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Francesco, l’agire da cardinali come un’orchestra

Concistoro in Piazza san Pietro per 21 nuovi porporati poi veglia ecumenica di preghiera per il Sinodo imminente

Carlo Di Ciccodi Carlo Di Cicco   
Francesco, l’agire da cardinali come un’orchestra
Papa Francesco (Ansa)

Vigilia di Sinodo nella Chiesa cattolica segnata da due eventi importanti: la nomina di 21 nuovi cardinali e la grande veglia ecumenica pomeridiana di preghiera in Piazza san Pietro. Segni che papa Francesco vuole dare per consolidare l’avviato rinnovamento della Chiesa per tornare a farsi capire dall’uomo di oggi. Momento di passaggio delicato del pontificato che ha superato la boa dei dieci anni, impiegati interamente a promuovere la riforma spirituale e istituzionale della Chiesa.

Il percorso del Papa

Un percorso non facile che il papa ha compiuto cercando il più ampio consenso, senza rinunciare a decisioni e svolte del tutto nuove rispetto al passato. Questi cambiamenti, il fare oltre la tradizione del “si è fatto sempre così” mirando invece a rilanciare lo spirito missionario e collocarsi dalla parte dei poveri, ha procurato notevoli resistenze all’operato di Francesco. In alcuni circoli tradizionalisti, ma anche in alcune conferenze episcopali, lo svecchiamento prospettato dal papa ha suscitato vivaci resistenze, tuttora vive. Non a caso il discorso del pontefice nella cerimonia per l’imposizione della berretta rossa ai nuovi cardinali è stato un chiaro invito all’unità. Egli ha paragonato il collegio dei cardinali – immediati consiglieri del papa e deputati a scegliere il successore – a un’orchestra. Il Collegio Cardinalizio, ha chiarito Francesco, “è chiamato ad assomigliare a un’orchestra sinfonica, che rappresenta la sinfonicità e la sinodalità della Chiesa. Dico anche la “sinodalità”, non solo perché siamo alla vigilia della prima Assemblea del Sinodo che ha proprio questo tema, ma perché mi pare che la metafora dell’orchestra possa illuminare bene il carattere sinodale della Chiesa…Una sinfonia vive della sapiente composizione dei timbri dei diversi strumenti: ognuno dà il suo apporto, a volte da solo, a volte unito a qualcun altro, a volte con tutto l’insieme. La diversità è necessaria, è indispensabile. Ma ogni suono deve concorrere al disegno comune.

Fondamentale l'ascolto reciproco

E per questo è fondamentale l’ascolto reciproco: ogni musicista deve ascoltare gli altri. Se uno ascoltasse solo sé stesso, per quanto sublime possa essere il suo suono, non gioverà alla sinfonia; e lo stesso avverrebbe se una sezione dell’orchestra non ascoltasse le altre, ma suonasse come se fosse da sola, come se fosse il tutto. E il direttore dell’orchestra è al servizio di questa specie di miracolo che ogni volta è l’esecuzione di una sinfonia. Egli deve ascoltare più di tutti gli altri, e nello stesso tempo il suo compito è aiutare ciascuno e tutta l’orchestra a sviluppare al massimo la fedeltà creativa, fedeltà all’opera che si sta eseguendo, ma creativa, capace di dare un’anima a quello spartito, di farlo risuonare nel qui e ora in maniera unica”.

