Bimba di 4 anni: «All'asilo mi dicono cacca perché sono marron». E il padre posta il video su Fb

L'uomo, gestore di un bar nella provincia di Napoli, ha poi spiegato di aver postato il video per sensibilizzare l'opinione pubblica sul clima di crescente intolleranza

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Negli ultimi mesi una sequenza di aggressioni violente a danno di neri, rom e stranieri ha invaso le prime pagine dei quotidiani italiani. Uno dei casi più gravi era stato quello di una bambina rom colpita alla schiena da un proiettile sparato da una pistola ad aria compressa, lo scorso 18 luglio. Oggi tocca le corde dell'anima un video postato una settimana fa su Facebook, poi ripreso da tanti siti, in cui una bimba di 4 anni di colore espone al papà il disagio di essere diversa dagli altri bambini: "Papà perché sono nata tutta scura? - gli chiede -. A scuola mi dicono cacca, non voglio tutto marrone, voglio essere bianca come gli altri" ha detto al padre la piccola nata dall'unione tra un italiano e una connazionale di origini ghanesi.

Il video

Il padre della bambina, gestore di un bar nella provincia di Napoli, ha poi spiegato di aver postato il video per sensibilizzare l'opinione pubblica sul clima di crescente intolleranza. "Mai avrei voluto pubblicare un video del genere – ha scritto l'uomo sui social - ma da padre ho il dovere di farlo. Sia chiaro, non è un'accusa ai bambini nominati che non hanno colpe. E' un modo per far capire agli adulti il male che possiamo causare con la nostra superficialità. Le maestre dopo che hanno visto il video si sono commosse e hanno fatto una riunione in classe". Questa la cronaca. Una storia come tante ormai ne capitano nel nostro Paese.

Razzismo di ritorno

Un ritorno “razzista” che non può non preoccupare. Certo nessuno si sogna, nemmeno in un Parlamento molto spostato a destra come questo (ma non tutto, nemmeno fra chi sta in maggioranza), di promulgare norme razziali si mussoliniana memoria. Tuttavia il clima è quello delle ore peggiori. Altrimenti non si capirebbe davvero perché una bambina “marron” debba essere trattata in quel modo da bambini bianchi della stessa età (che da qualcuno hanno sicuramente imparato). Con la speranza che il peggio non debba ancora venire. La scolara napoletana è una vittima del clima d’odio che certe parole d’ordine stanno seminando nel nostro Paese. Tutti, sia destra che sinistra, dovrebbero fare un passo indietro.

Un'eroina del web 

Il razzismo è un problema, ma per fortuna c’è anche chi lo combatte. Sempre attingendo dalla cronaca: il giorno dopo la diffusione del video virale in cui una passeggera di un treno locale nel Napoletano prende le difese di un immigrato dello Sri Lanka dagli insulti a sfondo razziale di un giovane, arrivano le reazioni e delle polemiche social. Tanti gli attestati di solidarietà per Maria Rosaria Coppola, 62 anni, divenuta suo malgrado un'eroina del web dopo aver preso coraggiosamente posizione a tutela di un immigrato cingalese, ma anche qualche commento choc come quello riservatole da un'altra donna: "Attenta allo stupro selvaggio con banchetto cannibale finale" ha scritto un utente sui social. Le critiche: "Dov'e' la signora quando vengono aggrediti gli italiani, controllori e macchinisti?".

Si è fatto vivo - per scusarsi - anche il ragazzo che nel video viene zittito dalla donna. Si chiama Vincenzo e su Facebook si difende così: "Ho esagerato – ha ammesso - ma non sono razzista, la signora ha esagerato". "Sono il ragazzo del treno – ha scritto sul suo profilo - mi dispiace per il mio comportamento, ma non sapete cosa ha fatto (il migrante, ndr.)". In un italiano incerto racconta la sua versione: "Prima che entrasse nel treno si è messo a spingere le persone". "Dopo ho esagerato – ha ammesso - ma non sono razzista, prego gentilmente di togliere il video". Il post prosegue: "Grazie, mi scuso con tutti, ma e' stato solo uno sfogo".

E ha concluso ricordando Desire' "la ragazza di Roma fatta a pezzi, è stata violentata, ma nessuno ne parla più. Non ho aggredito nessuno e né era intenzione farlo. Mi scuso ancora se ho avuto un atteggiamento di rabbia". A Vincenzo si era rivolto il presidente dell'Eav, holding del trasporto pubblico in Campania, Umberto De Gregorio, che martedì premierà la signora Maria Rosaria. In un post su Facebook aveva chiesto al ragazzo di farsi avanti: "Vincenzo fatti vivo. Perché parlando, dialogando, si possono capire gli altri, anche se sembrano tanto lontani". Il dialogo, non le parole d'ordine urlate, sono la soluzione.