Willy, la vita da nababbi dei fratelli Bianchi che risultano nullatenenti. Inchiesta sul patrimonio

Il tenore di vita ha fatto sorgere qualche dubbio sulla condotta dei due fratelli, accusati insieme a Mario Pincarelli e Francesco Belleggia di aver picchiato a morte il cuoco 21 enne

TiscaliNews

"Non giudicate i miei figli dalle foto. Sono sicura che non sono stati loro ad uccidere Willy". Così la madre dei fratelli Bianchi difende i suoi figli dall’accusa di omicidio. Marco e Gabriele sono accusati insieme a Mario Pincarelli e Francesco Belleggia di aver picchiato a morte il cuoco 21enne a Colleferro. Tuttavia quelle immagini social che parlano di una vita esagerata, tra vacanze in Costiera amalfitana, abiti firmati e orologi di lussi fanno sorgere qualche dubbio sulla condotta dei due fratelli visto che le loro uniche entrate arrivavano da un negozio di frutta aperto da soli tre mesi. E proprio questo tenore di vita potrebbero far scattare indagini patrimoniali sui fratelli. Lo riferiscono fonti investigative.

Il negozio di frutta e verdura

Secondo quanto scrive il Messaggero: "Marco, da qualche mese, subito dopo il lockdown, aveva aperto un piccolo negozio di frutta verdura a Cori, comune della provincia di Latina. Non un grande locale su cui tra l'altro il sindaco della cittadina, Mauro De Lellis, ha già avviato le pratiche per il ritiro della licenza (...). Marco e Gabriele, però, al netto della frutteria di Cori risultano nulla tenenti (...).

Motivo per cui non si escludono accertamenti di natura patrimoniale nei prossimi giorni". La famiglia Bianchi abita in una frazione di Artena, il padre ha un'impresa di pozzi artesiani, gli altri figli (in tutto sono quattro) hanno delle attività commerciali: un'enoteca a Lariano e un negozio di alimentari. Marco e Gabriele, però, al netto della frutteria di Cori risultano nulla tenenti.

Precedenti penali

Inoltre i due ragazzi hanno precedenti alle spalle, a vario titolo, per spaccio e lesioni. Marco, il più piccolo dei due, ha alle spalle almeno due denunce per rissa, altrettante per lesioni personali e spaccio, oltre a una serie di contravvenzioni amministrative. Gabriele non è da meno. In passato è stato accusato di minaccia, lesioni, porto di oggetti atti a offendere e stupefacenti. Qualcosa in più dell'hashish.

Tutti reati, per entrambi i fratelli Bianchi, contestati negli ultimi tre anni: dal 2017 a oggi, e nel perimetro di Velletri, Lariano ed Artena. Gabriele sta per diventare padre. La compagna, Silvia Lagada ha detto: "Aspetto un bambino, sto diventando madre e il mio pensiero va alla famiglia del ragazzo che non c'è più, la giustizia farà il suo corso e la verità verrà fuori".

Fratello dei Bianchi: "Non hanno ucciso loro Willy" 

"Non sono stati i miei fratelli Gabriele e Marco ad uccidere Willy, qualcun altro gli ha dato un calcio". Così Alessandro Bianchi, intervistato da Pomeriggio Cinque, ricostruendo quanto secondo lui è avvenuto la sera della morte del ragazzo: "Io ero al bar dove lavoro. I miei fratelli sono entrati insieme agli altri due arrestati. L'unica cosa che ho sentito dire da loro, quando sono arrivati anche i carabinieri, è stato: 'Prenditi le responsabilità di quello che hai fatto'. Non ho visto a chi lo hanno detto ero di spalle. E' successo una cosa schifosa, siamo distrutti, ma non sono stati loro". "La cosa più tragica e che fa più male è che il ragazzo è morto", ha aggiunto Alessandro Bianchi spiegando che "i miei fratelli erano lì ma la discussione era iniziata prima, loro sono stati chiamati da altre due persone, che volevano andare via. Hanno trovato sul posto gli altri due arrestati: non sto qui ad accusare altri, ci sarà il processo. Io non sono un giudice, ma chi ha sbagliato deve pagare, tutti anche i miei i fratelli".