Il discorso rivolto ai nuovi cardinali

Per cogliere il senso di questo discorso rivolto ai nuovi cardinali, ma anche all’intero Collegio cardinalizio presente sul sagrato della basilica vaticana ,ci si può richiamare a quello che Gesù diceva ai discepoli dopo aver narrato le parabole evangeliche: “Chi ha orecchi per intendere, intenda” il significato di quanto detto. Specialmente in questo tempo di Sinodo e poi del Giubileo del 2025 – sorta di coronamento di pontificato – il papa sollecita il massimo di unità che sola garantisce un reale rinnovamento della Chiesa. L’intenzione del papa è parsa ben compresa dai nuovi cardinali. Nel saluto di ringraziamento a Francesco, a nome dei neo porporati, il cardinale Prevost, prefetto del dicastero per i vescovi ha lasciato intendere di aver ben compreso il messaggio del papa: “Santo Padre, Lei ha voluto celebrare questo Concistoro pubblico prima di inaugurare il prossimo Sinodo sulla Sinodalità. Essere una Chiesa sinodale che sa ascoltare tutti, è la via non solo per vivere personalmente la fede, ma anche per crescere nella vera fraternità cristiana. Lei ci ha ricordato che è necessario imparare ad ascoltare come i Santi, come San Francesco d'Assisi che ha ascoltato la voce di Dio, la voce dei poveri, la voce dei malati, la voce della natura. Al di là della ricerca di nuovi programmi o modelli pastorali, sempre necessari e importanti, credo che dobbiamo sempre meglio comprendere che la Chiesa è pienamente tale solo quando veramente ascolta, quando cammina come Nuovo Popolo di Dio nella sua meravigliosa diversità, riscoprendo continuamente la propria chiamata battesimale a contribuire alla diffusione del Vangelo e del Regno di Dio”. Da oggi con i nuovi 21 cardinali (18 elettori, 3 non elettori), il Collegio cardinalizio giunge a 242 porporati, di cui 137 elettori e 105 non elettori. Un numero di porporati mai così alto, considerando che le norme canoniche finora vigenti per l’elezione del papa stabiliscono che siano 120 i cardinali elettori. Numero che sarà ristabilito entro la fine del prossimo anno con il compimento degli 80 anni di un folto gruppo di cardinali.

La cerimonia

Suggestiva anche oggi la celebrazione del rito per la creazione dei nuovi cardinali. Ognuno dei cardinali, secondo l'ordine di creazione, si è inginocchiato davanti al papa. Francesco ha posto loro sul capo lo zucchetto e la berretta cardinalizia "rossa come segno della dignità del Cardinalato, a significare che dovete essere pronti a comportarvi con fortezza, fino all'effusione del sangue, per l'incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e per la libertà e la diffusione della Santa Romana Chiesa". Poi ha messo a ciascuno l’anello al dito anulare della mano destra: “Ricevi l’anello dalla mano di Pietro e sappi che con l’amore del Principe degli Apostoli si rafforza il tuo amore verso la Chiesa”. Quindi il Papa ha assegnato ai neo cardinali una chiesa di Roma (Titolo o Diaconia) quale segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Papa nell'Urbe.

Attenzione sul Sinodo

Ora l’attenzione si concentra sul Sinodo che sarà aperto dal papa il prossimo 4 ottobre in una concelebrazione con i nuovi cardinali e i membri dell’assemblea sinodale. Per sottolineare il primato spirituale dell’evento prima che il dibattito sulle proposte, oggi pomeriggio si svolgerà in Piazza san Pietro una grande veglia ecumenica di preghiera cui prenderanno parte anche Bartolomeo, patriarca ecumenico di Costantinopoli e l’arcivescovo Welby primate della Chiesa anglicana, presenti già questa mattina al concistoro per i nuovi cardinali. Papa Francesco ha chiesto a tutta la Chiesa di pregare per il sinodo nel mese di ottobre nel quale si celebra anche la Giornata Missionaria mondiale. E’ lo stesso papa a ricordarlo in un videomessaggio che sarà proiettato nel corso della veglia pomeridiana in Piazza san Pietro. Riguardo al sinodo egli afferma: “Vorrei ricordarvi che qui non si conclude nulla, ma che qui continua un cammino ecclesiale. È un cammino che percorriamo, come i discepoli di Emmaus, ascoltando il Signore che viene sempre in mezzo a noi. È il Signore della sorpresa”. Lui ascoltato nella preghiera indica il centro della missione che "è raggiungere tutti, cercare tutti, accogliere tutti, coinvolgere tutti, senza escludere nessuno".

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