Silvestri: “Omicron potrebbe diventare endemica ma anche partorire varianti più feroci”. Le posizioni in campo

Il noto immunologo, virologo ed accademico italiano invita – in una intervista a Repubblica - ad andarci con i piedi di piombo. Per l’Ema l’emergenza sta cambiando volto. L’avvertimento di Cislaghi . Sileri: “Verso l'endemia”.

Omicron, nel riquadro il professor Silvestri (Ansa)
Omicron, nel riquadro il professor Silvestri (Ansa)

Omicron può essere fonte di preoccupazione ma anche di speranza. Potrebbe rappresentare l’anticamera di altre mutazioni del covid, ma anche l’inizio della sua endemizzazione, come accennato di recente anche dall’EMA. Rivelarsi cioè il sintomo di una trasformazione del covid in una sorta di influenza. Secondo il professor Guido Silvestri, patologo, immunologo, virologo, divulgatore scientifico ed accademico italiano, occorre però andarci con i piedi di piombo. "Sappiamo tanto dagli esperimenti sulle cellule in provetta, quanto da quelli sugli animali, che Omicron è meno capace di infettare il polmone profondo. Diciamo che è bravissima a colpire l'apparato respiratorio superiore, ma è zoppa quando si tratta di attaccare il polmone. Questo spiega anche il quadro clinico", spiega il docente della Emory University, in un'intervista al quotidiano La Repubblica.

Diventerà come l'influenza?

Diventerà allora come l'influenza? "Spero che diventi come l’influenza e divenga gestibile attraverso la vaccinazione annuale – dice - Però dobbiamo monitorare e fare sorveglianza epidemiologica”.

Il rischio

Silvestri afferma poi di non voler essere allarmista, ma non nasconde che potrebbe esistere il rischio della nascita di una variante con “l'aggressività infettiva di Omicron e la capacità di danneggiare il polmone di Delta”. L’esperto si augura “non succeda mai ma invita ad essere pronti. “E il modo migliore è insistere con i vaccini". 

Vaccino (Ansa)

Sull'obbligo del green pass

Per quanto riguarda l’obbligo del green pass Silvestri afferma che “il vaccinato può infettarsi, ma subisce una malattia lieve e non crea il disagio ospedaliero. Se non lo capisci te lo spiego impedendoti di andare al ristorante, allo stadio o al cinema. Sarebbe stato più bello se tutti ci fossimo vaccinati spontaneamente, ma se non succede bisogna evitare le conseguenze più gravi". 

Il futuro

Quanto allo scenario futuro il virologo spiega che è “possibile ogni anno, verso giugno o luglio, fare un inventario, vedere dove circola il virus e quali sono le varianti. Si fanno rapidamente i vaccini Rna del caso con una produzione di massa, e poi a ottobre e novembre si fa la campagna per le inoculazioni, così si passa l'inverno col massimo degli anticorpi. Si è protetti fino ad aprile o maggio, poi arriva l'estate che è più tranquilla. Del resto - conclude - è un modello che già esiste, non si capisce perché dovrebbe scatenare tutte queste reazioni". 

Guido Silvestri (Ansa)

Fase endemica, la posizione dell'Ema

Tornando al possibile volgere del covid alla fase endemica, qualche giorno fa l’Ema, l’Agenzia europea dei medicinali, ha fatto notare che non si è ancora a quel punto ma sicuramente l’emergenza covid  sta per lo meno cambiando volto. Il conteggio giornaliero dei contagi - cui ci ha abituati il report del ministero della Salute - "perde peso", e stanno diventando maggiormente indicativi i dati sulle ospedalizzazioni. “Il virus sta diventando più endemico”, afferma il capo della strategia vaccinale dell’Ema, Marco Cavaleri. Anche se “non possiamo ancora dire di essere in quella fase”.

Insomma qualcosa comunque sta davvero mutando, almeno per quanto riguarda la considerazione del virus. Ma quando si può parlare di malattia endemica? Si può parlare di malattia endemica - riporta la letteratura scientifica - quando l’agente responsabile è stabilmente presente e circola nella popolazione, manifestandosi con un numero di casi più o meno elevato ma uniformemente distribuito nel tempo. E, si può aggiungere, diventa gestibile.

Allora la domanda nasce spontanea: stiamo andando in quella direzione? Che sia variata la percezione del problema,  lo dimostrerebbe proprio il dibattito accesosi sull'opportunità del report contagi giornaliero. Anche se esistono posizioni nettamente contrarie.

Cislaghi invita a non censurare l'epidemia

"Corre l’idea – afferma l’epidemiologo Cesare Cislaghi all’Ansa - di far diventare settimanali i dati giornalieri, ma sarebbe come censurare l’epidemia. Bisogna bloccare questa idea malsana. Non beiamoci del fatto che molti contagiati hanno pochi sintomi talvolta simili a quelli di una normale influenza. Il SarsCov2 rimane purtroppo sempre capace di trasformare semplici sintomatologie in gravi e letali patologie”.

Pierpaolo Sileri (Ansa)

Sileri: "Stiamo andando verso l'endemia"

Per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri “con Omicron stiamo andando verso l'endemia, quindi niente panico. Abbiamo in circolazione la variante Omicron, andiamo verso la riduzione della quarantena per i vaccinati ma per gradi. Ossia con il passare dei giorni ci possono essere degli aggiustamenti a seconda delle situazione (da Pomeriggio cinque news su Canale 5)".

A parere di Sileri occorre attendersi ogni settimana centinaia di migliaia di persone infettate da Omicron, ma il peso sugli ospedali sarà inferiore rispetto all’anno scorso, con meno contagi, perché la popolazione è oltre i tre quarti vaccinata e richiamata. Omicron, in effetti, sembra essere meno aggressiva quanto a ricoveri e terapie intensive occupate, lo si è visto anche negli altri paesi".