchiate perché avevano paura. Paura di che? Di uscire, di uscire verso le periferie esistenziali della vita, di andare là dove si giova il futuro. Abbiamo bisogno di voi giovani, pietre vive di una Chiesa dal volto giovane, ma non truccato: non ringiovanito artificialmente, ma ravvivato da dentro. E voi ci provocate ad uscire dalla logica del “ma si è sempre fatto così”.

Solo Francesco poteva osare tanto

Solo Francesco poteva osare di dire queste parole che risanano una ferita nei confronti dei giovani lasciati soli nel Sessantotto, anzi perfino puniti, nonostante ci fosse stato un concilio tre anni prima che si era chiuso con un messaggio ai giovani carico di speranze per un mondo nuovo. Ma quel messaggio era morto subito. Francesco pensando un sinodo sui giovani ha risuscitato quell’entusiasmo che circondava il concilio, decidendo non di sentenziare sui giovani, ma chiamandoli a discutere insieme sul da farsi per girare pagina. Benedetto XVI si era spinto fino a lanciare un allarme sull’emergenza educativa. Francesco  viene a dirci che la questione educativa si risolve facendo interagire giovani e adulti. Anche nelle cose importanti di Chiesa quando si decide cosa fare di grande. E’ nato così la prima volta di un sinodo che il papa vuole preparare on i giovani e una ottima organizzazione partecipativa.

I vescovi dovranno ascoltare i giovani

Se pensiamo che al concilio i laici uditori all’inizio si contavano con le dita di una mano poi sulle dita di 5 mani e solo verso la fine furono ammesse poche donne e mai nessun giovane, nonostante le tante opposizioni al concilio innovatore, siamo ora giunti alla loro partecipazione a un sinodo che finora rappresenta la punta massima della collegialità nella Chiesa. I vescovi si raduneranno non a formulare sentenze sui giovani, ma ad ascoltare anzitutto cosa i giovani stessi hanno da dire.

L'importanza dei nonni

“Voi – ha detto il papa ai giovani nella riunione presinodale che durerà fino a sabato – create una cultura nuova, ma state attenti, questa cultura non può essere sradicata. Un passo avanti ma guarda le radici (…) e le radici sono i vecchi, i bravi vecchi. Le radici sono i nonni”. E’ il chiodo fisso di Francesco: si va avanti, ma tutti insieme perché il santo popolo di Dio che forma la chiesa è fatto da tutti: chierici e laici, grandi e piccoli, uomini e donne tutti accomunati dal battesimo e tutti responsabili del Vangelo che va annunciato e testimoniato. Questo punto tanto importante per non far fallire l’aggiornamento definito dal concilio Vaticano II, Francesco lo ripete spesso quando parla ai giovani o agli anziani richiamando una figura del profeta Gioele. “per me – sostiene Francesco – questa è una profezia di oggi: “I vecchi sogneranno e i giovani profetizzeranno. Noi abbiamo bisogno di giovani profeti, ma state attenti: mai sarete profeti se non prendete i sogni dei vecchi. Di più: se non andate a far sognare un vecchio che sta lì annoiato, perché nessuno lo ascolta”.

Il problema della prostituzione

Un modo saggio di mettere a frutto il grande capitale umano e sociale che rappresentano le persone per il futuro del mondo prima di quanto non lo rappresenti il capitale finanziario. E che Francesco prende sul serio i giovani lo ha dimostrato da subito, rispondendo ad alcune loro domande spinose, come il problema della prostituzione che segna uno degli apici di violenza sulle donne. “Chi va con le prostitute – ha detto parlando ai giovani considerandoli capaci di discernimento – è un criminale, tortura le donne”. Rispondendo a una giovane nigeriana , ex vittima della tratta in Italia, Francesco è stato  franco e senza anestesia: “Il problema è grave. Voglio chiedere perdono a voi, ala società per tutti i cattolici, i battezzati che fanno questo atto criminale. E per favore, se un giovane ha questa abitudine l tagli eh! E’ un criminale chi fa questo. Ma Padre non si può fare l’amore?. No, questo non è fare l’amore, questo è torturare una donna. Non confondiamo i termini”. Tutto questo fenomeno nasce da una “mentalità malata, quella per cui la donna va sfruttata”. E non c’è femminismo “che sia riuscito  a togliere questo dalla coscienza più profonda e dall’immaginario collettivo. La donna va sfruttata…Così si spiega questa malattia dell’umanità, questa malattia di un modo di pensare sociale”.

Parole mai udite

Parole mai udite da un papa in pubblico. Ma Francesco le ha dette ai suoi giovani interlocutori perché lavorare insieme per un futuro diverso, giovani e vecchi alla pari, comporta fiducia e sincerità, superando l’ipocrisia che ha coperto tante ingiustizie e creato zone d’ombra enormi dentro e fuori la Chiesa.