Papa Francesco come le sardine prima delle sardine: primo rendere il mondo respirabile

Entrambi puntano a ricreare un habitat di umanità vera e schietta, il papa nella Chiesa e nella sfera religiosa, le sardine nella politica asfittica e mercantile

Papa Francesco
Papa Francesco

Sembra poco o niente in realtà è la condizione primaria di tutto quello che segue. Questo è quanto stanno facendo meglio di ogni previsione, ciascuno nel suo campo, papa Francesco e in Italia le Sardine, i giovani che riempiono le piazze per dire il disgusto alla politica divenuta asfittica di ideale e prigioniera delle peggiori pulsioni regressive. I giovani vogliono la politica, ma non questa politica che disintegra la solidarietà di un Paese, trascura e lascia morire i luoghi di educazione e formazione come la scuola, non prospetta futuro per nessuna categoria sociale, desertifica il lavoro, veste di razzismo e discriminazione la convivenza, lascia indietro le fasce deboli di quanti non ce la fanno a mantenere i ritmi del consumismo.

Una fede entusiasta

Con la sua Chiesa anzitutto, Francesco ha avanzato analoghe domande per rimetterla in carreggiata sui binari del Vangelo e tornare ad essere credibile. E per farlo è partito dal tentativo di mettere dentro la comunità cristiana e le sue istituzioni un’aria nuova e respirabile che facesse avvertire la bellezza del Vangelo e della riforma conciliare della Chiesa tutta protesa a vivere per Dio e per gli altri – specialmente se poveri - anziché per se stessa. Una fede entusiasta senza alterigia, un’aria nuova dove la Chiesa di pensarsi istituzione, cominciasse a diventare casa di tutti per seminare speranza e fraternità. Solo dentro un contesto di entusiasmo e allegria è possibile seminare nuovi percorsi e ottenere consenso. E l’aria nuova che il papa ha cercato di mettere in circolo all’interno della Chiesa l’ha poi proposta a tutto il mondo con la stupenda enciclica Laudato si’ sulla cura della Casa comune.

Nel segno di San Francesco

Rispolverando in chiave attuale il Cantico delle Creature di san Francesco, il papa Francesco  ha lanciato la proposta di un progetto universale per salvare insieme la Terra e l’uomo entrambi minacciati di non avere futuro. Ha anticipato Greta e i suoi fratelli. I giovani hanno compreso il messaggio di Francesco è hanno stretto con lui l’alleanza schietta che non hanno visto altrettanto possibile con le istituzioni civili e religiose.

L'esempio delle sardine

Il fenomeno delle Sardine che tutti si affrettano ora a cercare di capire in ogni possibile risvolto, specialmente interessati se diventeranno oppure no una nuova offerta politica. Ma i giovani da cui è partito questo movimento sono interessati anzitutto a creare un cordone sanitario a una politica presuntuosa e connivente con tutte le peggiori inclinazioni umane: la rissa, la discriminazione, l’arroganza, la supponenza, la violenza, l’inganno, la corruzione, il menefreghismo, l’incompetenza. Non hanno proposto ricette, ma puntano a bonificare l’aria dell’arena politica che ha reso irrespirabile la vita nel Paese.

I valori ambientalisti

Respirare per tornare ai valori di umanità con i quali è possibile ricostruire una politica, un’economia, una cultura entro i confini della solidarietà, della giustizia, della responsabilità per il bene comune. Rifare un Paese dell’accoglienza e della solidarietà, non terreno dove scorazzano lobby di interessi come compagnie di ventura che pensano si possa vivere e costruire qualcosa di bello e duraturo in Italia considerando Carta straccia la Costituzione. Senza quest’ossigeno il Paese non riparte col piede giusto. Le Sardine si sforzano in tutti i modi di ripeterlo, ma gli adulti, le forze politiche faticano a capire perché sono impantanati nelle stanze dei bottoni e nelle stanze di interessi senza ideali. Tornare ai nastri di partenza.

La piazza

Francesco che ha precorso i tempi delle Sardine immettendo nella Chiesa domande analoghe a quelle che hanno fatto scattare l’idea della convocazione nelle piazze.  Ha puntato non a caso ad aprire con i giovani un progetto di ascolto effettivo, dando vita al grande progetto del Sinodo sul tema dei giovani, la fede e il discernimento vocazionale.  Si è trattato di un dialogo vero, lungamente preparato in ogni continente prima di svolgere l’assemblea a Roma. Il papa si è incontrato a lungo con migliaia di giovani, per ascoltarli, prima di aprire i lavori sinodali e sentire i vescovi. Tanta è stata la partecipazione e il coinvolgimento che a conclusione dei lavori assembleari Francesco ha proposto l’apostolato dell’orecchio: “ascoltare, prima di parlare”. E ha specificato il suo atteggiamento: “Vorrei dire ai giovani, a nome di tutti noi adulti: scusateci se spesso non vi abbiamo dato ascolto; se anziché aprirvi il cuore, vi abbiamo riempito le orecchie. Come Chiesa di Gesù desideriamo metterci in vostro ascolto con amore, certi di due cose: che la vostra vita è preziosa per Dio, perché Dio è giovane e ama i giovani; e che la vostra vita è preziosa anche per noi, anzi necessaria per andare avanti”. Il papa è stato rapido a pubblicare nel mese di marzo 2019 l’esortazione apostolica postsinodale ai giovani e a tutto il popolo di Dio che concludeva i lavori del sinodo chiuso a fine ottobre precedente.  Risposta sollecita, arricchita domenica 1 dicembre da una comunicazione dello stesso Francesco al termine dell’Angelus.

“Il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita – ha informato il papa - ha istituito un nuovo Organismo consultivo internazionale della gioventù, formato da venti giovani di diverse provenienze geografiche ed ecclesiali. È una risposta concreta alla sollecitazione del Sinodo dedicato ai giovani l’anno scorso. Compito di questo Organismo è di aiutare a comprendere la visione dei giovani sulle priorità della pastorale giovanile e su altri temi di interesse più generale”. L’Organismo affiancherà stabilmente il Dicastero e comincerà a riunirsi la prossima primavera. Si tratta di un percorso voluto dal papa che dimostra di prendere sul serio i giovani, considerati prima di ogni preoccupazione di salvaguardare le strutture esistenti.

Questa capacità di dialogare e capirsi tra Francesco e i giovani non sarebbe male se ispirasse anche le istituzioni civili, la politica e gli adulti in generale. Anche le Sardine  avrebbero la sensazione piacevole di non aver operato invano.