Sardegna, ordinanza in arrivo: cosa cambia rispetto al Dpcm. Proprietari di palestre e ristoranti in piazza

Tra i provvedimenti che Solinas intende mettere in campo c'è di sicuro la didattica a distanza al 100 per cento per le scuole superiori e poi una riduzione dei collegamenti marittimi e aerei da e per l'Isola

Sardegna, ordinanza in arrivo: cosa cambia rispetto al Dpcm. Proprietari di palestre e ristoranti in piazza
TiscaliNews

Ultimi ritocchi al testo dell'ordinanza che il governatore della Sardegna Christian Solinas condividerà con tutti i capigruppo del Consiglio regionale. Il provvedimento dovrebbe contenere la chiusura dei bar alle 20 e dei ristoranti alle 23, didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, apertura dei teatri ma con riduzione della capacità di capienza fino al 20% (su 1000 posti 200 spettatori). Queste le novità, secondo quanto si apprende dal vertice tra il governatore della Sardegna Christian Solinas e i capigruppo in Consiglio regionale, che saranno contenute nella prossima ordinanza attesa tra stanotte e oggi. Nodo mobilità. Il provvedimento dovrebbe portare alla riduzione della capienza dei trasporti pubblici locali dall'80% al 50% e una stretta su porti e aeroporti limitando i collegamenti così da garantire il tracciamento sugli arrivi, anche grazie ai nuovi tamponi antigienici che la Protezione civile nazionale sta inviando alla Sardegna. A fronte di tutto questo, sarà previsto anche un forte inasprimento dei controlli con i forestali e compagnie barracellari chiamati a coadiuvare le forze dell'ordine operative nei vari territori dell'Isola.

Altro punto dell'ordinanza potrebbe riguardare la riduzione della capienza dei teatri fino a un terzo, evitando così la chiusura totale prevista nel Dpcm. In questo caso il condizionale è d'obbligo perché le Regioni possono prevedere misure più restrittive di quelle del Governo, e non allentarle. A meno che Solinas non intenda far valere lo status di Autonomia speciale, come lo stesso Dpcm prevede per quanto riguarda le chiusure dei locali per la somministrazione di cibi e bevande. Su questo fronte, in queste ore, sono in corso interlocuzioni costanti con il Comitato tecnico scientifico: il decreto infatti concede libertà alle amministrazioni Autonome a condizione che prima abbiano verificato la compatibilità di un'eventuale deroga con l'andamento della situazione epidemiologica del territorio.

In Sardegna le condizioni non sono peggiorate, ma non sono neanche buone: il servizio sanitario regionale è in affanno e i sistemi di tracciamento dei contagi in estrema difficoltà. Si tratta di capire se allungare l'attività di bar e ristoranti sia rischioso o no. Non dovrebbe esserlo - è l'opinione diffusa negli ambienti della presidenza e del Cts - perché bar e ristoranti appartengono al gruppo di categorie che più di tutti hanno investito per garantire l'accesso ai locali in piena sicurezza.

Intanto a Cagliari sotto il palazzo del Consiglio regionale si sono riuniti per una manifestazione pacifica di protesta atleti e gestori di palestre e piscine di tutta la Sardegna "Rivendichiamo il nostro diritto al lavoro perché ci sentiamo presi di mira - ha commentato all'ANSA Matteo Cois, portavoce delle associazioni e degli atleti". La categoria è una di quelle che più ha lavorato per seguire alla lettera i protocolli di sicurezza, che più ha investito in sanificazioni e per mettersi a norma. 

Duecento ristoratori seduti in piazza del Carmine a Cagliari per protestare contro la chiusura dei bar e ristoranti. Hanno apparecchiato per terra con tanto di tovaglie, calici e posate per far partire un messaggio anche dalla Sardegna: "siamo a terra". "Dopo il lockdown - spiega lo chef Luigi Pomata - ho dovuto dimezzare posti a sedere (ne ho tolto 44), posti di lavoro (da 40 a 19) e dimezzato gli incassi. Non chiediamo elemosina, ma almeno non fateci pagare le tasse. I ristoranti sono sicuri". Anche uno sguardo d'insieme: "Con la chiusura pagano il conto anche tanti altri: dai tassisti ai negozi di abbigliamento, chi ha più voglia di comprarsi qualcosa se non può uscire?", conclude.