Un raffreddato Francesco out da Esercizi spirituali della Curia. Prima del ritiro un vibrante appello per i migranti

Nei 90 anni del ritiro per la Curia romana, è la seconda volta che un papa vi manca. La prima assenza toccò a Pio XII nel 1950

Un raffreddato Francesco out da Esercizi spirituali della Curia. Prima del ritiro un vibrante appello per i migranti

Mentre quanti della Curia romana si erano iscritti partono oggi pomeriggio per Ariccia dove inizieranno la settimana di Esercizi spirituali, Francesco ha alzato bandiera bianca a seguito di un forte raffreddore e non ci sarà. Si è dovuto arrendere dopo la freddata presa nella processione nel mercoledì delle Ceneri sull’Aventino. Dopo alcuni giorni con tosse e forse qualche linea di febbre, tipica di malanni stagionali che gli hanno consigliato un rallentamento della normale attività, alla recita dell’Angelus domenicale ha voluto dare lui stesso l’annuncio della sua assenza giustificata al ritiro spirituale. 

Evitare le chiacchiere 

Trasparente da subito, forse per evitare sul nascere le possibili congetture e chiacchiere che si sarebbero scatenate intorno alla sua salute.

“Vi chiedo – ha detto il papa a conclusione dei saluti dopo la consueta preghiera mariana -  un ricordo nella preghiera per gli Esercizi spirituali della Curia Romana, che questa sera inizieranno ad Ariccia. Purtroppo, il raffreddore mi costringe a non partecipare, quest’anno: seguirò da qui le meditazioni. Mi unisco spiritualmente alla Curia e a tutte le persone che stanno vivendo momenti di preghiera, facendo gli Esercizi spirituali a casa”. In questo modo non solo ha comunicato che parteciperà a distanza al ritiro, ma ha lasciato intendere che anche altre persone della curia non andranno, ma seguiranno da casa gli esercizi. 

Gli esercizi spirituali 

La pratica annuale degli esercizi spirituali è molto diffusa nella storia della Chiesa. Prevede da tre a sette giorni di ritiro in silenzio con preghiera e ascolto di meditazioni di un esperto predicatore  che segna i temi della riflessione ai partecipanti. Sono famosi in particolare gli Esercizi spirituali di sant’Ignazio, fondatore della Compagnia di Gesù, che durano un mese e mirano a facilitare un cambio radicale di vita cristiana. La forma ordinaria di questa pratica fu introdotta per la Curia romana da Pio XI nel 1929 che ne fissò il tempo di svolgimento all’inizio dell’Avvento. Fu Paolo VI negli anni Sessanta del secolo scorso a spostare gli Esercizi all’inizio della quaresima. Fino ad oggi la presenza del papa al Ritiro aveva registrato una sola eccezione, quella di Pio XII durante l’Anno Santo del 1950. Per far fronte agli incontri con i pellegrini. Ma –ricordano le cronache  - papa Pacelli ricuperò l’anno seguente con due corsi di ritiro anziché uno. Nel 2014 papa Francesco aveva stabilito che il ritiro si facesse fuori del Vaticano e precisamente ad Ariccia nel Centro di Gesù Divino Maestro con vista sul lago di Albano. L’assenza di Francesco coincide – ironia della sorte -  proprio con l’anno in cui per le meditazioni il papa aveva scelto un gesuita. Il predicatore lo indica infatti il papa stesso anno per anno. 

La scelta di un gesuita 

Questa è la volta del gesuita Pietro Bovati, segretario della Pontificia Commissione Biblica. Per tema di riflessione aveva scelto “Il roveto ardeva per il fuoco” con richiamo a Mosè. Avrebbe invitato i partecipanti al ritiro a riflettere  sull’incontro tra Dio e l’uomo alla luce di testi biblici dell’Esodo, del Vangelo di Matteo e dei Salmi. In una parola il centro riguarda la preghiera, tema molto caro e familiare a Francesco. Ed è stato proprio il papa a dare una zampata sull’attualità da par suo, Prima di rientrare nel silenzio del ritiro il papa ha affidato all’opinione pubblica mondiale un breve ma preoccupato richiamo alla nuova tragedia dei migranti. Un tema caro a Francesco che oggi ha rilanciato come un pungolo sociale con cui la politica internazionale è chiamata a misurarsi.

“Sono un po’ rattristato – ha detto dopo l’Angelus con voce distinta nonostante raffreddore e tosse - per le notizie che arrivano di tanti sfollati, tanti uomini, donne, bambini cacciati via a causa della guerra, tanti migranti che chiedono rifugio nel mondo, e aiuto. In questi giorni, la cosa è diventata molto forte. Preghiamo per loro”. Nessun nome preciso, ma è parso lampante il riferimento a Erdogan, al conflitto turco-siriano, all’irruzione di migliaia di persone sul confine della Grecia.