La tela misteriosa che papa Francesco e Putin stanno tessendo

Udienza del Pontefice al Presidente della Federazione Russa. Sobrio, quasi stringato il comunicato ufficiale di un incontro sul quale molte anticipazioni sono rimaste senza conferma

Il papa e Putin

Papa Francesco e Vladimir Putin stanno tessendo una tela con tale discrezione che nessuna delle cose davvero importanti, finora viene a galla con piena nitidezza. Ci si deve contentare piuttosto di segnaletica per i viandanti che non possono dire se la direzione presa sia la stessa dei due grandi interlocutori.

Da questo terzo incontro, il più lungo, tra Putin e il papa gesuita fino alla vigilia ci si cullava in scenari ottimisti e fantastici come una data per la visita del papa a Mosca. Ma la terza Roma può ancora attendere. Da decenni ormai si va a caccia dello scoop, ma quel viaggio che pare sempre lì per avverarsi, non avviene. La prima volta di questa mania sulla stampa apparve i primissimi anni di Wojtyla quando un quotidiano italiano, allora importante, uscì a nove colonne in prima pagina con il titolo “Il Papa a Mosca”.

La volta del papa a Mosca

Non sempre i giornalisti sono buoni indovini o profeti né sono chiamati a esserlo. Infatti stiamo ancora aspettando questo accadimento che sarà senza dubbio un grande evento storico. Alla vigilia dell’arrivo di Putin, qualche voce autorevole della presidenza aveva escluso che si sarebbe trattato l’argomento della visita. In realtà le due diplomazie, anzi le tre diplomazie attivamente interessate, ossia Vaticano, Cremlino e Chiesa Ortodossa Russa sono anni che stanno cercando di preparare l’evento che si è rivelato nel tempo meno scontato del previsto.

Sotto Benedetto XVI sembrava vicino il giorno non tanto di una sua visita a Mosca, quanto quello di un incontro con il patriarca ortodosso di tutte le Russie in un terreno neutrale. Si ventilò per qualche tempo Vienna, ma non se ne fece nulla. Poi a sorpresa questo incontro preliminare che non si attendeva quasi più, accadde a L’Avana dove, con la mediazione del presidente Raùl Castro, Francesco e Cirillo si incontrarono in aeroporto. Non è finito a L’Avana il lavoro che si concluderà soltanto con la visita di Cirillo a Roma e del papa a Mosca. Dipende dai progressi del dialogo ecumenico tra le due Chiese maggiori dell’eredità cristiana: la cattolica e l‘ortodossa.

A questo ricamo non sono estranei neppure le tradizioni cristiane protestanti perché da ogni parte esiste un grande sforzo di unità. Ma il cammino è lungo: rompere è un attimo, ricucire richiede secoli. Dal comunicato ufficiale del colloquio tra Fracesco e Putin si evince che non si rinuncia a quel sogno finale, ma si lavora per creare condizioni di condivisione e fraternità sempre più ampie nell’ambito della pace e della solidarietà. Non a caso si parla di un protocollo, firmato in Vaticano, per una collaborazione maggiore tra l’ospedale Bambino Gesù e gli ospedali pediatri russi. E non a caso che l’asciutto comunicato dedica una riga all’impegno per l’ecologia e per la pace dell’attualità internazionale, “con particolare riferimento alla Siria, all’Ucraina e al Venezuela”. Tre situazioni che condizionano molto lo scacchiere internazionale e alle quali Russia e Santa Sede, ciascuno secondo le proprie competenze, si sentono specialmente coinvolte. E sulle quali la posizione di entrambe le diplomazie si divarica dalle scelte dell’Occidente.

Soddisfazione reciproca

La nota lascia intendere che entrambe le parti sono soddisfatte “per lo sviluppo delle relazioni bilaterali”. E le immagini televisive hanno confermato la sensazione di un colloquio positivo tra le due personalità che apparivano soddisfatte. Si può dire che la visita di Putin in Vaticano ha rivelato che essa ha mostrato solo la punta dell’iceberg: alla superficie appare una parte modesta; la parte più consistente non si vede benché sia molto più vasta di quella visibile. Sicuramente l’esito dell’incontro odierno inclina a un moderato ottimismo poiché rafforza la pazienza di attendere i frutti straordinari che  saranno svelati all’opinione pubblica a cominciare da un futuro non lontano.