[L'inchiesta] Un milione di euro per abbattere la palazzina della Nato. Lo stop agli abusivi è un grande affare

Viaggio nella capitale delle case abusive, Castel Volturno, tra 8 mila pratiche di condono edilizio. Qui 80 costruzioni illegali all'anno

[L'inchiesta] Un milione di euro per abbattere la palazzina della Nato. Lo stop agli abusivi è un grande affare

L’odore di salsedine ha impregnato anche i soffitti di queste orrende, fatiscenti, mezze distrutte villette a tre, quattro passi dal mare, qualcosa come due metri al massimo di distanza. Che tristezza, che oscenità questo triangolo nero tra Castel Volturno, Baia Domizia, Villa Literno.
È la più grande, abusiva e illegale area metropolitana modello Township sudafricana. Qui, tra il suo popolo nero, che dagli anni Ottanta ha messo radici, è morta la più grande cantante africana, Miriam Makeba. Qui la camorra dei Casalesi “scoppiati” ha sterminato otto neri a colpi di mitragliatrici. Qui vivono e lavorano i braccianti neri, le prostitute nigeriane ricattate da incantesimi e riti woodoo. Gli spacciatori maghrebini o africani.

E Castel Volturno dai suoi abitanti censiti, 25 mila, d’estate si riempie all’inverosimile, fino a centomila persone.
Qui vivono e nascono figli di braccianti neri, di prostitute, di spacciatori. Sono i figli di questa terra che conoscono solo case abusive, baracche, Centri di accoglienza e strutture fatiscenti nei comuni dei Regi Lagni, della Terra dei Mazzoni.
Fa sorridere pensare ai progetti di integrazione come medicine per prevenire il terrorismo. In questo triangolo nero lo Stato deve solo ringraziare i vo,Ontario della Caritas, sindaci coraggiosi come Renato Natale di Casal di Principe o Dimitri Russo di Castel Volturno. O i presidi delle forze di polizia.

Peppe Scialla è il mio cicerone. Assessore della giunta comunale di centrosinistra di Castel Volturno che ha fatto della lotta alla legalità la sua bandiera, mi porta sulla spiaggia, in località Bagnara.

Alla fine della visita guidata la sensazione è che Castel Volturno ricordi la Beirut del dopo guerra degli inizi degli anni Ottanta. Un corpo di macerie fisiche e anche morali. Dove continuare a vivere e a progettare è una scommessa.
Parco Saraceno, sulla darsena dove avevano promesso che sarebbe stato costruito un porticciolo turistico. Palazzoni pericolanti, inagibili, abitati da un popolo di abusivi di tutti i colori. Rischiano, lo sanno, ma vivono comunque tra quelle mura fatiscenti e pericolose.
Scusate se lo sottolineo: l’unico momento positivo in questo tour in uno scenario post-nucleare è quel misterioso ristorante la “Lanterna del Porto”, dove si mangia proprio bene.

Peppe Scialla ha appena saputo che la Conferenza dei Capigruppo della Camera ha fatto come Ponzio Pilato. Per il momento ha rinviato tutto a due settimane. Che con la ex Finanziaria alle porte significa che ha rinviato alle Calende greche l’approvazione della cosiddetta legge Falanga sugli abbattimenti degli edifici abusivi.

Non apprezza, la giunta di Castel Volturno questo rinvio, che è l’anticamera dell’affossamento. E con l’affossamento della tragedia incombente. Perché il comune non potrà indebitarsi più di tanto e in un paese dove un terzo del patrimonio immobiliare è abusivo, da sanare o non sanabile, la politica degli abbattimenti avrà lo stesso effetto del bambino che con un bicchiere di plastica vuole svuotare il mare.
Si chiama “American Palace”, ed è diventato il simbolo di quella Italia che non va. Ottusa, sicuramente e nel migliore dei casi. Al chilometro 34 della Domiziana, tra palme e inferriate che lo circondano, un grande edificio di cinque piani. Tutto sommato sembra una villa holliwoodiana rispetto a quei manufatti informi di località Bagnara.

Qui negli anni Ottanta vivevano le famiglie americane della vicina base NATO. Poi, l’edificio è stato occupato dai neri. E sgomberato. Per farla breve, riporto alcuni passaggi di una lettera del sindaco Dimitri Russo del 20 febbraio scorso alla procuratrice di Santa Maria Capua Vetere, Maria Antonietta Troncone.

In sintesi, “American Palace” deve essere abbattuto. C’è una sentenza che lo conferma. Il sindaco chiede alla procuratrice se, «in considerazione dell’oneroso costo per la demolizione, la cui spesa graverà comunque sul bilancio comunale e sui cittadini, il consiglio comunale potrà prevedere l’utilizzo dell’edificio per finalità istituzionali».

Il preventivo del costo di abbattimento redatto dal consulente tecnico della Procura, l’architetto Lombardi, è stratosferico. Di più: oltre un milione di euro. Un preventivo, azzarda il sindaco, «che sembrerebbe spropositato rispetto ai valori di mercato nonché incompatibile con le casse dell’ente comunale che in cinque anni deve restituire il prestito».

«A Castel Volturno ci sono 8.000 pratiche per la sanatoria dell’abusivismo edilizio. Molte non sono sanabili perché riguardanti edifici realizzati su terreni demaniali, gravati da vincoli di uso civico, paesaggistici e idrogeologici. A queste pratiche vanno aggiuntei almeno 70/80abusi edilizi in più per ogni anno».

L’assessore Scialla ricorda che la giunta ha messo a bilancio 300.000 euro per i primi 16 abbattimenti, tra cui lo stesso American Palace. «Se la legge non sarà approvata è tutto rimane così come è, quanti abbattimenti degli almeno trenta prioritari riusciremo a fare? Con un comune che finirà strutturalmente in dissesto finanziario, come saremo in grado di dare risposte ai cittadini sul terreno della fornitura di servizi, di realizzazione di opere, di tutela dell’ambiente, di contrasto alla illegalità diffusa Se per la Procura la priorità improrogabile è quella di demolire gli edifici abusivi inseriti nel Registro delle esecuzioni delle sentenze di abbattimenti?».

Da Castel Volturno, gli ambientalisti che gridano allo sventato complotto del partito degli abusivi, fanno ridere. Il business degli abbattimenti fa gola a tanti interessi indicibili. Si fanno fortune con una perizia ammorbidita, un preventivo con costi assurdi, una ditta a cui viene assegnato l’abbattimento.
Scialla suggerisce di creare «un protocollo di priorità per le procedure di abbattimento, dando precedenza a immobili realizzati sul demanio statale o comunale e in condizioni fatiscenti.

C’è una pratica che lascia perplessi. Per un abbattimento di una casa in via Potenza, il consulente tecnico del sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Sergio Occhionero, ha stimato il costo di 89.326,38 euro. Il preventivo del 2013 dell’Ufficio abusivismo del comune di Castel Volturno, non superava i 25.000 euro.